Chiudere la Soprintendenza per aprire le coscienze dei sardi

Uno dei famosi “Giganti” ritrovati nel sito archeologico di Mont’e Prama lasciato oggi in stato di abbandono

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la notizia di questo importante evento anticolonialista. La maniera in cui la Soprintendenza archeologica gestisce il nostro patrimonio culturale e storico è francamente scandalosa

SOPRINTENDENZA Archeologia della Sardegna

PREFETTURA Archeologia della Sardegna

 

SIT-IN DI FRONTE ALLA SEDE MUSEO ARCHEOLOGICO

MERCOLEDI’ 24/07/ 2019 DALLE ORE 9.30 ALLE ORE 13

Piazza Arsenale,1 – CAGLIARI

 

Fuori le PREFETTURECULTURALI ITALIANE dal territorio, dalla cultura, dalla storia e dalla vita dei sardi, sono ostili al nostro popolo, ci cancellano dal mondo e dalla storia, ci rendono infelici e privi di autostima.

Chiediamo che l’attuale Soprintendenza Archeologia “italiana” venga chiusa e sostituita da una Subrintendèntzia Archeològia Sarda organica alla natzione sarda, alla sua cultura e alla sua storia.

L’attuale Soprintendenza Archeologia della Sardegna è incompatibile con la Sardegna: Si è fatta strumento di chi costruisce la propria storia artificiale di nazione falsando i fatti, i tempi e i protagonisti della storia, tramite;

 

Il Riduzionismo, ammantandosi del titolo di legittimati, situandosi nel luogo dove la storia si forma, in sintonia e complicità con le scelte storiografiche nazional-italiane ha minimizzato, delegittimato e persino deriso, chiamandoli fantarcheologi tutti gli studiosi e gli archeologi che non concordavano con le loro tesi riduzioniste che vedevano l’imponente capitale archeologico sardo irrilevante.

 

Il Diffusionismo, negando che ci sia stata una civiltà sarda, nata e sviluppatasi in Sardegna, e che tutto ciò che in Sardegna è rilevante dal punto di vista storico e archeologico sia dovuto ad “contagio” esterno e non al un misero popolo di pastori che secondo loro ha sempre vissuto in pinnetas e in caverne.

 

L’Inclusionismo, favorendo la nazionalizzazione culturale e la fagocitazione, fino alla scomparsa da ogni testo storico ufficiale italiano, della storia minoritaria della nazione sarda.

 

L’Esclusionismo marginalizzante dal punto di vista economico, con strumenti tipici del post-colonialismo che impone l’oblio e mortifica l’identità di un territorio per prepararlo a usi tipici del colonialismo, servitù militari, servitù di smaltimento, industrie inquinanti, piattaforme energetiche.

Il Fusionismo con il quale, pur nascondendo e cancellando la storia sarda da quella italiana, si è lavorato continuamente per la fusione perfetta della Sardegna con l’Italia, non solo in termini territoriali, istituzionali e costituzionali ma anche in termini nazionali, annegando la natzione Sardegna nella nazione Italia.

 

Il Disistimismo dei perenni sconfitti e dominati, torturando continuamente i sardi con la tiritera dei dominatori che si sono succeduti nell’isola e quella inventata dei pocos, locos y male unidos.Una tiritera quella dei dominatori che non differisce molto da quella dei dominatori della Lombardia ma che mentre lì non serve in Sardegna serve per inculcare la disistima di popolo sconfitto da sempre e da sempre umiliato.

 

Il Discontinuismo di popolo, facendo credere che i sardi di oggi non sono quelli di ieri, perché mescolati dalle dominazioni e quindi con la colpa di essere pocos, locos y male unidose di conseguenza con nessun nesso con i popoli che hanno costruito un volume di nuraghi che supera il volume delle piramidi egizie e che nella statuaria per primi hanno distaccato le braccia dal busto.

 

Sardigna Natzione non è contro le persone della Soprintendenza ma contro la loro funzione, una funzione chiaramente ostile al popolo sardo, di fatto nemica dei sardi, organica ad interessi estranei e contrari a quelli della Natzione Sardigna.

 

La questione Porto Canale ha messo ancora più a nudo l’inadeguatezza della Soprintendenza che sta causando la crisi di una struttura economica che dà lavoro a centinaia di persone. Anche in questa occasione ha operato come una prefettura più che come un ente che deve mettere in correlazione la tutela ambientale e paesaggistica con la tutela delle attività economiche e dell’occupazione necessarie al popolo sardo.

 

Sardigna Natzione non chiede la destituzione delle persone della Soprintendenza ma la destituzione della loro funzione, per assegnare loro una nuovafunzione organica alla natzione sarda e finalizzata alla valorizzazione di un capitale archeologico e culturale forse unico al mondo per intensità territoriale, fatto di 1000 Stonenghe e creato da un popolo la cui storia è un bene dell’intera umanità e vuole uscire dall’oblio in cui l’ha confinata il nazionalismo italiano.

 

SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA SARDEGNA

PRIGIONE COSTITUZIONALE DI STATO

PER LA DETENZIONE DEI POPOLI

 

Sardigna Natzione Indipendentzia chiama i sardi alla mobilitazione contro la Soprintendenza-Prefettura-Prigione e indice un Sit-In da tenersi il 24/07/ 2019 dalle ore  9.30 alle ore 13 a Cagliari di fronte alla sede del Museo Archeologicodella Sardegna, in piazza Arsenale n. 1, quartiere Castello, Cagliari.

 

Sardigna 24-07-2019annu 158° Dominazione Italiana