Portare in Regione la lotta per la sanità pubblica

 

Intervista a Emanuela Cauli, volto noto della lotta in difesa dell’ospedale Paolo Merlo di La Maddalene e candidata con Autodeterminatzione

  • Sei il volto più noto della dura protesta in difesa dell’ospedale Paolo Merlo di La Maddalena. Contro chi e contro cosa lottate?

Lottiamo contro il metodo e la forma con cui l’ultima giunta regionale ha stravolto la sanità pubblica in Sardegna, applicando supinamente i diktat di partito senza tenere in alcun conto le condizioni orogeografiche ed economiche di una regione come la nostra. Lottiamo contro la protervia e la totale distanza di questa classe politica nei confronti dei propri cittadini. In definitiva lottiamo contro l’oltraggio ad uno dei più importanti diritti che saldano le fondamenta di una società equa e solidale, lottiamo per tutti i diritti calpestati e disattesi dei Sardi a cui è stato tolto anche il diritto alla speranza e alla serenità che distingue un paese civile da uno che non lo è.

L’ex assessore alla sanità Luigi Arru è stato ricandidato dal PD. Il candidato presidente del “centrosinistra” dice di rappresentare la svolta rispetto alla giunta Pigliaru. Cosa ne pensi?

Non riesco ad intravvedere nessuna svolta in una coalizione che subisce candidature imbarazzanti adducendo scuse e giustificazioni altrettanto imbarazzanti. E’ paradossale che la riforma delle rete sanitaria venga criticata dalla stessa lista che poi vuol proporre come ricetta per la nostra sanità morente gli stessi metodi della giunta uscente completandone il lavoro, propinando case della salute come panacea a tutti i mali della nostra sanità dimostrando già così la completa mancanza di competenze e proposte per un problema così grave per tutti i nostri territori. Un candidato alla presidenza che smonta in due parole le radici su cui si affonda l’identità del nostro popolo proponendo il Made in Italy come marchio incentivo per i prodotti Made in Sardigna, evidenziando l’imbarazzante servilismo statale che è nel DNA di questa coalizione.

Perché hai scelto Autodeterminatzione e non una delle altre liste alternative al tripolarismo italiano?

Alle scorse elezioni optai per Sardegna Possibile che ora ha aderito ad ADN. Ci ritrovo i miei stessi ideali nella forma di un progetto strutturato e integrato organicamente alla nostra cultura e alle nostre peculiarità di isola nel mezzo del Mediterraneo. Un progetto frutto della partecipazione e del contributo insostituibile dei rappresentanti di tutte le categorie di tutti territori Sardi che hanno loro stessi scritto il programma. Un progetto fatto da Sardi per Sardi, con cuore, testa e gambe. Conoscendo Andrea Murgia ho deciso di accettare la sua richiesta di partecipare e contribuire a questo progetto perché sono convinta che lo porterà avanti con la determinazione, coerenza e onestà che lo contraddistinguono.

Cosa ne pensi della posizione presa da Caminera Noa di sostenere i singoli candidati vicini alle lotte ma di non appoggiare nessuna lista in maniera organica?

Ho grande stima per gli attivisti di Caminera Noa che sono stati i primi ad accogliere le nostre richieste di ascolto nella difesa del Paolo Merlo. Ho trovato amicizia, rispetto e ascolto disinteressato che si è trasformato naturalmente in stima reciproca e che mi ha permesso di interfacciarmi in un dialogo alla pari con gli altri movimenti Sardi in difesa della sanità pubblica. Posso solo supporre che la scelta di Caminera Noa di sostenere i candidati e non le liste nasca dal rapporto personale di fiducia e rispetto che si è stabilito tra i singoli come cittadini e non come figure associate ad uno o l’altro partito o lista che sia.

Per un indipendentismo non marginale e non subalterno

Intervistiamo Adriano Sollai, volto storico dell’indipendentismo di sinistra, avvocato, già fondatore dell’ormai sciolta organizzazione della sinistra indipendentista A Manca pro s’Indipendentzia, oggi attivista di ProgReS e candidato con Sardi Liberi

 

  • Sei uno dei fondatori di A Manca pro s’Indipendentzia. Perché hai deciso di candidarti con la lista capeggiata da Mauro Pili?

Sardi Liberi rappresenta una convergenza natzionale tra diverse soggettività politiche indipendentiste, sardiste e autonomiste che non ha né capi né leaders indiscussi. Mauro Pili ha messo a disposizione la sua esperienza e le sue capacità per rappresentare, in veste di candidato presidente, questo progetto. Nel mio lungo percorso di militanza indipendentista ho sempre lavorato per la crescita del movimento di liberazione natzionale, questa è una decisiva occasione per dare slancio all’indipendentismo che non vuole essere subalterno e marginale.

  • Alle scorse elezioni regionali i soggetti alternativi ai partiti italiani erano due (Fronte Indipendentista e Sardegna Possibile). Ora sono tre, quattro se contiamo anche la sinistra alternativa al PD. Come consideri questo scenario?

In Sardigna si va delineando un bipolarismo tra partiti natzionali e partiti unionisti. Il centro sinistra e il centro destra italiani sono due facce della stessa medaglia; i cinque stelle stentano pure a declinare un discorso vagamente autonomista. Questo bipolarismo, sul solco dell’esperienza delle altre nazioni senza Stato d’Europa, sfocerà in una inevitabile conflittualità tra gli interessi dei sardi e quelli dello stato italiano, in questa fase storica inconciliabili. Auspico che tutti i soggetti natzionali possano crescere, strutturarsi e sconfiggere i partiti italiani e italianisti che in Sardigna rappresentano i referenti del colonialismo italiano.

  • Ci puoi dire tre priorità che da consigliere regionale deciderai di affrontare?

Da indipendentista lavorerò solo ed esclusivamente per il bene e nell’interesse della mia natzione. Dobbiamo mettere le basi per la costruzione della Repubblica di Sardigna che passa attraverso la consapevolezza di essere natzione, assumerò quindi tutte le iniziative che possano contribuire a far uscire dal ghetto della marginalità la nostra lingua, la nostra storia e la nostra cultura. Battaglierò per la chiusura dei poligoni militari italiani sul nostro territorio, la cui  presenza impedisce qualsiasi  sviluppo economico della Sardigna. L’occupazione militare è la madre di tutti i nostri problemi presenti e futuri, sino a quando continueremo ad essere terra di esercitazioni per la Nato non potremmo mai affermare nessuna sovranità sul nostra terra.

