Solinas nemico climatico e della Sardegna

Un cartellone scritto presente alla manifestazione di Cagliari diventato virale sui social. Una delle rivendicazioni di FFF Sardegna è il no alla costruzione del metanodotto

di Antonio Muscas

Grazie al ministro costa, al presidente conte e ai loro vuoti proclami su economia circolare, sostenibilità e ambiente.
La propaganda oggi, alla fine, si presenta per quello che è: menzogne utili, fin quando è possibile, a tranquillizzare gli animi e restare al timone.

Questa la sensibilità delle istituzioni.

Proprio in concomitanza con lo sciopero mondiale sul clima che ha visto in Sardegna scendere in piazza migliaia di persone per chiedere attenzione sui temi ambientali e in particolare contro il progetto di metanizzazione dell’isola, il governo del cambiamento, nella figura del ministero dell’ambiente e quindi del bravo ministro costa, così ha pensato di rispondere.

Invece di prendere e concedere tempo, per dare doverosamente spazio al dibattito pubblico e valutare ogni opzione utile ad affrontare questo delicato momento storico, ha provveduto a metterci di fronte ad un dato di fatto.

Procedendo imperterrito per la propria strada o addirittura accelerando, in una corsa folle verso il baratro.
Il tutto a carico dei comuni cittadini, naturalmente.
Perché quel tubo dovremmo pagarlo noi, coi soldi delle nostre bollette.

E stavolta non potranno certo dire, come hanno fatto col Tap, che sono arrivati tardi e non c’era più niente da fare, che gli accordi erano gia firmati e le penali sarebbero state troppo alte.
Stavolta a decidere sono stati proprio loro.
Avendo tutto il tempo per valutare attentamente
Dopo aver persino convocato il tavolo tecnico al Mise, in cui la Sardegna è stata considerata caso specifico e da trattare come zona a sé, e dove, assieme alle parti sociali e i diversi portatori di interesse, si sarebbe dovuto decidere il suo futuro assetto energetico.

Altro che democrazia diretta: quando di mezzo ci sono gli interessi, grossi, delle multinazionali, si tratti di fossili o finte rinnovabili, ogni occasione di confronto diventa un rischio da evitare.

Con questa azione si vuole mettere il sigillo sul futuro energetico, economico, ambientale e sociale sardo.
Con grande gioia dei sindacati confederali, entusiasti evidentemente di anticipare la nostra e loro estinzione.

Ma nessun tubo potrà soffocare il nostro dissenso.

E se voi l’avete persa, o nascosta accuratamente da qualche parte, saremo noi la voce della vostra sporca coscienza.
A ricordarvi costantemente il carico della vostra responsabilità e gli esiti della vostra mediocrità, della vostra corruzione morale e totale assenza di coraggio e lungimiranza.

Voi siete responsabili, e di questo sporco tubo ne dovrete rispondere di fronte a noi e alle generazioni future.