Peru copione. Fai qualcosa per gli artisti sardi visto che sei in maggioranza!

Pubblichiamo volentieri la nota dell’editore Giovanni Fara, animatore del progetto Indilibri, tramite cui più di duecento artisti e operatori culturali sardi hanno firmato l’appello alle istituzioni sarde per salvare il mondo dell’arte, della cultura e dello spettacolo in Sardegna gravemente provato dalle politiche di contenimento.

di Giovanni Fara

È apparsa ieri sul quotidiano online “Sassari notizie” una dichiarazione del consigliere regionale Antonello Peru a favore del mondo dell’arte e dello spettacolo in Sardegna. Dichiarazione che in buona sostanza ricalca quanto contenuto nell’appello sottoscritto da un’ottantina di artisti e intellettuali sardi pubblicato il 15 maggio sulle pagine del sito IndieLibri, raccogliendo, a oggi, oltre 200 sottoscrizioni.

Nei giorni successivi il documento ha fatto il giro dei social ed è stato riportato su diverse testate online e non stupisce di come possa aver attirato l’attenzione del mondo della politica, sino a questo momento rimasta però in silenzio.

Che dai banchi della Regione qualcuno abbia letto e fatto proprie le preoccupazioni di un settore fortemente penalizzato dalle circostanze epidemiologiche e dalle decisioni politiche che ne hanno limitano l’attività, lo considero un fatto molto positivo. Ciò significa che l’apertura di una “vertenza per la cultura sarda” era un passo necessario, anche in considerazione che questa, già prima del covid-19 godeva di pochissimi diritti e tutele professionali.

Essendo Peru consigliere regionale dell’UDC, forza dell’attuale maggioranza di governo, ritengo che, oltre a rilasciare dichiarazioni ai giornali possa fare qualcosa di concreto. Favorire ad esempio l’apertura di un tavolo di confronto con tutte quelle realtà che lui stesso afferma esser state lasciate fuori da ogni assistenza e garanzia. Sarebbe da biasimare se alle dichiarazioni non seguissero i fatti e tutto si riducesse a una operazione di propaganda politica costruita sulle spalle di migliaia di lavoratori che restano esclusi dalle decisioni che contano. Mentre i grandi eventi sono infatti già stati tutelati “con i 7 milioni di euro grazie ai quali la Regione ha anticipato gli stanziamenti per quelli già programmati ma non realizzati” – come ricorda lo stesso Peru – nulla di concreto risulta esser stato messo in cantiere a salvaguardia del mondo della cultura indipendente.

Con il nostro appello abbiamo proposto alla Regione un “piano triennale per la cultura che abbatta ostacoli burocratici e detassi ogni genere di spettacolo e manifestazione artistica”, per dare ossigeno a chi, in questi mesi, si è vista ridotta o annullata la propria capacità di reddito. L’invito all’apertura di un tavolo di confronto è stato già inoltrato due volte all’indirizzo dell’Assessore Andrea Biancareddu. Vorrei ora scongiurare che questo cada nel vuoto o, peggio, che diventi oggetto di strumentalizzazione da parte chi i problemi dovrebbe risolverli.