TVB Sardegna e strategie di rilancio onnivore

di Daniela Piras

È stato approvato recentemente dalla giunta regionale il programma “TVB Sardegna LavORO”.  Dietro ciò che pare un nome invitante ai buoni sentimenti patriottici si celano gli acronimi Tirocini, Voucher, Bonus agli obiettivi stessi del programma Orientamento, Rafforzamento delle competenze e Occupazione.

Il programma dispone di una dotazione finanziaria di 73,6 milioni di euro, suddivisi nel quadriennio 2019 – 2022.

Favorire l’ingresso (o il reingresso) nel mercato del lavoro, offrire una formazione mirata, specializzare, riqualificare, riconvertire professionalmente e incentivare le imprese affinché assumano giovani e disoccupati.

I corsi proposti sono gratuiti e hanno sede in alcuni punti chiave dell’isola: Elmas, Sanluri, Alghero e Cagliari. Riguardano varie figure: si spazia dal corso di sartoria a quello di giardiniere passando per quello di animatore sociale, di esperto dei sistemi di qualità  e di potatura e innesti, fino ad approdare ai più internazionali corsi di Web Digital Marketing,  Snack Bar  e Wine Taster. I corsi possono essere frequentati da tutti coloro che ne hanno i requisiti e sono distinti principalmente per via della fascia d’età a cui si rivolgono: under 35 e over 35 (anche qui l’inglese è d’obbligo).

Ai tempi d’oggi, e considerando che in Sardegna la situazione economica a memoria di chi scrive non sembra mai essere stata rosea, mettere in atto degli strumenti tesi a favorire l’inserimento lavorativo e l’acquisizione di competenze è, di per sé, d’obbligo.

Ricordiamo che la Sardegna ha il triste primato nella classifica riguardante l’abbandono scolastico in Italia con una percentuale del 37,4% (fonte Il Sole 24 Ore, immagine allegata) e che il vagone “Italia”rappresenta il primo nel treno dei Paesi più ignoranti d’Europa. Sono i dati che emergono dall’annuale classifica IPSOS Mori sull’ignoranza dei popoli: per l’autorevole classifica l’Italia risulta essere la dodicesima al mondo e la prima in Europa (L’IPSOS Mori è un’importante azienda inglese di analisi e ricerca di mercato, N.d.R.).

Nel programma TVB però, sembra mancare qualcosa. A vedere bene manca la Sardegna. I corsi proposti appaiono neutri, interscambiabili e adattabili a qualsiasi regione italiana. Giardinieri, baristi ed esperti di vini, esperti di sistemi di qualità e web marketing… Manca qualcosa che sia focalizzato sulla Sardegna, che abbia un occhio di riguardo per quelle che sono, oggettivamente, le nostre fonti di ricchezza.

In un momento in cui le maestranze artigianali si perdono e finiscono relegate nell’angolino del Folklore e delle “specialità”, in primis quelle legate al mondo dell’artigianato, dove ci troviamo a leggere dell’eroismo e del coraggio di chi si cimenta in particolari settori tradizionali, dove chi ha acquisito delle competenze in determinati procedimenti, ad esempio Chiara Vigo nella lavorazione del bisso, diviene un’icona quasi fiabesca, abbiamo davvero bisogno soltanto di esperti di web marketing? Abbiamo bisogno soltanto di saper preparare cocktail e finger food?

Sarebbe stato interessante trovare, tra i corsi proposti, anche quello per imparare l’arte della tessitura, quello per imparare le tecniche di lavorazione della ceramica artistica o per acquisire la manualità necessaria a realizzare i pani e i dolci sardi; per apprendere l’arte di chi sa intagliare il legno e disegnare le magnifiche cassapanche e madie che troviamo esposte nelle case storiche visitabili nell’ambito delle varie “Cortes Apertas”.

Non dovremmo essere stanchi di sentire parole come “unico”, “tipico”, “antico”, “tradizionale”? A volte sembra che la Sardegna sia una terra ai margini di un arcipelago mondiale in cui sta per sprofondare, tenuta a galla soltanto da tradizione e folklore ed invece la Sardegna esiste ogni giorno, non solo negli appuntamenti delle Cortes o nelle cerimonie liturgiche, e ogni giorno esistono anche i sardi che magari in questa terra vorrebbero restare, e non a fare esclusivamente i web master o i barman.