I cavalcavia sulla Carlo Felice intitolati ai Patrioti angioiani

Uno dei cavalcavia della memoria sulla ss 131
di Piero Atzori

Quella delle targhe sui cavalcavia della 131SS poste 17 anni fa è stata un’ottima iniziativa,purtroppo poco o nulla condivisa. Adesso che su fb si è brevemente discusso su questa iniziativa.

In un link giornalistico, si può rivedere l’approccio poco produttivo che è alla base. Le targhe risultano pochissimo visibili, i caratteri sono troppo piccoli e non si riesce a leggerli neanche se si viaggia a 60Km/h. Non a caso, in diciassette anni dacché si sono incollate queste targhe, quasi nessuno le aveva notate. Personalmente sono venuto a conoscenza della targa di Antonio Vincenzo Petretto, al bivio di Bonnanaro, perché me lo ha detto mesi orsono un amico, un Petretto di Sassari. Poi ho trovato altre due targhe scandagliando tutti i cavalcavia. Si sbagliò la dimensione dei caratteri, o fu una scelta meditata per rendere più agevole il lavoro d’incollaggio?

Un progetto simile, presuppone che si conoscano le vicende dei patrioti sardi, molti dei quali martiri. Sappiamo che la scuola è passivamente coinvolta nella damnatio memoriae dei martiri angioianie di Angioy e che qualche insegnante impegnato non basta a rovesciare la situazione, ma ciascuno di noi deve prima rivolgere a se stesso la domanda: sai chi erano Baingio Fadda, Antonio Vincenzo Petretto, Antonio Maria Carta, Giovanni Antonio Mereglias, Filippo Serra, Salvatore Quessa, Gasparo Sini, Giovannico Devilla,Giovanni Pintus detto Toppu, Luigi Martinetti, Giovanni Battino, Francesco Frau, ecc.? Credo che la risposta sia negativa per il 99,99% dei sardi. Occorre ammetterlo che finora ha vinto la volontà di cancellare dalla memoria i nostri martiri per rimpiazzarli con altri. Cosi, per definire dov’era a Sassari il carcere San Leonardo, dove patirono le torture gli angioiani, dobbiamo dire “in via Cesare Battisti”. Tutt’al più, se sei indipendentista sai chi era Francesco Cillocco, che credi vada scritto Cilocco, come lo scriveva Giuseppe Manno, lo storico filosabaudo storpiatore dei cognomi angioiani e denigratore dei nostri martiri per la libertà. L’ipse dixit del Manno riproposto da una sfilza di storici, viene oggi ancora ripetuto. Ecco che a Mamoiada s’intitola a Cilocco una via tolta giustamente ai Savoia, non a Cillocco, come il martire si firmava. C’è da chiedersi se gli stessi che hanno promosso l’iniziativa delle targhe conoscano la storia degli angioiani o abbiano semplicemente trasferito all’artigiano l’elenco fornitogli da uno storico. Lo dice uno che fino a un anno fa sapeva poco di Angioy e seguaci e se ne vergognava. Per questo da un anno sto leggendo libri mai letti e frequentando gli archivi. Non tarderò a pubblicare un resoconto dettagliato sui risultati del mio lavoro, sperando di essere utile al risveglio delle coscienze. Studiare le vicende umane e politiche dei nostri martiri viene prima di scalpellare le targhe ai Savoia dalle strade sarde. Dobbiamo evitare di cancellare la memoria della sopraffazione subita prima di averla insegnata ai nostri figli. Ma per argomentare questo ci vuole un altro intervento.