La portavoce di CN: “ampliamo ulteriormente il dialogo con altri soggetti politici”

La nuova portavoce di CN, Luana Farina

Intervista alla neo eletta portavoce di Caminera Noa, Luana Farina, riguardo le prospettive del soggetto- progetto politico delineatesi durante l’ultima assemblea plenaria, che si è svolta a Montes (Orgosolo) il 21 luglio 2019.

  1.  Avete convocato la vostra ultima assemblea plenaria nel cantiere Forestas di Montes, a Orgosolo alla fine del campo sociale di lingua sarda organizzato da Lìngua Bia. Perché questa scelta logistica?

Caminera Noa a 50 anni dalla Rivolta di Pratobello, ha pensato che Orgosolo e la Forestas di Montes, che fu anch’essa teatro di quella vittoriosa rivolta, fosse il luogo ideale per ricordare quest’evento memorabile della Storia della Sardegna, quella che non è scritta e non si può leggere nei libri di Storia. Montes ospita una lecceta plurisecolare, unica nel bacino del Mediterraneo per estensione e caratteristiche, e si estende per 4500 ettari su rilievi attorno ai mille metri, una delle poche foreste che è stata risparmiata dal disboscamento selvaggio perpetrato dai Savoia, a danno sei sardi, per fornire traversine usate per costruire il sistema ferroviario italiano. Questo aggiunge un valore politico alla scelta della sede dove si è svolta l’Assemblea Plenaria di Caminera Noa, che ha aderito alla tre giorni del campus estivo organizzato da Lìngua Bia, insieme a sas Tzarradas di Sassari, danno la possibilità e il piacere di parlare il sardo, in tutte le sue varianti e di conoscere meglio la lingua e la cultura sarda.

  1. Come funzionano le plenarie di Caminera Noa?

Le plenarie di CN, da sempre sono aperte a tutti quei soggetti singoli o organizzati che ne condividono i valori fondanti su cui di basano le azioni di CN:

  • Riconoscimento della Natzione Sarda
  • Diritto all’Autodeterminazione del popolo sardo
  • Sostenibilità ambientale
  • Superamento del sistema economico e sociale neoliberista
  • L’antifascismo e l’antirazzismo
  • Essere contro le discriminazioni di genere
  • Diritti civili, politici e sociali per tutti, compresi i migranti
  • Creazione di un modello politico democratico, inclusivo e partecipato
Una foto dell’ultima assemblea plenaria di CN

Tutti i partecipanti hanno diritto di parola, di proporre e, quando è necessario, di votare.
Si procede secondo i punti all’Ordine del Giorno, concordato in precedenza tramite mailing list. In genere si articola in due momenti fondamentali:

il primo, in cui si portano proposte di iniziative o lotte da intraprendere, criticità riscontrate in quelle già attivate, in questo caso se ci sono mozioni o proposte diverse, si decide tramite voto;

il secondo, quello in cui si lavora praticamente all’organizzazione di nuove iniziative e/o si riferisce per “tavoli di lavoro tematici” già avviati

  1. Avete annunciato con un comunicato laconico che verificherete la fattibilità di costruire un processo costituente di un soggetto federale. Sta per nascere un nuovo partito sardo?

La risposta è decisamente no.

Dopo oltre due anni di intensa attività che ha visto CN promotrice e/o sostenitrice di lotte su tutto il territorio sardo, sia con i soggetti che ne fanno parte, sia con “compagni di cammino” occasionali, con cui condividiamo lotte comuni e modalità di azione, è nata l’esigenza di ampliare ulteriormente il dialogo con tante forze resistenti presenti in Sardegna e per questo si è deciso in Plenaria di aprire una fase costituente di un soggetto politico confederale nuovo. Ci siamo dati sei mesi di tempo per vedere se ci sono i presupposti per realizzare questa costituente. Per adesso l’idea di un nuovo partito non ci sembra praticabile, mentre è più importante lavorare per “creare coscienza popolare” che ci veda uniti, pur mantenendo ognuno la propria individualità, confederati per il raggiungimento di obiettivi comuni.

  1. Quali sono le principali attività che curerete nel prossimo futuro?

Intanto come detto in precedenza allacciare contatti costruttivi con realtà territoriali esistenti, piccole o grandi, che agiscono però in “solitudine”.

Pensando poi alla situazione tragica che vive la nostra terra l’imbarazzo della scelta delle attività da curare sono purtroppo davvero infinite. Sicuramente continueremo a portare avanti le lotte già intraprese in questi due anni lavoro, cittadinanza sarda, sanità, comunicazione, lingua e istruzione, ambiente, lavoro attraverso la campagna mutualistica “Telefono Ruju” e il laboratorio linguistico Sas Tzarradas; perché le problematiche che abbiamo sollevato, non si esauriscono e risolvono se non si riesce a coinvolgere tutta la popolazione sarda, che le vive sulla sua pelle, ma forse non ha più forze ed entusiasmo per lottare, e quindi continueremo a dare “corpo” a ciò che si è già fatto.

A ciò si aggiungeranno altri momenti di attività, che preferiamo chiamare lotte, che riguardano la riforma dello statuto, lo spopolamento, il regionalismo differenziato a cui è strettamente legato il federalismo fiscale, i trasporti, altro annoso problema della Sardegna, la condizione femminile sarda e il patriarcato, la repressione esercitata ogni volta che si chiede un diritto. Insomma le idee non ci mancano, né la voglia di “fare”, perché delle parole, soprattutto quelle dette in campagna elettorale, il popolo sardo è stanco. Per noi, che non crediamo di avere il “verbo”, né pratichiamo le decisioni imposte “dall’alto”, è fondamentale coinvolgere chi si sente demotivato, isolato, emarginato, i “senza voce”, quelli che realmente sanno cosa è utile e giusto fare.