C’è chi manifesta per la sanità pubblica contro se stesso

di Carlo Mura

Il 15 Luglio 2020 presso l’ospedale “Giovanni Paolo II” di Olbia c’è stata una manifestazione di solidarietà promossa e organizzata, si legge nel comunicato che è stato diffuso il giorno prima (sui social) e il giorno stesso su alcune testate giornalistiche, da un movimento spontaneo non politico e non sindacale di dipendenti ospedalieri e dalle associazioni di pazienti.

Il giorno prima (13/07) il Sindaco di Olbia Settimo Nizzi, in un consiglio comunale convocato per discutere dell’emergenza sanitaria, ha dichiarato quanto segue “dobbiamo stare tutti insieme, dobbiamo essere uniti nei fatti. Non dobbiamo farci la guerra. Tutto il territorio deve rimanere unito. Non dobbiamo dividerci le risorse tra di noi ma noi tutti abbiamo bisogno di più risorse e non di dividercele”. Nella stessa occasione il primo cittadino di Olbia ha annunciato un presidio permanente di fronte all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia.

Torniamo alla manifestazione del 15 (nella modalità del flash mob) tenutasi di fronte all’ospedale e di fronte al Consiglio Comunale (presente il vicesindaco Michele Fiori, il presidente del consiglio comunale Giampiero Mura, Mariantonietta Cossu ed altri).

Nel comunicato  degli appartenenti al movimento si leggeva che ci si dava appuntamento di fronte ai “tre presidi ospedalieri galluresi per dare un segnale alla Regione sul continuo impoverimento di risorse umane nella Assl Olbia”.

Il tempismo dell’organizzazione, in meno di 24 ore, del flash mob di fronte ai presidi e dunque anche all’amministrazione Comunale di fronte all’ospedale di Olbia, è stato sorprendente.

Molti medici, personale ospedaliero e cittadini non erano a conoscenza di chi avesse organizzato la manifestazione ma vi hanno partecipato per protestare contro i tagli alla sanità pubblica a favore di quella privata (vedasi ad esempio il Mater Olbia), che ha portato: alla carenza di personale e al conseguente blocco delle sale operatorie; al fatto che venga chiesto ai pochi medici presenti ad Olbia (che già fanno turni massacranti spesso con carenza di materiale indispensabile) di coprire le carenze di personale in altri centri ospedalieri della Gallura (Tempio e La Maddalena); alla chiusura di ambulatori per carenza di personale (es. pediatri).

Una volta cominciato il presidio si è compreso che, sebbene il comunicato fosse vago sul punto, era stato Pietro Spano (ex consigliere PD, presidente dell’Associazione Diabete Gallura e dirigente della Rete Sarda Diabete) a guidare e condurre il flash mob.

La cosa che in tanti non hanno certo gradito (pazienti, personale medico e cittadini presenti per difendere il diritto ad una salute pubblica), è stato il fatto che non si è attribuita le responsabilità per la situazione in cui ci si trova alla classe politica (al di là del colore) che in questi anni ha continuato a foraggiare la sanità privata con finanziamenti pubblici, depotenziare centri ospedalieri di eccellenza e boicottare (o manifestare cecità) nei confronti di cittadini e movimenti che da anni si battono per il diritto ad una salute pubblica per tutti.

Anche a Tempio c’è stato un presidio e a La Maddalena in molti non sapevano da chi fosse stato organizzato. La distanza degli organizzatori di questo flash mob dagli stessi operatori medico sanitari era dunque palese.

Solinas ha le sue enormi responsabilità, ma la politica messa in atto dalla precedente amministrazione (PD), e dall’attuale (FI) ad esempio ad Olbia, sono sempre state di assoluta cecità nei confronti della drammatica situazione degli ospedali del personale medico che ora è allo stremo.

La speranza è che in questa situazione gli operatori ospedalieri (pazienti e cittadini) vedano oltre il “colpevole” individuato da politici in campagna elettorale (Presidente Regionale Solinas), ma si chiedano chi li ha nei fatti difesi e appoggiati in questi anni, scendendo in piazza anche per loro e per difendere  il diritto ad una sanità Pubblica e gratuita per tutti.