“Paraulas e sonos”: Programma Estivo di promozione della lattura

Il titolo della  rassegna, organizzata dal Centro Studi Stugi Luigi Oggiano di Siniscola, è Paraulas e sonos. La  finalità della rassegna è quella di promuovere la lettura, creare momenti di aggregazione leggeri di carattere culturale, fuori dai consueti spazi pubblici (scuole, biblioteche), ma nei locali commerciali come bar o camping.  Questi eventi hanno anche come  obiettivo quello di promuovere il CSLO, che ha tra i sui fini principali la ricerca storica sul Senatore Luigi Oggiano, la  raccolta delle fonti storiche, la promozione dei suoi valori umani e morali.  A questo proposito il CSLO ha  già organizzato un convegno su Luigi Oggiano e un giornata rievocativa in ricordo di Lorenzo Pusceddu.

Il primo evento programmato  (il 18 agosto, ore 19.00) è stato dedicato alla  narrativa.  Si è svolto presso il Bar  “La  Colmena”, a  La Caletta,  con il romanzo L’oltraggio della sposa in presenza dell’autore  Ottavio Olita e con la presentazione di Massimo Dadea.

Si tratta di un avvincente romanzo, tratto da una storia  vera avvenuta nel periodo postunitario in una località della Meridione d’Italia.  I temi  del libro sono strettamente legati alle vicissitudini di una donna e di un ufficiale del Regno d’Italia. I temi pregnanti ruotano intorno alle relazioni sentimentali della coppia e mettono in luce il ruolo della donna in una società caratterizzata dai valori tradizionalisti. Di un certo rilievo anche il tema, modernissimo, delle verità processuali e del condizionamento delle sentenze da parte dell’opinione pubblica.

Il secondo evento  si svolgerà nel bar Gana ‘e Gortoe, il 26 agosto, alle ore 19.00,   dove si alterneranno letture di  poesia e brani musicali in presenza delle autrici, con letture espressive di testi di Giuseppina  Carta, Rosalba Satta e Benedetta Gatto.  Per quanto riguarda la musica si esibirà il Tenores Luisu Ozzanu di Siniscola e Federico Ventroni e Gesuino  Deiana.

 Alla  rassegna  poetica collabora l’Associazione Amistade di Olbia. Anche questa collaborazione rientra tra gli obiettivi del CSLO: quello di istituire relazioni di scambio con altre realtà dell’isola e che condividono ideali  e finalità comuni.

Il terzo evento  è programmato si svolgerà al Selema Camping di Santa  Lucia il 2 settembre, alle ore 19.00. In questa occasione interverrà l’autore Giacomo Mameli con il libro Come figlie, anzi, edizioni Cuec.   Si tratta di una raccolta di testimonianze di esperienze di vita vissute  prevalentemente  in Sardegna da donne di provenienza rumena, polacca, africana, latinoamericana. Il grande tema del libro è il fenomeno sociale delle migrazioni femminili e delle diverse implicazioni Un tema che l’autore ha già affrontato in Le ragazze sono partite.   La presentazione si svolgerà nella cornice del Camping Selema e si aprirà con delle letture di brani e con l’intervento critico  di presentatrici locali.

Il salottino “Sulla terra leggeri” sminuisce Irvine Welsh – di Daniela Piras

di Daniela Piras

Irvine Welsh. Dislivello tra autori ed eventi.

Tra gli appuntamenti culturali estivi all’interno delle programmazioni dei vari festival, ieri c’è stato quello che aveva come protagonista uno dei più importanti scrittori viventi: Irvine Welsh. Autore di romanzi cult come “Trainspotting”, “Ecstasy”, “Il Lercio”, “Acid House” e tantissimi altri, lo scrittore è stato invitato nell’ambito della decima edizione del festival “Sulla terra leggeri”. Attraverso i suoi scritti era facile intuire che Welsh non fosse certo l’evoluzione dello studente modello, e che un modo così particolare e penetrante di scrivere fosse il frutto di una mente al di sopra delle convenzioni, e della prassi in genere. Aprire un romanzo di Welsh è come entrare in un’orbita lessicale che, attraverso la parola, conduce in un mondo difficile da classificare nel quale si viene trascinati, arduo spiegarlo con le semplici parole che normalmente utilizziamo. È l’annullamento di ogni regola, di ogni perfezione dello scritto, a favore di una illuminante esperienza difficile da dimenticare. Ecco, dietro questo genio dell’arte letteraria c’è un uomo che ha vissuto esperienze non comuni e, di norma, mal viste.

