Contro la Lega rilanciamo il meridionalismo

Come è cambiato il voto alle ultime tre tornate elettorali. Si evince chiaramente che la Lega non stravince anche al sud solo perché tiene il M5S. La Lega è all’assalto dello stato.

Subito dopo le elezioni il collettivo Wu Ming ha scritto una riflessione Sui veri risultati italiani delle Europee 2019. Non facciamoci abbagliare da percentuali di percentuali dove si sostiene in sintesi che l’astensionismo ha inciso enormemente sul voto e che quindi non bisogna allarmarsi perché sul totale degli aventi diritto la Lega non è assolutamente maggioritaria:

Se proprio si vuole ragionare in termini di percentuali, ragionando sul 100% reale vediamo che la Lega ha il 19%, il PD il 12%, il M5S il 9,5%. Sono tutti largamente minoritari nel Paese.

L’idea che muove i WuMing è che «dentro l’astensione ci sono riserve di energia politica che, quando tornerà in circolazione, scompaginerà il quadro fittizio che alimenta la chiacchiera politica quotidiana, mostrando che questi rapporti di forza tra partiti sono interni a un mondo del tutto autoreferenziale». 

Rimandiamo comunque alla lettura integrale del loro contributo su linkato.

Riteniamo interessante, per il discorso anticolonialista del nostro blog, pubblicare una riflessione informale di un compagno napoletano dello spazio Zero81 che fa capo al progetto Il Sud Conta. In effetti il suo ragionamento smonta come “autoassolutorio” e “fuorviante” il ragionamento dei Wu Ming.

Vediamo perché..

di Giovanni Pagano (Spazio Zero81 – Napoli)

Questa volta devo dissentire con i Wu MIng, ho letto il loro articolo sulle elezioni e lo trovo non solo fuoriviante ma anche autoassolutorio.

1- La Lega se ne è sbattuta al cazzo dell’astensionismo, visto che i loro voti sono passati da 5 miloni a 9 milioni. La destra nel complesso ha guadagnato rispetto alle politiche 1 milione di voti. Quindi anche se dovessero partecipare i 9 milioni di votanti delle ultime elezioni politiche, che ieri sono stati a casa, il trand leghista non sarebbe in discussione… anzi forse crescerebbe.
2- Queste lotte, questo attivismo, onestamente stento a vederlo. Per me i movimenti sono tali quando cambiano lo stato di cose, quando incidono, non quando si chiudono in qualche bel recinto dorato a fare volontariato:
La Lega ha vinto a Riace, Lampedusa, Susa e Bussoleno. Quando cominciamo a parlare delle cose serie magari ci rendiamo conto che gridare al fascismo, cantare bella ciao ai comizi di Salvini non serve a togliere un solo voto alla Lega… anzi.
Anche la questione dei selfie e dei balconi, che ritengo giusta e puntuale, coglie le debolezze di Salvini, il suo nervosismo, un punto debole su cui giocare, ma non certo mette al centro un’alternativa. Resta sempre lui il centro della politica italiana, unico mattatore, quella è guerriglia ma siamo ben lontani dal centro del campo di battaglia.
Non piace ai grandi pensatori italiani e ai luminari di movimento, ma l’unico argine ai voti leghisti è stato il senso di vergogna tra i meridionali nel votare l’ex nemico padano. Non è un fatto politico, non è di sinistra, non è bello come altri esempi da cui ripartire ma è un fatto.
A mio avviso durerà poco se si continua su questa strada, se si continua a negare che esiste un problema. Un problema di interessi di classe, nel nord gli interessi del ceto medio e delle classi lavoratrici coincidono in questo momento con la linea politica della Lega: Flat tax, blocco della mobilità della forza lavoro e regionalismo differenziato. quest’ultimo darebbe la possibilità ai capitali del nord e al ceto medio di rispettare i vincoli posti dall’unione europea ma allo stesso tempo aumentare la spesa nelle regioni del nord. Tutto questo come al solito a spese dei meridionali.
Davvero mi fa rabbia sentire gente che ancora storce il naso quando si parla di meridionalismo….davvero vorrei capire dove vivono.
Sarebbbe il caso di fare un bel tour nelle periferie napoletane, dove il M5s prende ancora il 50%, capire le ragioni di questo voto e puntare su quei temi per contrastare l’avanzata delle destre. Probabilmente il reddito e l’identità contrapposta ai razzisti del nord ha giocato un ruolo, in quartieri dove classicamente forza italia faceva il pienone.
Sarebbe il caso di interrogarsi senza autoassolversi, nascondendosi dietro ad un’anomalia che non esiste più, se non nella rincorsa di ogni poltrona che si libera dalle parti di San Giacomo.