Caminera Noa: Basta con gli sceriffi… Torniamo a vivere!

Il movimento popolare sardo Caminera Noa non ha dubbi, la gestione dell’ordine pubblico sta assumendo preoccupanti tratti autoritari: «l’episodio di Sassari in cui la polizia locale esercita una violenza ingiustificata nei confronti di due cittadini, come documentato da ben tre video che girano in queste ore in rete fra lo sgomento e la preoccupazione di centinaia di persone, è il segnale che, nella gestione dell’emergenza sanitaria, si sta mettendo la popolazione alla mercé delle forze dell’ordine» dichiara in una nota stampa Giovanni Fara, membro del Coordinamento politico del movimento.

«La misura è ormai colma – prosegue Fara – e la paziente tolleranza dimostrata dai cittadini, che hanno rispettato in maniera assolutamente composta le prescrizioni sul distanziamento fisico, sta dando adito a comportamenti inaccettabili da parte delle forze di polizia e il moltiplicarsi di segnalazioni di abusi in tutta l’isola è ormai sotto gli occhi di tutti».

«Caminera Noa – continua la nota – esprime preoccupazione per una gestione della crisi che vede l’applicazione di misure incongrue, irrazionali e indiscriminatamente punitive. Sindaci sceriffi che danno disposizioni più aspre rispetto a quelle del governo italiano, dimostrando tutta l’inadeguatezza della polizia locale nella gestione dell’emergenza».

«Perseguire chi cammina da solo in campagne sperdute – aggiunge Fara – multare runners solitari e persone conviventi che fanno la spesa in coppia, non ha il benché minimo fondamento epidemiologico.

A chi sono ascrivibili le responsabilità dei focolai presenti in Sardegna? Gli attivisti del movimento sardo ritengono che la classe politica sarda stia cercando di scaricare sulle spalle dei comuni cittadini responsabilità politiche che invece dovrebbe assumersi. La repressione crescente a cui stiamo assistendo è soltanto «un modo per costringere la popolazione a pensare di essere la prima causa del contagio anziché vittima di una malasanità e di una politica non all’altezza della situazione.

A concludere è Luana Farina, portavoce del movimento sardo: «Chiediamo che si allentino i controlli nei confronti dei cittadini e che si avvii subito un piano di ripresa delle attività economiche che consenta dal 4 maggio di ritornare a vivere, nel rispetto di tutte le misure di distanziamento fisico e di sicurezza, nell’interesse dei sardi che non devono diventare merce di scambio nello scontro tra il Presidente del consiglio Giuseppe Conte e Matteo Salvini, come nel caso della triste vicenda sulle mancate riaperture delle librerie nell’isola per l’ubbidienza servile del presidente Christian Solinas al suo alleato leghista».