Oggi Welsh ha 59 anni e, oltre ad essere uno scrittore, è un uomo con un forte impegno politico, contestatore dell’economia neoliberista e del consumismo, da sempre apertamente schierato per l’indipendenza della terra in cui è nato, quella Scozia che viene raccontata nei suoi libri, quella nazione che racconta partendo dalla sua città, presente in diversi suoi romanzi, Leith. La Scozia è dentro ad ogni pagina, si potrebbe osare affermare, i suoi personaggi ironizzano contro gli inglesi, la netta divisione che Welsh tiene a dare è chiara: una cosa è la Scozia, un’altra è l’Inghilterra. Navigando in rete mi imbatto in un articolo che parla di Welsh come di uno scrittore “inglese” e penso a come spesso si ignori chi c’è dietro un nome e un titolo. Da sarda purtroppo non mi stupisce che, su determinate visioni politiche, spesso scenda una sorta di velo oscuro, non distinguere la nazione scozzese da quella inglese è un po’ la stessa cosa che accade agli scrittori sardi che automaticamente diventano italiani perché utilizzano la lingua italiana, di conseguenza Welsh è uno scrittore “inglese”, punto; del resto scrive in inglese.

Ieri, durante l’intervista sul palco del festival, osservavo il volto di Welsh con attenzione, ho ascoltato con attenzione le domande che gli sono state poste, che sarebbero potute essere di ben altro rilievo. Chiedere a uno scrittore di tale calibro: “È vero che hai scritto alcuni tuoi libri in metropolitana?” o “Qual è la domanda alla quale ti sei stancato di rispondere su Trainspotting?” “Hai scelto tu la colonna sonora del film?” sinceramente mi ha fatto un po’ tristezza. Un uomo con un passato non idilliaco, figlio di una cameriera, che ha lavorato anche come spazzino prima di ottenere il successo, un uomo impegnato in politica, con un’intelligenza accesa… al quale sono state rivolte domande da salotto tv, di quello più banale e scontato, un vero peccato. Ho sentito comunque alcune cose interessanti durante il corso dell’intervista, ad esempio quando Welsh ha detto “Sento spesso dire che per poter scrivere si ha bisogno di una situazione ideale, sono tutte cazzate, si può scrivere ovunque”. E pensare che in rete non è difficile imbattersi in interviste a Welsh dove il tenore delle domande è ben diverso, ad esempio nell’articolo di Elisabetta Pagani realizzata per La Stampa il 17/09/2016:

“Si può vivere senza dipendenze?”    

“Qual è, oggi, la sua dipendenza?”

 “La Scozia potrebbe permettersi l’indipendenza sotto il profilo economico?” Alla quale Welsh risponde così: «Che domanda è? Perché non dovrebbe permettersela visto che ha più risorse naturali dell’Islanda, che sembra cavarsela bene? La Scozia ha l’8,5% della popolazione del Regno Unito e qualcosa come il 40% delle sue risorse naturali. Penso che con l’indipendenza diventerebbe un Paese molto ricco».

Servirebbe davvero conoscere almeno la storia di un autore così importante, prima di invitarlo e riservare a lui un’intervistuccia da talk show. Davvero un’occasione persa, speriamo almeno che Welsh si porti dei bei ricordi dei nostri paesaggi e della nostra cucina.

Giugghendi in Carrera

Giochi, arte e socialità il 15 Luglio in Piazza Sant’Apollinare
Il Centro storico di Sassari riprende vita. Il 15 Luglio dalle ore 17.00 si terrà una giornata dedicata alla socialità in strada e ai giochi tradizionali. Giugghendi in carrera, infatti, riporterà nella Piazza di Sant’Apollinare alcuni dei più famosi giochi di un tempo, autocostruiti da alcuni abitanti del quartiere: marrocura, lu cecciu, lu carruzzu, frairi, paradisu, ballocci.
Sarà possibile per tutti i bambini e le bambine cimentarsi nei giochi che saranno allestiti nella piazza. Durante la giornata writer di strada abbelliranno la piazza con murales a cui i bambini potranno dare il loro contributo con bombolette colorate.
In serata si terrà un’arrostita di carne e verdure aperta a tutti e per tutta la giornata zucchero filato gratis per i bimbi.
La giornata, organizzata dal Collettivo S’idelibera (con sede in Via Casaggia 12, dietro la Chiesa di Sant’Apollinare) e da alcuni abitanti del quartiere, vuole essere un momento di socialità e incontro in cui rivivere piazze e strade come luogo di scambio, gioco e confronto.
Tutte le info sul blog S’idea libera

Condaghes distribuirà in Italia

La nota casa editrice sarda “Condaghes” ha firmato un contratto di distribuzione su tutto il territorio dello Stato con la DirectBook Metadistribuzione libraria e da alcuni giorni i suoi libri sono ufficialmente disponibili od ordinabili nei maggiori circuiti librari dello Stato.