Infine, bisognerà intervenire sulla legge elettorale sarda fatta ad arte per escludere dalla rappresentanza le organizzazioni indipendentiste. Questa legge con la quale andiamo a votare è il frutto di un accordo trasversale dei partiti unionisti che così pensano di poter evitare qualsiasi forma di opposizione istituzionale da parte dei partiti natzionali.

  • In questi giorni il mondo dei pastori è nuovamente in fermento per il solito problema: il prezzo del latte. Molti criticano le loro forme di lotta. Il tuo parere?

Ho sempre partecipato a tutte le iniziative di protesta dei pastori, il mio atteggiamento è stato quello di ascoltare e di condividere le loro lotte. Ho tanti amici pastori e conosco la fatica del loro lavoro, la loro dedizione, il loro spirito di rinuncia. Non è più tollerabile che il prodotto del loro lavoro non venga pagato neppure il tanto per far fronte alle spese per mantenere il gregge, mentre altri si arricchiscono sulle loro spalle. Devono ribellarsi e noi ci saremo, spero che anche loro finalmente possano avere dei referenti politici che davvero stiano dalla loro parte e che siano capaci di mettere in campo tutte le iniziative politiche e legislative per garantire a questo fondamentale settore economico la prosperità che gli spetta e di cui si avvantaggerà tutto il nostro popolo.

Caminera Noa non appoggerà alcuna lista: «non ci sono le condizioni minime»

Alle elezioni regionali si presenteranno tre liste di ispirazione indipendentista e per l’autodeterminazione e una della sinistra anticapitalista, ma il soggetto-progetto Caminera Noa non appoggerà nessuno. Pubblichiamo il documento integrale diffuso ieri sui social e a mezzo stampa che spiega tutte le motivazioni di questa forte presa di posizione:

NESSUN APPOGGIO A NESSUNA LISTA. SOSTEGNO AI SINGOLI ATTIVISTI IMPEGNATI NELLE LOTTE CANDIDATI CON LE LISTE ALTERNATIVE AL TRIPOLARISMO ITALIANO.

Lo scorso 13 ottobre avevamo dichiarato a mezzo stampa la nostra volontà di non partecipare direttamente alle elezioni autonomistiche perché il progetto Caminera Noa attraversa una fase di crescita, progettualità e radicamento che ha ancora bisogno di maturare prima di misurarsi con competizioni elettorali (link).
Politicamente però Caminera Noa si dichiarava orientata a sostenere con tutte le sue forze una lista amica dei conflitti sociali e politici in Sardegna e poneva la seguente vitale questione: “i conflitti sociali e politici in atto in Sardegna avranno amici alle prossime elezioni regionali?”.

Ad un mese delle elezioni autonomistiche, dopo aver avuto anche alcuni confronti con alcune liste e dopo un serio, democratico e meditato dibattito nelle assemblee plenarie e nei coordinamenti abbiamo deciso di assumere la seguente posizione:

– Caminera Noa boccia tutte le liste a sostegno delle politiche che, con alterne vicende, negli ultimi decenni hanno governato la Sardegna, e che hanno portato allo stato attuale di desolazione e di assalto alla nostra terra e ai nostri diritti fondamentali: il diritto a vivere in una terra sana, il diritto ad accedere ad una sanità pubblica di qualità, il diritto ad un lavoro dignitoso, il diritto ad un istruzione di qualità che rispetti la specificità della Sardegna, il diritto alla mobilità, la tutela dei beni comuni, il diritto alla parità linguistica tra sardo e italiano, ecc. Pertanto, le liste a sostegno di Massimo Zedda e di Cristian Solinas essendo in continuità con i governi precedenti e in complementarietà rispetto agli interessi che veicolano e vogliono rappresentare sono da escludere. Invitiamo pertanto a non votare né i candidati presidente né i singoli candidati nelle liste, anche se furbescamente i due schieramenti hanno pescato anche tra personalità impegnate nel sociale e tra alcuni buoni amministratori.

– Caminera Noa boccia anche il Movimento 5 Stelle per due ragioni: non ha alcuna idea della Sardegna che tenga conto del suo carattere a sé stante e mutua meccanicamente idee e progetti impacchettati dalle centrali italiani del Partito che si profila come uno dei più centralisti e autoritari. La seconda ragione è che non possiamo ignorare che a livello statale sia diventato ormai lo scendiletto della destra razzista e xenofoba ad egemonia salviniana e ciò viola i nostri valori.

– Per quanto attiene alle altre liste alternative al tripolarismo italiano, la loro pur netta opposizione alle liste unioniste non è condizione sufficiente per captare il nostro consenso. Altre sarebbero state le condizioni necessarie per un nostro convinto appoggio: sarebbe stato necessario aprire alle lotte di difesa della Sardegna, cioè creare «uno spazio pubblico di libero e paritario confronto ad ampio spettro» (come auspicavamo nel documento del 13 ottobre). Appare evidente che tali condizioni politiche che avrebbero reso possibile un appoggio organico/esterno da parte di CN non vi sono affatto. Questo perché nel processo di costruzione delle liste, non c’è stata democrazia nei meccanismi di formazione, nessuna di esse nel proprio programma e nella infelice scelta del candidato alla presidenza rappresenta una forza di rottura del sistema, né accoglie in modo organico le istanze provenienti dai movimenti di lotta attivi sul territorio sardo, tra i quali CN trova la sua naturale collocazione. Inoltre tutte le liste alternative al tripolarismo italiano violano almeno uno dei nostri punti fondamentali (autodeterminazione nazionale, antirazzismo, superamento del liberismo, sostenibilità). Davanti a questo scenario non possiamo biasimare chi deciderà di astenersi, e lo faranno moltissimi attivisti e militanti che in questi anni hanno animato l’unica vera opposizione alla giunta uscente.
Detto ciò si deve però rilevare che, poiché all’interno di alcune delle liste alternative al tripolarismo italiano trovano spazio singoli candidati rispetto ai quali è concreta l’empatia politica che nasce dalla comune sensibilità ai temi che sono al centro della nostra azione politica e dall’aver condiviso in prima persona le stesse battaglie e poiché all’elezione di tali singoli candidati si lega l’unica, seppure debole, speranza che trovino voce dentro il Consiglio Regionale le lotte da noi sostenute per il territorio e per il popolo sardo, CN considera conforme ai principi e agli intenti dichiarati una scelta orientata in tal senso da parte dei propri attivisti.

