Siamo legali e felicemente sovversivi: pensieri sulla Corona de Logu

di Maurizio Onnis

Sabato sera, mentre firmavo lo statuto della Corona de Logu, ho pensato: “Ecco qua. Sto compiendo un atto politico eversivo”. Perché di ciò si tratta. Abbiamo siglato un documento che ci impegna tutti a lavorare per dare vita alla Repubblica di Sardegna. Ovvero, per la sostituzione dell’ordine statuale vigente con uno nuovo.

Non stiamo violando alcuna legge e nessuno dei doveri assegnatici dal Testo Unico sugli Enti Locali. Non stiamo spendendo soldi pubblici per ottenere il nostro scopo e non abbiamo spinto a deliberare in proposito i nostri consigli comunali. Legalmente siamo a posto.

Ma ciò che non è rilevante per la legge rimane rilevante per la politica. Almeno, quando si prende la politica sul serio. Altrimenti si arriva al paradosso: avere al governo della Regione un partito che si propone «di affermare la sovranità del popolo sardo sul proprio territorio e di condurre la Nazione Sarda all’indipendenza», senza che nessuno a Roma o altrove faccia una piega. Accade perché la parola “indipendenza” è stata svuotata di tutto il suo potenziale eversivo.

Se invece chi dice “indipendenza” pratica indipendenza, quel potenziale rimane. Giulia Lai, parlando sabato a nome degli avvocati incardinati nel Consiglio legale della Corona, ha detto che s’impegna a difendere qualsiasi amministratore venga ostacolato nel suo diritto a lottare per l’autodeterminazione dei sardi. Amministratori, cioè, che non facciano di quella parola, “indipendenza”, un suono vuoto.

Quanto valore e quanto futuro abbia la Corona de Logu lo verificheremo proprio su tale punto. Vedremo se è solo una sigla abborracciata e velleitaria o qualcosa di realmente nuovo ed efficace per l’emancipazione dei sardi. Tutto starà nella nostra intenzione di riportare la parola “indipendenza” al suo significato pieno. E comportarci politicamente di conseguenza.

Cittadinanza Sarda, Bilinguismo, Odonomastica: ecco l’agenda della Corona de Logu

La presentazione ufficiale della rete degli amministratori della Nazione Sarda “Corona de Logu” all’Open Campus Tiscali di Cagliari si apre con il saluto del Presidente dell’Associazione Municipi per l’Indipendenza e Sindaco del comune catalano di Port de la Selva, Josep Maria Cervera Pinart:

Buongiorno dalla Catalogna. Come presidente dell’Associazione dei Municipi per l’Indipendenza vi voglio inviare tutto il nostro appoggio all’iniziativa di voler creare sotto il nome storico di Corona de Logu questa entità per difendere e promuovere il diritto dei sardi all’autodeterminazione. Sapete che questa è una lotta condivisa nell’Europa del XXI secolo. Quindi vi auguriamo buon lavoro, buona fortuna e molti successi.

L’aria che si respira è quella delle grandi occasioni storiche ed in effetti un progetto così articolato di rete tra gli amministratori indipendentisti non era mai stato realizzato in Sardegna.

Il logo della Corona de Logu viene presentato dal grafico Frantziscu Pala, volto storico dell’indipendentismo di IRS, il quale ne spiega per filo e per segno tutti i dettagli. Maurizio Onnis, sindaco di Villanovaforru e vicepresidente della Corona De Logu, prende la parola per chiarire la linea che non lascia adito ad ambiguità: “noi siamo qui per l’indipendenza della Sardegna. Non dobbiamo avere paura di dire questa parola”.

Decine i comuni dell’isola rappresentati da sindaci, assessori o consiglieri comunali indipendentisti, di cui moltissimi presenti in sala.

Il programma invece viene presentato dal presidente Davide Corriga, sindaco di Bauladu. Ecco alcuni dei punti:

Odonomastica nazionale sarda
-Inserimento del concetto di nazione sarda negli Statuti Comunali
– attività di Sa die de sa Sardigna
– Promozione del bilinguismo

Fra i punti in agenda anche quello proposto da Caminera Noa, pienamente abbracciato dalla Corona De Logu, di istituire un registro di cittadinanza sarda per estendere i diritti di cittadinanza a chi già ne usufruisce, rinsaldare i legami con la Sardegna dell’emigrazione sarda e garantire alcuni fondamentali diritti ai nuovi sardi che però, a causa delle restrittive leggi italiane, non godono oggi di alcun diritto (leggi proposta completa).

Davide corriga presenta il punto F, quello sulla Cittadinanza Sarda, elaborato dal soggetto-progetto politico Caminera Noa

Appuntamenti (pro Sardigna) da non perdere

Immagine rappresentativa tratta da Cronache nuoresi

In questi giorni ci saranno una serie di appuntamenti importanti per il movimento di liberazione nazionale sardo:

Oggi a Bauladu ci sarà la presentazione della neonata associazione Libertade; associazione nata grazie ad alcuni militanti e avvocati in difesa degli attivisti sardi perseguitati dallo stato italiano per motivi politici ☛ Assòciati a Libertade!