Per una piccola realtà editoriale indipendente, quale la Condaghes, si tratta di un traguardo importante ma allo stesso tempo arduo da gestire.

Come si può ben capire lanciare le pubblicazioni di un marchio editoriale poco conosciuto in un mercato così competitivo non è un’operazione facile, ma Condaghes – si sostiene in una nota inviata anche ai suoi autori – pone fiducia nel valore e nella qualità dei suoi libri e ritiene che “presto la casa editrice riuscirà a ritagliarsi uno spazio dignitoso nel mare magnum dell’editoria italiana e straniera”.

Condaghes pertanto chiede ai suoi autori e ai suoi lettori un piccolo supporto sui social:

ci piacerebbe che collaborassi alla promozione dell’azienda attraverso i social network. Saranno sufficienti poche mosse: clicca sul pulsante “mi piace” presente nella home della pagina Facebook Condaghes e invita tutti i tuoi amici a fare altrettanto.

https://www.facebook.com/Condaghes-735969199840737/

Se invece hai un account Instagram premi sul tasto “segui”, diventa follower della casa editrice e suggerisci il profilo anche ai tuoi contatti.

https://www.instagram.com/condaghes/

 

Dalla “scuola” alla “iscola”: il fronte dell’autodeterminazione trova la sintesi!

Ieri domenica 25 giugno 2017 a Sassari il cartello di organizzazioni indipendentiste e civiche che fa capo a Sa Mesa pro s’Alternativa Natzionale (Fronte Indipendentista Unidu, Sardigna Libera, Sardigna Natzione, Progres, Gentes) ha organizzato a Sassari un’importante giornata di lavoro sulla scuola sarda. La Mesa aveva già lanciato l’idea di un manifesto “pro s’iscola sarda”. La bozza del manifesto, presentata in conferenza stampa ad Oristano a fine marzo scorso, lanciava un appello a tutta la società sarda e in particolare ai lavoratori della scuola per un vero diritto allo studio che «in Sardegna, non può essere affidato ad una istituzione scolastica che ha come obiettivo la destrutturazione culturale dei sardi». La Mesa Natzionale ha continuato a lavorare in questi mesi di fine anno scolastico, arrivando a tracciare un percorso politico e culturale preciso che ieri ha iniziato a dare i suoi primi frutti.

La giornata di lavoro è stata aperta da un vibrante intervento dell’antropologo Bachisio Bandinu che ha riflettuto sul rapporto tra la scuola “propria” (cioè quella istituzionale e centralista controllata dallo stato) e la scuola “impropria” (cioè quella delle comunità e del territorio) e ha proposto una riforma culturale che portasse a capovolgere la concezione del sapere: non più dai concetti generali all’esperienza, ma dall’esperienza viva delle comunità ai concetti. Subito dopo si sono formati i tavoli di lavoro con la formazione di workshop tematici introdotti da facilitatori esperti: Marina Spinetti (insegnante), Maurizio Onnis (autore di testi scolastici), Ninni Tedesco (insegnante), Alessandra Ruggiu (pedagogista), Alessia Etzi (Provincia del Medio Campidano), Alessandro Mongili (docente universitario), Davide Pinna (studente).

Le idee di facilatori e partecipanti ai gruppi di lavoro sono state raccolte dall’organizzazione e serviranno per pasare alla prossima fase che inizierà dopo la pausa estiva: quella della scrittura di una proposta di legge sulla scuola sarda che tenga conto delle linee politiche della giornata di ieri e delle tante proposte avanzate.

In sintesi dai lavori di ieri è emersa non solo l’esigenza di inserire la storia e la lignua sarda nel curricolo scolastico, ma anche di dare un’adeguata formazione alla classe docente di ogni ordine e grado, di preparare i materiali didattici in sardo e di lavorare con le mense a filiera corta puntando sulla cultura alimentare che è insieme cultura economica, nutrizionale e linguistica). In sala erano presenti anche esponenti dell’associazione Sardos che recentemente hanno avanzato una proposta di legge per inserire la storia sarda nella scuola, individuando fondi già prevista per il triennio che altrimenti resterebbero inutilizzati.

Si va dunque verso una convergenza di tutte le organizzazioni indipendentiste e sardiste sul tema “scuola sarda”. Ripartirà dunque da qui il “fronte unito dell’autodeterminazione della Sardegna”?