Le imminenti elezioni esprimono un carattere desolante della politica in Sardegna spesso condizionata da logiche autoreferenziali il che ha impedito che le lotte, i conflitti, le resistenze presenti in Sardegna trovassero un adeguato spazio e degna rappresentanza. La vera sfida inizierà dal 25 febbraio in poi e toccherà a tutti noi esserne all’altezza e costruire un processo di emancipazione significativo, lungimirante e duraturo.

Piliu (Sardi Liberi): «non moriremo italiani!»

  • Perchè ti sei candidato alla Elezioni Regionali?

Essendo consigliere regionale potrei: (a) seguire da vicino lo svolgersi dell’attività amministrativa e legislativa, e sarei costretto ad imparare più rapidamente; (b) le mie azioni avrebbero maggiore visibilità; (c) avrei maggiori mezzi finanziari per poter fare politica; (d) contattare più facilmente persone e gruppi dislocati lontano da Sassari, il dialogo diretto permette di approfondire gli argomenti.

  •  Perchè con SARDI LIBERI ?

Avevo notevoli perplessità, dissipate in buona parte nel corso di un colloquio con Gianluca Collu, segretario di ProgReS. Egli mi ha convinto che la coalizione in via di formazione era un compromesso onorevole e poteva coinvolgere anche l’elettorato moderato. D’altra parte nei miei confronti non vi era stato alcun cenno di disponibilità da parte delle diverse formazioni “sardiste”.

  • Mauro Pili è stato per molti anni un esponente di un partito chiamato FORZA ITALIA. Non è una contraddizione?

Anche io avevo le medesime perplessità, aggravate dal fatto che non ero ancora riuscito ad avere con lui un dialogo chiarificatore. Domenica, 27 gennaio 2019, a Ghilarza, abbiamo parlato e mi ha spiegato che dal 2013 aveva rotto ogni rapporto con FORZA ITALIA. Il 25 luglio del 2014, a Carbonia – in occasione della prima presentazione del mio libro  CELLA N°21 – dopo aver ascoltato il suo intervento avevo preso la parola per dire che la mia sensazione era di trovarmi di fronte ad una persona onesta nonostante tutto ciò che avevo sentito su di lui. C’è anche da aggiungere che pochi politici in questi ultimi anni hanno fatto tante denunce quanto lui per difendere gli interessi dei Sardi. Ovviamente, Mauro, come ognuno di noi, deve sempre essere tenuto sotto osservazione; forse non condivide tutte le mie idee ma io conto sullo sviluppo della nostra conoscenza e collaborazione.

  • Anche questa volta gli indipendentisti si presentano in ordine sparso. Moriremo italiani?

Così stanno le cose nell’area. Evidentemente non ci si fida l’uno dell’altro e a nessuno si vuole riconoscere autorevolezza; per di più, forse, qualcuno stravede per se stesso. Non è un male tipico dei Sardi ma noi ci difendiamo bene. La difficoltà potrebbe essere ovviata qualora emergesse una personalità forte sostenuta da un gruppo ben coeso di collaboratori intelligenti e determinati; affermandosi questo gruppo, gradualmente tutti gli altri seguirebbero o sarebbero superati e ignorati. Il F.I.S. si muove in questa direzione. Personalmente, sono ottimista. Quanto alla domanda “moriremo italiani ?” auspico invece che siano gli Italiani a morire Sardi, l’idea mi attrae ma per il momento ho rinviato la conquista della Penisola.

  • Quali sono i temi che porterai in Consiglio Regionale se riuscissi ad essere eletto?

Anzitutto il tema del lavoro, stimolare quindi l’impegno della Regione verso determinate opere pubbliche e sostenere nel contempo l’imprenditoria privata, le due forze insieme dovrebbero avviare un processo produttivo endogeno capace in un primo momento di frenare l’esodo dei nostri giovani e successivamente favorire il rientro di chi volesse tornare in patria. In secondo luogo, ma contestualmente, si dovrebbe affrontare il tema della sanità con la difesa immediata delle categorie deboli e dei territori lontani dai grossi centri; probabilmente non si arriverebbe alla perfezione ma oggi molte comunità sono in situazioni difficilissime e questo non è tollerabile. Ancora, riordino della burocrazia per permettere a chi volesse intraprendere di non essere bloccato per mesi e per anni prima di poter iniziare la sua attività. Inoltre, riprendere in mano alla svelta il problema della lingua sarda e della conoscenza della storia e della geografia dell’Isola, e ciò a partire dalla scuola materna per seguire con approfondimenti in tutto il corso degli studi. I nostri ragazzi dovrebbero conoscere anche la nostra geografia economica oltre che quella fisica. Non dimentico i trasporti, all’interno dell’Isola e verso l’esterno. Sicuramente in questa breve carrellata ho trascurato di menzionare dei settori importanti ma ci penserebbero i miei compagni di viaggio e la società civile a metterli in evidenza, e io non mi sottrarrei all’impegno preso con gli elettori.

Trupu Ilde (Thàthari), die 29 de jennalzu 2019

I comunisti sardi, l’autodeterminazione dei sardi e le elezioni regionali

La sinistra sarda e il diritto all’autodeterminazione nazionale. Abbiamo intervistato Michele Zuddas, avvocato comunista e candidato nel collegio di Cagliari per Sinistra  

C’è stato un momento in cui sembrava chiuso l’accordo con ADN. Perché alla fine siete andati da soli?

