La repressione può colpire tutti

Il profilo della portavoce di Caminera Noa Luana Farina modificato con il motivo di solidarietà per i pastori sardi e per chi viene accusato di solidarietà con la loro lotta e denunciato per blocco stradale secondo le nuove disposizioni repressive del decreto Salvini

Può accadere che uno stia tornando a casa dopo una giornata di lavoro o di studio, si imbatta casualmente in un blocco di protesta organizzato da alcuni lavoratori in lotta e si unisca mezz’ora per chiedere informazioni o semplicemente per dare solidarietà. Questo può costare una denuncia per blocco stradale che, secondo il decreto sicurezza di Salvini, può costare da 1 a 6 anni di reclusione. Alla faccia della democrazia, del diritto al dissenso e dello stato di diritto.

Questo è quanto accaduto a diversi pastori sardi sotto indagine a causa dei blocchi effettuati lo scorso febbraio e marzo per un giusto prezzo del latte. Un procedimento penale è stato avviato in questi giorni a carico di un nostro compagno – denuncia il collettivo oristanese Furia Rossa –  per aver partecipato a una manifestazione dei pastori svoltasi l’11 Febbraio 2019 sulla 131 all’altezza di Uras.
I reati contestati sono quelli di manifestazione non preavvisata, partecipazione a pubblica manifestazione con il volto travisato e blocco stradale. Queste ultime due fattispecie in particolare sono state recentemente interessate dai decreti sicurezza di Salvini, che ha reso nuovamente penale il reato di blocco stradale e ha fortemente aumentato sia le sanzioni economiche che quelle detentive per i reati in questione, nell’ottica di contrastare e punire chi manifesta per i diritti sociali.
Le accuse sono assolutamente pretestuose, infatti il nostro compagno – che tra l’altro si è imbattuto casualmente nella manifestazione mentre percorreva la 131 – non può in alcun modo essere considerato tra i promotori nemmeno secondari della manifestazione, tantomeno può essere considerata vera l’accusa di aver avuto il volto travisato, cosa che peraltro non avrebbe avuto alcun senso, in una situazione di piazza in cui vi era spesso vicinanza fisica e dialogo tra pastori e fdo. Ci chiediamo infine se la mera presenza in una manifestazione in cui si blocca una strada costituisca di conseguenza reato di blocco stradale.

Respingiamo al mittente queste provocazioni e cogliamo l’occasione per rinnovare in maniera ancora più forte tutta la nostra vicinanza ai pastori e ai solidali colpiti dalla repressione, che a quanto pare è l’unica risposta insieme alla propaganda che questo governo riesce a dare ai bisogni sociali delle lavoratrici e dei lavoratori sardi.

Pochi minuti fa Luana Farina, la portavoce di Caminera Noa, ha lanciato una campagna social invitando di aggiungere al proprio avatar il motivo “La repressione può colpire tutti. #Iostoconipastorisardi”.

Ecco il testo pubblicato sulla sua pagina fb e poi ripreso dai social del movimento sardo con le indicazioni per applicare il motivo sul proprio avatar.

La solidarietà è un reato?
Piovono denunce sui pastori e non solo sui pastori, per la più grande lotta sociale sarda degli ultimi anni. Si riceve un avviso di garanzia, una multa o una misura restrittiva anche solo per essersi fermati mezz’ora a dare solidarietà ad uno dei tanti blocchi organizzati dai pastori per ottenere un giusto prezzo del latte. Proprio questo è avvenuto ad un giovane attivista di Oristano pochi giorni fa.

Reagire ad una lotta sociale seminando repressione qualifica la Repubblica Italiana per essere fondata non sul diritto al lavoro, di chi giustamente lo rivendica, ma sul “reato di solidarietà” di chi la manifesta.

Chiediamo a tutti voi di ribadire “Io sto con i pastori” inserendo il motivo che abbiamo preparato nel vostro avatar (foto del profilo).

Noi stiamo con i pastori e con tutti quelli che vogliono una Sardegna libera, anche di produrre ciò che è nella sua vocazione, senza ricatti, pressioni e repressioni.

La nostra portavoce Luana Farina ha aggiunto un motivo alla sua immagine del profilo. E’ un piccolo gesto che non consta nulla, vi chiediamo di fare altrettanto perché la solidarietà e l’unità sono un valore!

Dovete andare a “modifica foto del profilo” e cliccare aggiungi motivo.

#camineranoa
#LaRepressionePuòColpireTutti
#Iostocoipastorisardi