Intervento dell’antropologo Bachis Bandinu

https://www.youtube.com/watch?v=vqoQPbgCjJA&feature=youtu.be

Il Fronte dell’autodeterminazione riparte dalla scuola sarda

Il manifesto dell’iniziativa prevista il prossimo 25 giugno a Sassari di Sa Mesa

Domenica 25 giugno 2017 a Sassari, il cartello di organizzazioni indipendentiste e civiche che fa capo a Sa Mesa pro s’Alternativa Natzionale organizzerà a Sassari un’importante giornata di lavoro sulla scuola sarda. La Mesa aveva già lanciato l’idea di un manifesto “pro s’iscola sarda”. La bozza del manifesto, presentata in conferenza stampa ad Oristano a fine marzo scorso, lanciava un appello a tutta la società sarda e in particolare ai lavoratori della scuola per un vero diritto allo studio che «in Sardegna, non può essere affidato ad una istituzione scolastica che ha come obiettivo la destrutturazione culturale dei sardi». La Mesa Natzionale individuava alcune priorità strategiche su cui lavorava e, su questo solco, ha continuato a lavorare in questi mesi di fine anno scolastico arrivando a tracciare un percorso politico e culturale preciso. In particolare nel manifesto ci si appellava alla necessità di scrivere una legge regionale capace di garantire il sardo come lingua ufficiale al pari dell’italiano, si proponevano corsi gratuiti di lingua sarda rivolti a tutti i docenti, l’istituzione di graduatorie per gli insegnanti bilingue, l’inserimento della storia sarda nel curricolo scolastico e l’applicazione dell’articolo 5 dello statuto autonomistico che prevede la possibilità per la RAS di «adattare alle sue particolari esigenze le disposizioni delle leggi della Repubblica, emanando norme di integrazione ed attuazione, sulle seguenti materie: “istruzione di ogni ordine e grado, ordinamento degli studi”».

Così domenica 25 giugno 2017, a Sassari, per tutta la giornata, la Mesa Natzionale chiama docenti, studenti, intellettuali e cittadini a lavorare per costruire insieme la scuola sarda .

foto d’epoca di una scolaresca sarda

I lavori si svolgeranno in questo modo: non sarà un convegno ma un susseguirsi di gruppi di lavoro e ognuno avrà un facilitatore (un tutor con il compito di fare una breve relazione iniziale sul tema a lui affidato e recepire tutti i contributi dal pubblico). Alla fine si formeranno gruppi di lavoro per emendare e integrare la bozza del manifesto presentato a Oristano in conferenza stampa lo scorso 31 marzo). Non ci saranno sovrapposizione di gruppi di lavoro per cui chi sarà interessato potrà partecipare a tutti i gruppi che desidererà e per ogni partecipazione riceverà un attestato di partecipazione da parte dell’organizzazione.

Ecco il programma completo dei lavori:

Ore
– 9:00, Saluti e breve presentazione del Manifesto da parte della Mesa Natzionale.
– 9:10, Apertura di Bachisiu Bandinu “Dae s’imparare a su ischire”
– 9:30, L’inserimento della storia e della civiltà sarda nell’intero curricolo verticale (facilita Ninni Tedesco)
– 11:00, La scuola dell’autogoverno: proposte operative di una legge quadro (facilita Marina Spinetti)
– 12:30, Storia sarda nei libri di testo (facilita Maurizio Onnis)

– Pausa pranzo –
– 15:00, Dimensionamento scolastico e mense a chilometro zero (facilita Alessia Etzi)
– 16:15, L’inserimento della lingua sarda nel sistema di formazione della Sardegna (Alessandro Mongili)
– 17:30, I giovani sardi e la loro scuola e università (facilita Davide Pinna)
– 18:45, Una nuova concezione pedagogica per i sardi. Prospettive (Lisandra Ruggiu)

A dibattito completato seguirà la sottoscrizione dei presenti della bozza del Manifesto e la formazione dei gruppi di lavoro sui temi affrontati.

Il logo dell’associazione culturale Sardos

Intanto, su un piano parallelo ma compatibile e complementare, anche la neonata associazione Sardos ha pensato di puntare sulla scuola sarda e di formulare una proposta di legge sul tema. «L’assenza dell’insegnamento delle vicende storiche della Sardegna – si legge nell’introduzione della proposta –  è un vulnus capitale per la costruzione di una coscienza identitaria dei Sardi». La proposta nasce quindi da qui: dall’insegnamento della Storia nella scuola perché  «la negazione di questo processo si è manifestata in Sardegna con l’assenza quasi totale dell’insegnamento delle vicende storiche sarde e quindi con l’ignoranza da parte di larghi strati della popolazione di ciò che nei secoli ha costituito l’elemento fondante del concetto stesso di popolo sardo, così come richiamato anche dallo Statuto Speciale del 1948. Senza conoscenza della storia non ci può essere coscienza comunitaria collettiva, per cui qualsiasi tipo di opzione di autodeterminazione (sia essa declinata nella forma dell’indipendentismo, sovranismo, federalismo o autonomia speciale) non può compiutamente realizzarsi».