Si è vero, sembrava chiuso un accordo che assegnava pari dignità ai valori della Sinistra, la vera sinistra alternativa quella contro le politiche liberiste della precedente Giunta. Sembrava. Infatti, è vero che una buona parte dei movimenti interni ad ADN spingeva verso un accordo con Sinistra Sarda ma è altrettanto vero che per molti avremmo rappresentato un OSPITE scomodo ed ingombrante. Ritengo che da parte di molti ci sia stata la paura di dichiararsi di Sinistra o meglio Comunisti. L’ultima proposta, che ci venne presentata nell’ultimo incontro avvenuto a Tramatza dalle 16 alle 22, prevedeva un ruolo marginale di Sinistra Sarda che avrebbe dovuto rinunciare in parte ai propri ideali ed in parte alla riconoscibilità come soggetto politico alleato. Insomma, non eravamo d’accordo a rinunciare alle nostre battaglie in nome di un indipendentismo che assumeva connotati di isolazionismo e che, personalmente, ritengo possa contaminarsi con istanze “nazionalistiche” nel peggior significato de termine.

Il vostro candidato ha un importante spessore culturale, ma è refrattaria ad ogni discorso sull’autodeterminazione del popolo sardo. Non è un passo indietro rispetto alle vostre ultime aperture sul tema?

Vindice Lecis è stata la miglior scelta come candidato Presidente, unisce una grande cultura alla lotta politica e gli siamo profondamente grati per aver accettato. Al contrario di quanto si è detto è favorevole all’autodeterminazione del popolo sardo ma lo è nella misura in cui si affronta la questione in termini seri e realistici partendo dalle battaglie con i Sardi. Perché affinchè ci sia autodeterminazione occorre prima ripristinare quei diritti che oggi vengono calpestati. Parliamo principalmente di Sanità, Lavoro ed Istruzione. Soprattutto l’Istruzione risulta un tema e una questione imprescindibile se realmente si vuole creare un percorso condiviso e credibile. Non abbiamo fatto alcun passo indietro rispetto alle posizioni espresse all’incontro che abbiamo organizzato a Bauladu dal tema “ Autonomia, Indipendentismo e Autodeterminazione” ma a differenza di altri, che dall’oggi al domani si sono proclamati indipendentisti e a favore dell’autodeterminazione, e per rispetto dei militanti e degli elettori, diciamo che abbiamo avviato un processo che ha bisogno del suo tempo per maturare. Intanto partiamo dalle battaglie e dalla lotta sul campo.

Lecis parla di “piano Rinascita”, dice un si incondizionato alla metanizzazione e propone di tornare a Berlinguer. La sinistra non dovrebbe guardare al futuro anziché al passato?

Sono d’accordo, la Sinistra deve guardare al futuro con l’obbiettivo di sfruttare al meglio le nuove tecnologie. Però, dobbiamo assumerci la responsabilità, anche a costo di ricevere critiche, di non assumere posizioni aprioristiche senza aver sviscerato il tema. Ritengo che la questione della metanizzazione debba esser affrontata con il coinvolgimento delle comunità interessate, analizzando i costi, tutti i tipi di costi da quello economico a quello sociale a quello ambientale, ed i benefici. Se alla prova della bilancia i costi dovessero superare i benefici, la nostra posizione sarà ovviamente negativa. Quindi si tratta principalmente di una questione di metodo. Fermo restando che la tutela dell’ambiente ha priorità.

Sei stato relatore ad un convegno organizzato a Cagliari dal circolo Me-Ti sulla cittadinanza onoraria sarda proposta da Caminera Noa. Perché appoggi questo progetto?

Penso che i diritti delle persone non possano più esser riconosciuti per discendenza ma, semplicemente e giustamente, per appartenenza alla comunità. Quando ho letto per la prima volta la bozza del progetto, sono rimasto entusiasta perché rappresenta un passo concreto verso una nuova idea di società, una società aperta e solidale, inclusiva, contrapposta al modello intollerante e razzista che oggi la destra xenofoba vuol presentare come unica strada percorribile. Certo, la cittadinanza onoraria non ha dei “benefici” giuridici ma ha una forte valenza politica e se considerata insieme alla rappresentanza onoraria assume un peso politico di notevole importanza. Il concetto di cittadinanza onoraria che apre la strada cittadinanza per “iusvoluntatis” assume poi il ruolo di anticorpo contro le possibili derive nazionalistiche e razziste. Confermo la mia disponibilità a sostenere ed autare a portare avanti questo progetto cercando fornire gli strumenti giuridici a mia disposizione.

Secondo te comunisti e indipendentisti potranno convivere sotto uno stesso tetto prima o poi?

Penso di si. In questi mesi mi sono attivato in prima persona perché potesse avvenire, incontrando tutti i principali protagonisti delle istanze indipendentiste. Posso dire che tra la maggior parte degli elettori e dei semplici militanti esiste già una sorta di tetto comune. Purtroppo, manca tra i “leaders” (termine che non mi piace) che spesso assumono posizioni più comode da giustificare all’interno del proprio movimento. Insomma, serve coraggio e lungimiranza. Io mi farò portavoce e sostenitore di questa necessità.

Tutte le bugie di Arru sul 118

Sicuramente la candidatura di Luigi Arru (assessore alla sanità della giunta uscente) ha scosso molti potenziali elettori della coalizione guidata da Massimo Zedda perché lo stesso candidato presidente aveva pubblicamente dichiarato in più occasioni di essere in forte disaccordo con la riforma sanitaria. Eppure Arru alla fine è stato candidato con il Partito democratico alle elezioni regionali del prossimo 24 febbraio, quasi allo scadere della presentazione delle liste.

Una candidatura che arriva subito dopo l’ultima grave polemica che lo ha coinvolto sul taglio al servizio del 118. Persino un suo compagno di partito e non di poco, il presidente del Consiglio Regionale Gianfranco Ganau, era intervenuto pubblicamente contro tale taglio.

Ieri il soggetto progetto Caminera Noa ha diramato una nota dove vengono enumerati tutti i dettagli tecnici che sbugiardano l’assessore uscente.

Visto che si tratta di un comunicato tecnico lo riportiamo integralmente.

Certamente il PD e la coalizione dei cosiddetti “Progressisti di Sardegna” avrà una bella gatta da pelare con l’ingombrante candidatura di Arru!

Tagli 118: le bugie si sa hanno le gambe corte, ma a volte le hanno cortissime!

L’Assessore regionale alla Sanità Luigi Arru il 19 gennaio ha dichiarato sui media, rispondendo alla polemica sulle ambulanze del 118, “Niente tagli!”.

