La Sardegna si mobilita contro la guerra

La locandina dell’assemblea sassarese contro la guerra e contro l’occupazione militare della Sardegna
di Daniela Piras

Proposte concrete per organizzare delle mobilitazioni contro la guerra nella città di Sassari. Questo lo scopo dell’assemblea convocata ieri al circolo C.C.S. Borderline di via Rockfeller, alla quale ha partecipato qualche decina di cittadini e alcuni rappresentanti della confederazione universitaria UDU, esponenti del movimento ambientalista Fridays for Future (FfF)Caminera Noa, Liberu, Emergency, Comitato contro RWM, Rifondazione comunista, Mama Terra, A Foras e ResPublica. L’appuntamento dello scorso 20 gennaio era il secondo realizzato in pochi giorni a Sassari. Il 12 gennaio, infatti, a Sa Domo de Totus – la casa del popolo e della cultura, in via Cetti, il collettivo A Foras Nord Sardegna aveva convocato un incontro allo scopo di discutere sulle mobilitazioni di opposizione ai venti di guerra in Medio Oriente e  all’utilizzo della Sardegna come base di guerra.

Le idee riguardanti la manifestazione, prevista approssimativamente per la metà del mese prossimo, hanno fatto leva sull’importanza del coinvolgimento di più giovani possibili e sulla possibilità di abbinare ad un sit-in o corteo delle performance artistiche in grado di catalizzare l’attenzione anche dei passanti più disinteressati.

In vista di una successiva assemblea più propriamente organizzativa, e necessaria per stabilire orario e luogo esatto, l’assemblea di ieri è stata una importante occasione di confronto tra interessati di varie età e formazione.

Nel frattempo ricordiamo l’appuntamento fissato per sabato 25 gennaio a Cagliari, dove si terrà la manifestazione promossa da diverse organizzazioni: A Foras – Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna, Associazione Antonio Gramsci – Cagliari, Potere al Popolo -Sardegna, Sa Domu – Feminismu, Sotzialismu, Indipendentzia, Su Tzirculu – Cagliari, Rete Kurdistan Sardegna, ResPublica. Il concentramento è fissato alle ore 15:30 in Piazza Trento. Il corteo, dall’emblematico slogan “Togliamo le basi alla guerra” chiederà lo stop immediato delle operazioni militari dei membri Nato  e il ritiro delle truppe dagli scenari di guerra.

Sia la manifestazione di sabato a Cagliari che quella in via di organizzazione a Sassari sono improntate sul ruolo chiave ricoperto dalla nostra isola nel contesto internazionale. La presenza di un elevato numero di basi, aeroporti e poligoni la rendono infatti un potenziale bersaglio. “Ci troviamo su una piattaforma militare al centro del Mediterraneo”, frase che è stata detta ieri al Borderline e che non ha potuto non mettere tutti d’accordo sull’importanza di acquisire consapevolezza e informazione sulla situazione internazionale e sugli equilibri che ci vedono attori, nostro malgrado.

Ecco il link dell’evento del corteo di Cagliari!