Il problema – sostengono gli attivisti di Sardos – si annida anche nella mancanza statutaria di competenze specifiche in questa materia dal momento che «lo Statuto Speciale del 1948 non prevede competenze primarie in materia di insegnamento scolastico» e quindi generazioni di sardi si sono formate senza coscienza di sé e della propria specificità storica e culturale. Ciò ha provocato «un corto circuito totale della gestione dell’Autonomia che è apparsa fallimentare fin dalla fine degli anni ’60 e, nella mancanza assoluta di una conoscenza profonda delle strutture sociali sarde, ha provocato anche le grandi catastrofi economiche politiche legate a: assitenzialismo, industrializzazione catapultata dall’esterno, consumo del territorio, cementificazione delle coste, abbandono della lingua, emigrazione, spopolamento delle zone interne».

Insomma, secondo gli attivisti di Sardos, l’assenza della Storia, della lingua e più in generale della cultura dei sardi dal sistema di formazione isolano è stato il basamento su cui si è potuto costruire un sistema di dipendenza e subalternità che i cittadini sardi hanno accettato non possedendo gli strumenti critici idonei per potersene liberare. È chiaro dunque che «ogni governo regionale che si proponga di favorire l’autodeterminazione deve ripartire dal recupero dell’insegnamento della lingua e della storia nelle giovani generazioni». Veniamo quindi alle proposte di Sardos che sono state studiate all’interno del vigente sistema giuridico scolastico italiano descritto come un «mastodonte che chiude le porte a qualsiasi insegnamento storico che possa essere deviante rispetto agli interessi nazionali e all’identità italiana».

Siccome lo Stato nega alla Regione di poter intervenire direttamente in materia – scrivono gli attivisti di Sardos – «la Regione può e deve semplicemente mettere a disposizione di istituzioni scolastiche autonome e volontarie delle risorse per sostenere progetti di insegnamento della storia della Sardegna in orario curricolare dopo aver ovviamente sensibilizzato dirigenti, docenti , allievi e famiglie alla presentazione o formulazione degli stessi. In questo modo le scuole possono utilizzare le disposizioni della riforma Moratti per ciò che attiene la cosiddetta “quota di flessibilità regionale”, per l’inserimento di altre discipline nei curricula della scuola primaria e secondaria, confermando dunque il tradizionale “esercizio dell’autonomia scolastica”, per l’insegnamento della Storia sarda. In questo modo il sistema ipocrita che nega autonomia ad una Regione a Statuto speciale ma la conferisce demagogicamente a un singolo istituto comincia ad essere scardinato in attesa di una riforma più seria delle competenze dello Statuto Speciale.

Di seguito pubblichiamo la proposta di testo di legge sul sostegno all’insegnamento della Storia della Sardegna negli istituti scolastici in orario curricolare avanzata da Sardos:

  1. La Regione assume quale priorità per lo sviluppo dell’identità del popolo sardo la diffusione della conoscenza delle vicende storiche dell’isola attraverso l’insegnamento scolastico.
  2. Nel rispetto della autonomia scolastica e delle rispettive competenze tra Stato e Regione, si sostengono iniziative didattiche volte a far acquisire la consapevolezza del percorso storico che ha forgiato il comune patrimonio di valori su cui si fonda la specialità della Regione Autonoma della Sardegna .
  3. Pertanto è autorizzata la spesa di Euro 200.000 per l’annualità 2018, 400.000 per l’annualità 2019, 600.000 per l’annualità 2020, per il sostegno di progetti di insegnamento della Storia della Sardegna in orario curricolare, nelle scuole di ogni ordine e grado presenti nel territorio regionale.
  4. All’interno degli stanziamenti previsti la Regione si fa carico di produrre e diffondere materiali didattici necessari e di affidare a organismi qualificati la formazione degli insenganti.
  5. Sarà cura della Giunta Regionale, su proposta dell’Assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, predisporre i criteri di assegnazione delle risorse di finanziamento ai progetti che dovranno essere presentati su impulso delle singole autonomie scolastiche previo accordo e informazione della Direzione Scolastica Regionale.
    Per il primo triennio si dovrà riconoscere priorità di sostegno ai progetti che useranno la lingua sarda o le altre lingue minoritarie, quale lingua veicolare dell’insegnamento.

Gineologia: quattro appuntamenti tra Siniscola, Sassari, Cagliari e Alghero

Locandina del ciclo di seminari

No Una de Mancu, il gruppo spontaneo di Donne di Siniscola sta collaborando insieme alla Rete Kurdistan Sardegna, Asce di Nuoro e Donne Sarde per la Cultura per ospitare sabato 27 maggio a Siniscola alle ore 19 presso il Bar Montalbo il seminario di valenza internazionale sulla “Gineologia -La scienza delle Donne” a cura dell’attivista Curda Haskar Kırmızıgül che nel suo tour europeo verrà anche in Sardegna.