L’Assessore mente, sapendo di mentire! 
Certamente nei meandri del sito della Regione Sardegna non è facile muoversi per accedere agli atti pubblici, ma chi fa informazione e politica deve imparare a farlo per smascherare quanto viene volutamente occultato o omesso.

Pochi sanno infatti (forse nemmeno alcuni quotidiani locali, o almeno non ne hanno dato notizia) che nella seduta della Giunta Regionale del 28 dicembre scorso, passata forse in sordina perché si è svolta durante le feste natalizie, con la Delibera di Giunta n. 64/17 che reca in oggetto: “Deliberazioni della Giunta regionale n. 63/24 del 15.12.2015, n. 39/4 del 9.8.2017 e n. 23/6 ell’8.5.2018 concernenti “Piano di riorganizzazione e di riqualificazione del servizio sanitario regionale idoneo a garantire la sostenibilità del servizio stesso. Attuazione dell’articolo 29, comma 3 della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5”. Aggiornamento.”, la decisione presa dalla Giunta Pigliaru, non è esattamente ciò che l’Assessore Arru riferisce.

Di tale delibera ciò che interessa realmente sono i due allegati, soprattutto l’allegato n. 1:
“Regione Autonoma della Sardegna Programmi Operativi per il triennio 2018– 2020” alle pagine 148 e 149

“Programma 15: Rete dell’Emergenza e Urgenza” in cui è riportato quanto segue:

• Azione 15.1: Potenziamento del Servizio elisoccorso su tre basi Risultati programmati:
■ Riduzione dei tempi d’intervento e copertura intero territorio Indicatori di risultato
■ 2018 Attivazione servizio su 3 basi. Ciò significa che viene potenziato di una unità l’ elisoccorso.

• Azione 15.2: Definizione e implementazione del Modello organizzativo Areus. Risultati programmati:
■ Messa a regime del modello Indicatori di risultato
■ 2019 Riorganizzazione postazioni MSA e di Base
■2020 Monitoraggio interventi 118 e funzionamento Servizio (numero interventi e tempi d’intervento) Responsabile del procedimento attuativo
■ Direttore del servizio programmazione e governo delle reti di cure
■Direttore AREUS Risparmi annui attesi 2019 Euro 3.750.000 2020 Euro 1.750.000 I risparmi attesi sono legati all’entrata a regime del servizio di elisoccorso e conseguente disattivazione di due punti MSA nel 2019 e di una riorganizzazione dei punti MSB che verranno ridotti per un valore 2018 2019 2020 – 3.750.000,00 5.500.000,00 
■ Risparmio cumulato della Manovra nel Triennio (€) 149 economico pari al 10% della spesa sostenuta nel 2019 e di un ulteriore 10% per il 2020 (tali risparmi implicano riduzioni dei costi per l’acquisizione di servizi dalle associazioni di volontariato e cooperative 118). Dei risparmi illustrati, una porzione pari a euro 2.000.000 è compensata da un pari incremento di costo per l’attivazione della terza base dell’elisoccorso.

Tutto ciò sta a significare che saranno sacrificati ben due punti di MSA (Mezzo di soccorso avanzato definito anche ambulanza medicalizzata) a favore della terza base di elisoccorso.

Le proteste sono dunque più che legittime se si considera che l’elisoccorso (oltre ai costi elevati) ha già dimostrato che non sempre è il mezzo migliore di intervento rispetto ad un’ambulanza medicalizzata, soprattutto se si considera quanto siano determinanti le condizioni metereologiche affinché un elicottero possa alzarsi in volo, soprattutto in un’isola in cui il vento è sempre presente. 
Caminera Noa chiede che venga detta la verità su quanto realmente è stato deliberato dalla Giunta Pigliaru.

#CamineraNoa

In Sardi Liberi l’indipendentismo non deve nascondersi. Intervista al segretario di ProgReS Gianluca Collu.

Gianluca Collu, segretario di ProgReS e animatore della lista elettorale Sardi Liberi con Mauro Pili candidato Presidente

  • Prima di annunciare la nascita di Sardi Liberi (con Unidos di Mauro Pili e i dissidenti sardisti guidati dal capogruppo in Consiglio Angelo Carta) avete pubblicato un documento politico articolato in parti nel quale fate le pulci ad Autodeterminatzione per la scelta a candidato presidente di una “personalità esplicitamente autonomista-unionista” e nel quale parlate di “ombra autonomista” sul gruppo rappresentato da Murgia. In cosa precisamente Mauro Pili differisce dall’autonomismo visto che nei suoi interventi, anche quelli recentissimi, non parla di nazione sarda e quando utilizza “nazionale” si riferisce all’Italia?

Le nostre scelte politiche non sono frutto di decisioni estemporanee sganciate dalla realtà o di prese di posizione a priori. La nostra attività politica va letta quindi in relazione al contesto e al recente passato. Nel Comunicato 11/II abbiamo espresso in modo chiaro e approfondito due aspetti: la nostra profonda vicinanza a varie componenti di Autodeterminatzione e i nostri altrettanto forti dubbi sulle modalità della genesi di quel progetto, delle sue scelte politiche e della sua effettiva presa nell’elettorato. Raccomandiamo agli interessati un’attenta lettura delle varie parti del Comunicato 11 perché, come giustamente lo definite, si tratta più di un documento politico che di una semplice nota stampa.

Ad ogni modo occorre specificare che il nostro atteggiamento non è ispirato al “fare le pulci” ma alla costruttività, non alla contrapposizione sterile ma alla responsabilità nazionale: da sempre tentiamo di offrire alla nazione sarda un’opzione politica credibile e capace di raccogliere ben più ampi consensi rispetto all’esiguo elettorato indipendentista attuale. Un’opzione capace di pervadere di sé – quindi di indipendentismo – sempre maggiori settori della società del nostro Paese.

