Ancora caccia alle streghe

 

La Sardegna è stata sempre terra di conquista per lo stato piemontese/italiano e la repressione è stato sempre il metodo più facile per assicurarsi il controllo coloniale dell’isola. Anche in tempi recenti lo stato italiano si è comportato spesso come uno stato di polizia, agendo come uno stato coloniale che deve dare l’esempio colpendo i dissidenti, poco importa se essi si professano indipendentisti, anarchici, comunisti o altro.

Basti pensare alla celebre operazione “Arcadia” del 2006 e che è oggi ancora alle prime battute processuali.

Ieri tra Sassari e Nuoro l’ennesimo atto di intimidazione contro chi evidentemente è ritenuto non assimilabile al regime coloniale. Pubblichiamo per intero il comunicato della rete “NoBorderSard” che spiega anche gli inquietanti strumenti legali utilizzati in questa nuova ondata repressiva:

Ieri (avantieri N.d.R) mattina alle 7 Digos e Carabinieri di sono presentati in quattro abitazioni di compagni e compagne di Sassari e Nuoro per effettuare delle perquisizioni alla ricerca di armi e esplosivi. Per fare questo si sono avvalsi dell’art. 41 del TULPS, che prevede che per motivi di particolare gravità legati alla sicurezza si possa procedere anche in assenza di un mandato di perquisizione firmato da un giudice. Nell’ambito dell’operazione è stata perquisita anche la sede di S’Idea Libera, sempre a Sassari.

Queste perquisizioni arrivano a 4 mesi da quelle effettuate a Cagliari nell’ambito dell’op. Renata il 18 Febbraio, e a 9 da quelle dell’operazione per 270 contro i cosiddetti “foreign fighters”.

Questi attacchi non fanno altro che confermare il clima di controllo e repressione verso chi non si conforma con il sistema vigente e prova ad autorganizzarsi.

Ma questo non servirà a fermare le lotte.

Ai perquisiti e agli indagati va tutta la nostra solidarietà, agli sbirri tutto il nostro odio.