No Una de Mancu sostiene il progetto delle Donne Curde per l’importanza che esso apporta alla questione femminile e all’auspicata parità dei ruoli tra Donne e Uomini. Sosteniamo le Donne Curde per il cambiamento della società attraverso l’abbattimento del Patriarcato e per reinterpretare la società da una prospettiva femminile. Capiamo l’importanza di questo seminario e auspichiamo che il messaggio di Haskar sia ascoltato da Uomini e Donne perché la battaglia di queste donne, al di là anche della questione Curda, che appoggiamo e siamo dalla parte dei Curdi, è di estrema importanza perché questo modello di società in uso nello stato de-facto del Rojava, se fosse applicato anche da noi, renderebbe le società di tutto il mondo realmente migliori. Il messaggio di queste Donne è rivoluzionario.

Sono previste anche altre tre tappe (oltre quella di Siniscola inclusa nel programma di cui sotto) per il seminario sulla gineologia a cura di Haskar Kırmızıgül:

– Mercoledì 24, ORE 18.30: SASSARI, L’Ultimo Spettacolo, C.so Trinità 161

– Giovedì 25, ORE 18.30: ALGHERO, ResPublica, Piazza Pino Piras

– Venerdì 26, ORE 17.30: CAGLIARI, Sa Domu Studentato Occupato (nell’ambito della Tattoo Circus), via Lamarmora 126, QUI

– Sabato 27, ore 19.00: SINISCOLA, Bar Montalbo, Via Gramsci 103

Per approfondire:

http://www.uikionlus.com/wp-content/uploads/ocalan_liberare-la-vida-la-rivoluzione-delle-donne.pdf

http://www.infoaut.org/images/Reportage_Medioriente/jineoloji2.pdf

LEO: un romanzo di Daniela Piras

Daniela Piras, scrittrice sassarese notoriamente impegnata nel dibattito per l’autodeterminazione del popolo sardo.

È edito dalla Talos Edizioni l’ultimo romanzo di Daniela Piras, “Leo”. Il libro racconta la storia di uno studente universitario e della sua difficoltà a trovare il proprio posto all’interno della società, attraverso “Leo” l’autrice affronta un fenomeno sociale molto attuale ma non ancora molto conosciuto, quello relativo ai ritirati sociali, fenomeno noto in Giappone con il nome di Ikikomori: si tratta di un piccolo esercito, costituito da ragazzi per lo più adolescenti, che decide di chiudere ogni rapporto con la società e di auto recludersi in casa, cercando di sviare in questo modo i tanti problemi causati dal confronto con i propri coetanei, con l’altro sesso e, in genere, con una società considerata ostile.

Il romanzo vanta la prefazione dei due massimi esperti in Italia del fenomeno dei ritirati sociali, Matteo Lancini e Antonio Piotti. Matteo Lancini è psicologo e psicoterapeuta, presidente della fondazione Minotauro di Milano e dell’AGIPPsA (Associazione Gruppi Italiani di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Adolescenza); Antonio Piotti è psicoterapeuta e insegna Prevenzione delle condotte auto lesive e del tentato suicidio adolescenziale presso l’alta scuola di psicoterapia psicoanalitica dell’adolescenza e del giovane adulto A.R.P.Ad-Minotauro di Milano.

Un libro che fa riflettere sulle fragilità dei giovani in un’epoca in cui ostentare e apparire al meglio pare essere diventato un dovere sociale.

La trama: Leo è uno studente universitario fuori sede, un ragazzo introverso e con false sicurezze allo stesso tempo, la sua vita scorre monotona e tranquilla mentre, parallelamente, la sua mente crea un mondo incantato ricco di avvenimenti, in totale contrasto con la realtà. Il viaggio introspettivo racconta la vita del protagonista che scorre su due binari che non si incontrano mai; tre episodi in particolare (un femminicidio, una rapina e la scoperta di un cadavere) scuotono la sua esistenza e lo portano a mettere in discussione il suo ristretto mondo. Tra un’allucinazione e una presa di coscienza, Leo si troverà catapultato, suo malgrado, nel mondo degli adulti.

Domani, nella biblioteca Comunale di Tissi, in via Dante 3, (ore 18:30) si terrà la presentazione del romanzo “Leo”.

Uno spettro si aggira per la Sardegna: Il Compagno T. (oggi a Cagliari)

Il libro di Cristiano Sabino edito da Condaghes: “Compagno T. Lettere a un comunista sardo”

Venerdì 12 maggio 2017 alle ore 18.00 al Jester Club in via Roma 257 a Cagliari si svolgerà la presentazione del libro di Cristiano Sabino “Compagno T. Lettere a un comunista sardo”. Domani sarà il turno di Siniscola nell’auditorium comunale alle ore 17:30.