L’ombra autonomista che vediamo in Murgia e in Autodeterminazione è il frutto della genesi di quel progetto. A differenza della precedente esperienza di Alternativa Natzionale, primo reale tentativo di concertazione tra le forze della nostra area a trazione indipendentista, Autodeterminatzione ci è sembrata nascere a trazione autonomista e l’espressione di Murgia come candidato presidente ne è la diretta e coerente conseguenza. Senza dimenticare la rischiosissima candidatura alle elezioni italiane, i suoi risultati in termini di voti, la successiva fuoriuscita dell’animatore principale del progetto Anthony Muroni nonché le recenti defezioni verso il centrosinistra italiano; vicende che hanno portato nuovo scoramento e delusione nelle già fiaccate fila della nostra area. Tutti passaggi da noi ampiamente previsti che l’indipendentismo sarebbe dovuto essere in grado di evitare mettendo in piedi un’alleanza non solo elettorale in grado di affrancarsi dall’ombra autonomista.

Non sta a noi dare patenti o sindacare sul percorso politico di maturazione dei candidati presidenti, quello che a noi importa è l’agibilità politica del nostro indipendentismo, troppo spesso succube dell’autonomismo, del cosiddetto non dipendentismo o di altre amenità politologiche simili. L’imperativo per il nostro partito consiste nell’esigenza di creare uno spazio politico nel quale l’indipendentismo non debba dissimulare se stesso o abdicare alle sue parole chiave. In questo senso il rapporto con Unidos e con i Sardisti Liberi si è rivelato positivo e non fagocitante.

L’alchimia politica che ne è scaturita non comporta un’adesione acritica di Progetu Repùblica al programma e alla visione delle altre due entità che compongono Sardi Liberi. Quello a cui stiamo lavorando è uno spazio di concertazione paritetico dove ciascuna forza convive e collabora con le altre in un rapporto osmotico che non annulla le differenze ma smussa gli angoli in modo progettuale e responsabile, nell’interesse della nazione, così come fatto in terra còrsa, catalana o scozzese.

L’assetto complessivo di Sardi Liberi non poteva non inquadrare, sotto vari punti di vista, in Mauro Pili il candidato presidente naturale. Argomentare tale scelta ci sembra persino superfluo. Questa candidatura chiaramente non trasforma istantaneamente Pili in un leader indipendentista ma nessuno di noi ipotizza o pretende questo. Nella nostra visione di tavolo di responsabilità nazionale ogni forza politica dell’area deve giocare il suo ruolo naturale, senza infingimenti o trasformismi, al fine di offrire il maggior livello di identificazione possibile alla società della nostra nazione. In Sardi Liberi il ruolo indipendentista è già ampiamente coperto liberamente ed esplicitamente dalle donne e dagli uomini di Progetu Repùblica.

  • Sempre nello stesso documento politico auspicavate un “tavolo di concertazione nazionale, capace di visione a medio-lungo periodo e di regia per una proposta innovativa nella quale possano trovare casa e spazio tutte le realtà politiche nazionali sarde” che però non c’è stato. Ora ci sono tre liste di ispirazione sarda (nessuna delle quali può definirsi indipendentista al 100%). Non avete complicato lo scenario invece di semplificarlo come dichiaravate?

Partiamo da un dato di fatto: la nostra proposta innovativa non è ancora riuscita a coinvolgere tutte le realtà politiche nazionali sarde. L’assetto attuale della nostra area non è quello da noi auspicato. Abbiamo lavorato e stiamo tuttora lavorando per il suo superamento ma contro i veti e le chiusure non abbiamo altro strumento se non il perseverare nella proposta e nell’apertura, anche e sopratutto oltre le prossime elezioni nazionali sarde. I nostri auspici non hanno trovato corrispondenza nelle scelte delle altre forze politiche e non si sono potuto realizzare. Non certo a causa nostra.

Le idee e le soluzioni che proponiamo sono chiare e già vive nella nostra fervida immaginazione politica, sempre al servizio del bene della nazione sarda. Tra la fase di proposta e quella di realizzazione c’è stata una fitta serie di confronti diretti, di trattative e dialoghi riservati. Una fase costante, tutt’ora attiva nonostante l’apparenza e nonostante le tempistiche rispetto alle elezioni.

Tutto questo lavoro sotterraneo – che abbiamo voluto rappresentare per correttezza e trasparenza attraverso i nostri comunicati – è stata una grande palestra. Nonostante la situazione non ne sia lo specchio i rapporti tra forze indipendentiste si sono rafforzati, sia a livello politico che umano. È, ribadiamo, il punto dal quale ripartire il giorno successivo alle elezioni.

Il quadro dell’offerta politica indipendentista e autonomista si è semplificato: nonostante i nostri dubbi Autodeterminatzione ha messo assieme varie forze politiche; il Partito dei Sardi sembra essersi finalmente liberato dal vincolo del centrosinistra unionista inaugurando un percorso di avvicinamento all’area indipendentista che non accetta apparentamenti con forze italiane; Sardi Liberi infine sta sperimentando il rapporto tra indipendentismo progressista, area moderata e sardismo antixenofobo.

Non ci sembra di aver complicato lo scenario, anzi abbiamo lavorato (e stiamo tuttora lavorando) per far sì che il famoso processo di balcanizzazione dell’area venga arrestato. La situazione attuale, al di là dei sogni di chi sta solo a guardare, è il massimo ottenibile in questo momento. Continueremo instancabilmente a lavorare in questo senso in pieno spirito di collaborazione e responsabilità nazionale.

  • L’indipendentismo si è sempre posto come un movimento alternativo alle politiche di dipendenza messe in campo in 70 anni di autonomia. Mauro Pili è stato presidente della RAS con il centrodestra e rivendica questa sua esperienza di governo come felice per la Sardegna. Non è una contraddizione con tutto il vostro percorso?

Progetu Repùblica nasce per dare continuità alla coerenza dell’indipendentismo moderno e per conferirgli una progettualità che si candida al governo della nazione. Non ci siamo mai chiusi in noi stessi e abbiamo dato vita, a nostre spese, a innumerevoli progetti di coesione dell’area e di allargamento a settori che potremmo definire sulla via dell’indipendentismo. Anche l’esperienza di Sardi Liberi rientra a pieno titolo in questo percorso. Chi storce il naso oggi avrebbe dovuto storcerlo anche per altre realtà messe in piedi da Progetu Repùblica. Non facciamo politica guardando al pedigree personale di chi ci si avvicina con rispetto e stima. Negli anni abbiamo dato prova di accogliere e di accettare al nostro fianco sia i neofiti dell’area che coloro i quali stanno maturando la coscienza nazionale, senza processi al passato ma ispirati dagli impegni dell’oggi.

