Lo sgombero é violenza di Stato: lunedì il processo contro Furia Rossa

Lo sgombero é violenza di Stato: lunedì il processo contro Furia Rossa

Sono trascorsi cinque anni dall’imponente mobilitazione che portò allo sfratto della famiglia Spanu dalla loro casa e azienda agricola ad Arborea. Un centinaio i membri delle forze dell’ordine impiegati nell’operazione, tra poliziotti, carabinieri e agenti della forestale che presidiavano le campagne intorno, con tanto di elicottero e abbondanti dispositivi antisommossa.

Oggi quell’azienda, comprata all’asta fallimentare da un privato, è ancora vuota e desolata, ma gli strascichi della vicenda non si sono interrotti. Lunedì prossimo si terrà presso il Tribunale di Oristano l’udienza più importante contro tre attivisti del Collettivo Furia Rossa, querelati dall’allora Questore di Oristano Francesco Di Ruberto, dal capo della Digos Vincenzo Valerioti e dal poliziotto Andrea Brigo.

La vicenda: Dopo lo sfratto della famiglia Spanu avvenuto il 22 Gennaio 2015, appariva sul blog lafuriarossa.noblogs.org un articolo in cui, facendo la cronaca dello sgombero, si definiva “violenza di stato” quella condotta da chi durante quella giornata ha guidato le operazioni di polizia. Questo è bastato a far partire una querela e poi aprire un fascicolo contro ignoti che ha portato il Pubblico Ministero a chiedere per ben due volte l’archiviazione non trovando alcuna ipotesi di reato da formulare. Non potendo effettuare la terza archiviazione la GIP ha imposto alla Procura di formulare una imputazione facendo proprio il teorema accusatorio dei querelanti, secondo cui se chi ha scritto l’articolo non si trova, responsabili devono essere tutti, infatti “il collettivo, in ragione della sua ideologia politica, prende deliberatamente le sue decisioni collegialmente all’interno dell’intero gruppo, il quale è sempre molto coeso; quindi tutti i suoi componenti ne sono responsabili”. Così i tre attivisti della Furia Rossa si ritrovano accusati di concorso morale e materiale in diffamazione cui si aggiungono alcune aggravanti previste dal Codice Penale, con una pena che può andare dai 6 mesi ai 3 anni di reclusione o una multa che parte dai 500€, a loro volta triplicabili a causa delle aggravanti.

Alla richiesta di condanna penale hanno aggiunto anche la richiesta di risarcimento: l’ex questore Franceso Di Ruberto, il capo della digos Vincenzo Valerioti e il poliziotto Andrea Brigo hanno confermato la loro costituzione in parte civile chiedendo per i tre, lavoratori precari e studenti, una condanna al pagamento di 220.000€ per “ingente danno morale” e per “ingente danno esistenziale e di immagine”.

Il Collettivo ha invitato tutti coloro che vorranno manifestare solidarietà a manifestare davanti all’ingresso principale del Tribunale, in piazza Aldo Moro. L’udienza è fissata per le 12:30 di lunedì 27 gennaio.