La presentazione a Cagliari è organizzata da Il Manifesto Sardo e dalla Libreria Edumondo e prevede gli interventi dello storico Francesco Casula, del direttore de Il Manifesto Sardo Roberto Loddo, che ha curato l’introduzione del libro, del saggista e attivista del movimento linguistico Pepe Corongiu e l’autore, Cristiano Sabino.

A Siniscola invece organizza la sezione Luisu Ozanu del Psdaz di Siniscola con gli interventi dell’operatore culturale Roberto Carta, dell’autore e con la moderazione di Alessia Pau.

Agli inizi del Duemila, la Sardegna appariva come un vero e proprio laboratorio di idee e in molti iniziavano ad interrogarsi sulla fine del ciclo storico autonomistico. Nuovi movimenti si affacciavano sulla scena di un nuovo sardismo e la musica, le subculture giovanili, la narrativa e perfino il dibattito accademico ne venivano contaminati positivamente. Sono gli anni delle grandi manifestazioni internazionali contro la globalizzazione e il neoliberismo. Ma sono anche gli anni del tramonto dell’immagine della Sardegna come paradiso incontaminato a causa della scoperta traumatica del disastro ambientale causato dai poligoni militari e dall’industria pesante. Sono gli anni in cui ci si rende anche conto che la lingua sarda, il patrimonio archeologico, la memoria storica e il paesaggio sono beni in grave pericolo, proprio a causa delle scelte compiute sotto l’egida dell’Italia repubblicana. Tutto ciò offre vigore ad una nuova generazione di indipendentisti che scendono nell’agone politico decisi a cambiare le cose.
Ora questa esperienza storica viene raccolta in un libro difficile da definire, tra il romanzo epistolare, il manifesto politico e il saggio storico-filosofico. La lingua, la storia, le basi e i poligoni militari, l’equivoco della modernità d’importazione, lo spopolamento, i luoghi comuni sui sardi e sulla loro presunta incapacità di emanciparsi, le laceranti ferite dovute ai disastri ambientali e lo smantellamento di ogni prospettiva economica non basata sulla dipendenza e sulla subalternità, ma anche una feroce autocritica sulle involuzioni della sinistra e la crisi profonda del pensiero politico alternativo al modello liberista in un fitto dialogo dell’autore con il misterioso “Compagno T”.

Si tratta di una raccolta di lettere scritte con linguaggio franco e crudo che ricompongono una storia di militanza e passione civile, in una terra condannata ad essere una periferia senza valore. Uno scambio senza esclusione di colpi tra due compagni oramai divisi da un vertiginoso rift culturale prima ancora che politico. Da una parte l’adesione acritica all’ideologia di Stato che gradualmente ma inesorabilmente trasforma i rivoluzionari rossi in tiepidi difensori dello status quo affetti da una vera e propria sindrome di Stoccolma verso l’oppressore. Dall’altra una ricerca continua e instancabile per strappare quel velo di Maya, frutto di una storia di alienazione ma diventato ormai norma e natura, che ha portato la maggioranza dei sardi a riprodurre automaticamente i medesimi meccanismi della subalternità.

Una “j’accuse” diretta e graffiante ma mai distruttiva, sempre con lo sguardo rivolto al futuro e al progetto.

È ufficiale: a scuola si può parlare di BASI MILITARI

L’interrogazione parlamentare da parte dei senatori di Forza Italia Alicata, Floris e Gasparri lanciata il mese scorso nei confronti del collegio docenti del liceo scientifico Mossa in seguito all’incontro intitolato “Sardigna terra de bombas e de cannones”, ha scatenato una bufera. L’interrogazione era rivolta ai Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e della difesa e recitava così:<<Premesso che: venerdì 17 marzo 2017, alle ore 11.30, nel liceo scientifico di Olbia “Lorenzo Massa” si è svolto un incontro sulla presenza delle basi e poligoni militari in Sardegna; l’evento, denominato “Sardigna terra de bombas e cannones”, è inserito in un progetto della scuola che prevede altri tre eventi; l’incontro è stato moderato da Cristiano Sabino, noto esponente dell’indipendentismo sardo; a quanto risulta agli interroganti tra i relatori non compaiono figure tecniche, politiche o militari che possano sostenere le ragioni della presenza di queste basi e poligoni sul territorio della Sardegna, si chiede di sapere: se i Ministro in indirizzo non ritengano inconcepibile che, all’interno di istituti statali, vengano diffusi messaggi contro le istituzioni, con tesi sostenute da comitati spontanei, separatisti o antimilitaristi, peraltro senza alcun contraddittorio; se non ritengano opportuna la sospensione degli altri appuntamenti previsti su questi temi; se e quali provvedimenti di propria competenza intendano adottare nei confronti degli organizzatori o di coloro che, comunque, hanno permesso questo tipo di manifestazione all’interno dell’istituto.>> (4-07200) (21 marzo 2017)