Ma se dobbiamo proprio entrare nel merito delle esperienze politiche passate altrui possiamo constatare che, nonostante le sue esperienze nel centrodestra italiano, Mauro Pili è da sempre sensibile ai temi a noi cari come le battaglie degli anni ’90 contro le servitù militari, l’inquinamento industriale e a favore della riconversione degli impianti minerari; il suo incarico di presidente della RAS è durato circa 25 mesi tra i mille ostacoli posti dai maggiori partiti della coalizione che lo hanno sempre percepito come elemento estraneo ai gruppi di potere interni; dal 2013 ha abbandonato i partiti italiani per intraprendere una lunga traversata in solitaria con Unidos, formazione politica che nel suo manifesto si descrive come “forza di libertà del Popolo sardo” favorevole alla “libertà economica, statuale e culturale della Sardegna”.

Nell’attività politica di Mauro Pili osserviamo un impegno costante per la soluzione del problema della continuità territoriale aerea, contro il monopolio nei trasporti marittimi, nell’ottimizzazione del servizio di erogazione idrica e nel contrasto alla gestione di Abbanoa, nella denuncia del flusso di denaro che lo Stato intercetta e sottrae ai sardi, contro il disboscamento selvaggio, nella difesa di Pratobello come “simbolo della resistenza del popolo sardo”, nella denuncia della produzione di armi in Sardegna, nella difesa di enti come AIAS nell’interesse dei pazienti e dei lavoratori, nella valorizzazione del ruolo degli emigrati sardi nel mondo, nella denuncia della lottizzazione partitocratica della sanità.

Tutto questo non appare in contraddizione con la missione di Progetu Repùblica. Prima l’indipendentismo si renderà conto dell’ineludibilità del dialogo a tutto campo con tutte le forze di area e prima la Sardegna avrà accesso ai primi gradini della sovranità sul proprio territorio nazionale e sul proprio futuro di nazione.

  • Cosa vi divide in termini di obiettivi e programmi da Autodeterminatzione e dal PdS tanto da giustificare la presenza di tre liste ad ispirazione sardocentrica?

Ogni forza politica ha le sue legittime priorità. Abbiamo già dichiarato la nostra vicinanza a molte forze che compongono Autodeterminatzione. Abbiamo già chiarito con onestà che la presenza di tre liste di area non rappresenta l’esito da noi auspicato. Abbiamo già rilanciato la palla al giorno successivo alle elezioni per continuare il dialogo e il processo di riassetto della nostra area. Abbiamo già detto che l’esistenza unitaria di Autodeterminatzione non ci convince in prospettiva futura ma è di per sé positiva, che l’abbandono del centrosinistra italiano da parte del PdS è un tassello importantissimo per l’instaurazione di nuovi rapporti di collaborazione e che il progetto di Sardi Liberi è la dimostrazione che nel nostro campo sono possibili piccoli passi indietro per ottenere grandi passi avanti.

La presenza di tre liste sarde è dovuta al fatto che le elezioni nazionali del 2019 sono cadute in una fase politica dell’indipendentismo che non ha consentito l’unità di tutte le forze. Per noi di Progetu Repùblica le elezioni non rappresentano la fine del mondo, stiamo già pensando al dopo. Il nostro orizzonte è il bene del popolo sardo, la vita della nazione e la creazione di un’offerta politica indipendentista di alto livello e di ampio consenso, a medio-lungo periodo.

  • Perché gli indipendentisti sardi dovrebbero dare fiducia al vostro percorso e non a quello di Autodeterminatzione o del PdS?

Ogni indipendentista sardo è un attento osservatore della realtà e delle scelte di ciascun soggetto politico. Non saremo noi a dire per quale motivo penalizzare le altre forze in gara che per noi rappresentano differenti articolazioni di un’unica realtà politica plurale. Il punto di forza della nostra lista è quello di unire per la prima volta famiglie politiche che potrebbero sembrare distanti per via della polarizzazione del sistema politico italiano, ma nel sistema politico sardo sono molto vicine e trovano un’unione che ha un senso profondo per la nostra nazione.

Auspichiamo che ciascuna forza dell’area possa raccogliere il consenso elettorale più ampio possibile al fine di poter poi collettivamente rivendicare un forte sentimento indipendentista e favorevole al diritto a decidere del popolo sardo.

Progetu Repùblica offre, per l’ennesima volta, il proprio impegno disinteressato e la propria passione al servizio della causa indipendentista. Non rappresentiamo alcun gruppo di interesse, non dobbiamo rendere conto a nessuno della nostre decisioni, non siamo mai stati in vendita e non abbiamo mai cercato scorciatoie rispetto alla strada maestra del nostro indipendentismo moderno, nonviolento, propositivo e progettuale. Invitiamo le donne e gli uomini indipendentisti a sostenere e a farsi rappresentanti nel territorio di un’idea di coesione, di collaborazione, di crescita reciproca. In spirito di responsabilità nazionale e di scommessa su un futuro prossimo nel quale i sardi per la prima volta dopo secoli riprenderanno in mano le leve del proprio presente e del proprio futuro.

Una sola lista per l’autodeterminazione della Sardegna

Sul web gira una petizione con il seguente appello:

Creeus ca su caminu de auto-determinatzioni de is sardus cumenti a Pòpulu e Natzioni depat essi participau e comunu, arrespetendi totu is diversidadis. Sceti una legitimatzioni prus e prus manna e s’atzioni de sa genti at a donai fortza e sustàntzia a una manera noa de fai polìtica in Sardìnnia. Po cust’arrexoni, boleus ca sa comunidadi de sardus chi bolit portai a innantis is interessus natzionalis nostus siat arrepresentada de una coalitzioni sceti chi potzat sobrai is làcanas polìticas traditzionalis e elitismus malus e auto-referentzialis. Cun custu apellu pigaus cumpromissu cumenti a personis e cumenti a truma po donai fidu e agiudu a chini at a andai in su tretu sperau.

A lanciarla un gruppo di indipendentisti liberi con a cuore solo la causa di liberazione della Sardegna. I proponenti confidano in un passo di umiltà delle tre liste legate al mondo indipendentista e per l’autodeterminazione e auspicano la creazione di un’unica lista di convergenza nazionale.

Ma non è solo dal mondo indipendentista che proviene l’appello all’unità. Anche il Comitato di iniziativa costituzionale e statutaria lancia un appello “per un atto di coraggio e generosità dal mondo identitario e indipendentista”. Non entrando nel merito delle singole proposte e con lo spirito di un impegno volto a “impedire che la Sardegna sprofondi nel sempre più probabile abbraccio mortale con il centrodestra a trazione Salvini” si propone di mettere insieme “le tre componenti riconosciute del mondo identitario, indipendentista e movimentista” vale a dire Partito dei Sardi, AutodetermiNatzione e Sardi Liberi.

Tale semplificazione dello scenario  politico permetterebbe di “far entrare complessivamente 10-12 consiglieri in rappresentanza di questa area politica, ovvero un gruppo di alto profilo che, ancorché dall’opposizione, ma con la guida dei tre protagonisti indicati (Murgia, Pili, Maninchedda N.d.R.) potrà condizionare il dibattito e l’agenda politica del Consiglio”.

Vedremo se questi appelli saranno ignorati o se tre liste che tutto sommato condividono programmi assai simili (di stampo moderato e liberaldemocratico) riusciranno a tentare quello che oggettivamente sarebbe un colpaccio storico.

Camiera Noa: «Galu un’annu de lutas»

Articolo pubblicato sul blog Zinzula

Galu un’annu de lutas” è la prima Assemblea Plenaria del 2019 per il soggetto-progetto Caminera Noa: lavori assembleari in programma per sabato 5 Gennaio, ospitati dalla Casa del Popolo di Bosa (Via Cugia 14) a partire dalle 10:30. Nel corso della giornata si discuterà riguardo le lotte portate avanti su più fronti da Caminera Noa nel corso di un intenso 2018: dalla Sanità pubblica – che ha visto CN prendere una netta posizione nei confronti dell’operazione Qatar-Mater Olbia – a precariato e sfruttamento del lavoro (iniziativa Telèfonu Ruju). Dal tardo pomeriggio spazio al secondo appuntamento per la rassegna “Gramsci Days” dopo il primo incontro di dicembre interamente dedicato a Gramsci con numerosi relatori e la presentazione del libro “Fiabe dei fratelli Grimm” (Catartica Edizioni).

L’ODG dell’Assemblea di Caminera Noa:

– Organizzazione
– Posizione sulle imminenti elezioni regionali
– Programmazione lotte e proposte 
– Sinergie con altri soggetti resistenti
– Varie ed eventuali

Programma lavori assembleari

Ore 10:30-18:30 – Assemblea plenaria

Ore 14:00-15:00 – Pausa pranzo

Gramsci Days

Ore 18:30 – Luana Farina legge la poesia “Non è la nostra aria…” di Alberto Masala

Ore 19:00 – Proiezione “Gramsci 44”, film documentario (2016) di Emiliano Barbucci

*L’assemblea è aperta a tutti e tutte con pieno diritto di parola, proposta e voto

*Per prenotazioni pranzo (anche vegan) contattare la pagina fb della Casa del Popolo di Bosa

Sa limba sarda ufitziale pro sa Províntzia de su Campidanu de Mesu

De oi est in sa retza su giassu internet  www.limbasardasudsardigna.it
Su giassu internet www.limbasardasudsardigna.it,  fatu cun su dinai integrativu chi po su 2013 sa Regioni Sardigna at postu a dispositzioni po is progetus de avaloramentu e amparu de sa língua sarda, cunformas  sa L.R. 6/2012.art. 2 comma 13, a integratzioni de is risorsas postas a dispositzioni cun sa L.482/99 artt. 9 e 15 “Normas a amparu de is minorias linguísticas stóricas”, fait parti de is interventus a favori de sa prumotzioni bisíbbili de sa língua sarda, sutaposta a amparu.

Su giassu est de unu totu fatu in língua sarda: in sa strutura, in is cuntenutus de is setzionis diferentis e in is boxis e in is elementus puramenti ténnicus.

Custu po dimostrai chi sa língua sarda si podit umperai cun fatzilitadi in cuntestus diferentis, de cussus culturalis e linguísticus a cussus professionalis, ténnicus e de spetzializatzioni tennológica arta, cumenti est oi sa programmatzioni informàtica.

Su giassu torrat a portai totu su camminu fatu fintzas a ora po sa língua sarda de sa Províntzia de su Campidanu de Mesu apustis acummonada, cun sa L.R. 2/2016, in sa prus manna Províntzia de su Sud Sardigna, a sa chi apartenit su giassu, cumenti a Enti e cumenti a territóriu.

Est possíbbili castiai po dónnia annualidadi, a inghitzai de su 2006 fintzas a ocannu, totus is atividadis e is interventus fatus cun unu prospetu de is spesas fatas e rendicontadas, annu po annu, de su dinai arritziu, de is finantziamentu regionalis.

Totus is informatzionis asuba de is atividadis fatas e de is atividadis giai cumentzadas  de is sportellus de língua sarda, de is cursus de formatzioni, aici cumenti a su cuntenutu de is circas culturalis e linguísticas,a  is ainas didàticas etotu ( dispensas de is insenniantis, esertzítzius, ditzionàrius, grammàticas, e aici sighendi) funt a dispositzioni de totus is umperadoris chi podint castiai e umperai po aprofundamentu e po stúdiu unu patrimóniu culturali de importu, postu a dispositzioni de totus.

Su giassu est stétiu fatu  in su respetu de is inditus  nous de ghia  po su sétiu de is giassus de s’Amministratzioni Púbrica svilupadas de s’AgID (Agéntzia po s’Itàlia Digitali), e respetat sa normativa asuba de s’atzessibbilidadi de is giassus “web”, e presentat una strutura de tipologia “responsive”, est a nai chi connoscit su suportu chi innui est abertu (pc, tablet o mobile) e si nci cunformat in manera automàtica diaici de permiti unu gosu de is cuntenutus  craru e de profetu a is umperadoris.

Su progetu in prus est presenti, po médiu de is canalis “social” ufitzialis, in is piataformas “Facebook” e “YouTube”.