Il 7 aprile è finalmente pervenuta la risposta da parte del MIUR:<<Sulla vicenda è stata acquisita, tramite il competente Ufficio scolastico regionale per la Sardegna, un’ampia relazione da parte del dirigente scolastico del liceo scientifico statale “Lorenzo Mossa” di cui si riportano, in sintesi, i contenuti. L’evento, svoltosi il 17 marzo 2017 presso l’istituzione scolastica, rientra nell’ambito del progetto denominato “Sa die de sa Sardigna”, approvato dal collegio dei docenti per l’anno scolastico 2016/2017 in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa. Il progetto si propone, in particolare, di sviluppare le competenze di cittadinanza e la promozione della partecipazione studentesca, garantendo coerenza e continuità fra la didattica ordinaria e le attività e i progetti di ampliamento dell’offerta formativa, nonché di consolidare e potenziare i rapporti di collaborazione con il territorio e con le scuole in rete. Gli obiettivi generali individuati dal progetto sono i seguenti:
1) ricollocazione della Sardegna e del suo patrimonio demo-socioantropologico nel solco della storia;
2) informazione e confronto su alcuni temi di attualità che riguardano la vita di tutti i cittadini sardi e il futuro stesso dell’isola;
3) valorizzazione del patrimonio linguistico, storiografico e culturale in quanto elementi fondamentali da un punto di vista della formazione di una cittadinanza attiva e consapevole e anche come retroterra per opportunità lavorative e rinascita economica dell’isola.

Il progetto è, a sua volta, strettamente integrato con un altro di più ampio respiro denominato: “Cittadinanza e Costituzione – L’uomo e il cittadino: pensiero, informazione e azione consapevoli”, che si articola, per tutto il corso dell’anno scolastico, su due assi complementari:
a) percorsi curricolari di approfondimento della conoscenza della Carta costituzionale;
b) organizzazione e partecipazione a incontri e dibattiti su temi di attualità.

In virtù dei lavori svolti, il liceo “Mossa” è stato selezionato tra i finalisti del concorso ministeriale “Dalle aule parlamentari alle aule di scuola: lezioni di Costituzione”. Con particolare riferimento all’evento, si rappresenta che l’incontro del 17 marzo si è svolto nell’aula magna della scuola dalle ore 11.30 alle ore 13.30 ed ha coinvolto gli studenti di 4 classi, due quarte e due quinte, con i rispettivi docenti dell’area storico-filosofica. Sono intervenuti, quali relatori, il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’utilizzo dell’uranio impoverito, un componente del comitato “Aforas” ed un avvocato penalista che rappresenta la parte civile al processo noto come “I veleni di Quirra”. All’evento ha partecipato anche il professor Cristiano Sabino, docente titolare sul sostegno. Agli interventi dei relatori, della durata di circa 15 minuti cadauno, è seguito un dibattito, con diverse domande e contributi da parte di studenti e docenti. L’incontro, secondo quanto riferito, si è svolto in un clima di sereno, equilibrato e costruttivo confronto fra idee e posizioni diverse. In nessun frangente sono stati espressi, né nei toni né nei contenuti né tantomeno a livello di comunicazione iconica (non sono state adoperate bandiere, né distintivi, né volantini, né altro simile materiale), giudizi, slogan o espressioni contro le forze armate o di propaganda separatista. Il corretto confronto tra i relatori ed i partecipanti all’incontro è stato garantito nel rispetto della natura squisitamente formativa ed educativa dell’iniziativa e condiviso prima e durante i lavori. In conclusione della sua relazione, il dirigente scolastico ha sottolineato il senso formativo ed educativo del percorso progettuale, che trova la sua piena espressione negli indirizzi generali dell’offerta formativa della scuola, nella prospettiva di promuovere momenti di libero confronto delle idee all’interno della comunità scolastica, comunque rispettosi dei valori e dei principi costituzionali, attraverso i quali favorire la crescita di studenti cittadini consapevoli e responsabili. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca FEDELI>> (7 aprile 2017)

Vedi altri articoli sul tema:

http://lnx.pesasardignablog.info/2017/03/30/linterrogazione-parlamentare-non-ferma-sa-die/

http://lnx.pesasardignablog.info/2017/03/27/la-lezione-sulle-basi-a-scuola-diventa-un-virus/

http://lnx.pesasardignablog.info/2017/03/23/interrogazione-parlamentare-contro-sabino-a-scuola-non-si-deve-parlare-di-basi-militari/