Domani sempre a Bauladu ci sarà la plenaria di Caminera Noa, progetto politico attivo da quasi due anni che ha l’obiettivo di rinsaldare i conflitti sociali presenti in Sardegna ☛ Assemblea Plenaria-Fraigamus Paris S’organizatzione de sas lutas

Domani a Torino ci sarà la seconda assemblea degli emigrati sardi in Italia; assemblea autoconvocatasi che vuole ridiscutere con un nuovo sguardo l’organizzazione dell’emigrazione sarda in Italia e porre al centro il “diritto al ritorno” nella nostra isola ☛ Assemblea delle emigrate e degli emigrati Sardi in Italia Torino

A Oristano il 5 Aprile ricominciano i corsi di lingua sarda, questa volta di II livello; un corso autorganizzato dal movimento linguistico oristanese Bilinguismu in Aristanis ☛ Cursu de Sardu – II livellu

Il 6 Aprile a Cagliari ci sarà la presentazione de sa Corona de Logu, l’Assemblea Natzionale degli amministratori indipendentisti sardi ☛ Corona de Logu – Presentada

Candu si pesat su ‘entu est pretzisu bentulare!

Tutto quello che c’è da sapere per l’assemblea plenaria di Caminera Noa

Domenica 31 marzo (dopodomani) si svolgerà l’assemblea plenaria di Caminera Noa. Il soggetto progetto politico sardo ha riassunto in un breve testo una serie di FAQ  (Frequently Asked Questions) per facilitare la discussione e la gestione democratica ed orizzontale dei lavori.

Riceviamo e volentieri riproduciamo il documento

Quando e dove?

Il 31 marzo nei locali della biblioteca di Bauladu in piazza Emilio Lussu a partire dalle 10 si svolgerà l’assemblea plenaria di Caminera Noa.

Che cos’è e come funziona il progetto Caminera Noa?

Si tratta di un insieme di realtà e di singole persone che da circa due anni stanno praticando un percorso condiviso basato su cinque punti fondamentali:

– Autodeterminazione della nazione sarda
– Antifascismo, antirazzismo
– Necessità di superare il sistema economico e sociale neoliberista
– Sostenibilità ambientale
– Necessità di un modello di democrazia inclusiva e partecipata

Che avete fatto?

Le nostre principali battaglie sono state finora:

– Organizzazione di scioperi per l’introduzione della lingua sarda a scuola (con i sindacati Cobas e USB)
– Battaglia per la sanità pubblica e organizzazione di due manifestazioni davanti al Mater Olbia per chiedere la cessazione del finanziamento pubblico alla sanità privata e una manifestazione popolare a La Maddalena in difesa dell’ospedale paolo Merlo
– Apertura dello sportello telefonico e social e di sportelli fisici (Sassari, Oristano, Terralba, Cagliari, Olbia) “Telefonu Ruju” di sostegno ai lavoratori precari, stagionali, mal pagati, ai finti tirocinanti e questionario lanciato in occasione dello sciopero femminista dell’8 marzo sul lavoro femminile in Sardegna
– Laboratori linguistici tematici per utilizzare e diffondere la lingua sarda
– Proposta di moratoria energetica per un modello energetico utile ai sardi e non agli speculatori

Che si fa a Bauladu?

Il programma è il seguente:

ore 10.30 – 13 ❙ Discussione su fase politica in Sardegna
ore 13 – 15 ❙ Pausa pranzo
ore 15 – 19 ❙ Nuovi strumenti per: democrazia, partecipazione, pratica; amministrative in Sardegna

Perché?

Siamo nel secondo anno di attività di Caminera Noa e con le tante iniziative e battaglie cui abbiamo dato vita, abbiamo dimostrato che è possibile (ri)connetterci tra di noi – tra le varie anime anticapitaliste, anticolonialiste, antirazziste, ecologiste, presenti in Sardegna – e l’unico modo per farlo è partire dalle lotte reali, mettendole in piedi o stando dentro ai conflitti già esistenti, sporcandoci le mani, con rispetto reciproco.
Possiamo immaginare una fase avanzata? Una fase che permetta una migliore saldatura di tutti i conflitti presenti in Sardegna per cercare insieme soluzioni condivise di lungo termine?

Il 31 marzo discuteremo di questo.

Chi può partecipare, intervenire, decidere?

Chiunque può partecipare, intervenire, avanzare proposte e votare.
Caminera Noa rispetta la parità di genere in tutti i suoi organismi (coordinamento, portavoce, tavoli di presidenza) e collabora con tutte quelle realtà che condividono i punti fondamentali.

Sa Corona De Logu s’at a presentare su 6 de abrile in Casteddu

Sa Corona de Logu, assemblea natzionale de sos amministradores indipendentistas, s’at a presentare sàbadu su 6 de abrile, a sas 5 de merie, in s’Auditòrium de Open Campus Tiscali, in localidade Sa Illetta, in Casteddu.

S’atòbiu, abertu a totus, tenet s’obietivu de ammustrare a su mundu polìticu e a sa sotziedade s’àndala chi at batidu a sa nàschida de sa Corona de Logu, s’organizatzione e sos obietivos suos. Importu at a bènnere dadu a su sìmbulu istitutzionale de s’assemblea e a su programma de atzione polìtica pro su 2019. Programma giai inghitzau cun sas initziativas pro su bilinguismu ordingiadas su 21 de freàrgiu, in ocasione de sa die internatzionale de sa limba mama.

Coro de s’atòbiu at a èssere sa firma de sa Carta Istitutiva de sa Corona de Logu, a incuru de sas deghinas de amministradores locales indipendentistas chi, acudinde dae totu su territòriu natzionale de sa Sardigna, ant dadu animu a s’assemblea. Su fine issoro est, pro mèdiu de sa testimonia personale e su bonu traballu in sas comunidades, ammaniare s’andala a sa nàschida de sa Repùblica de Sardigna.

Su 6 de abrile ant a èssere lèzidos is messàgios lòmpidos dae sos movimentos de sas diferentes natziones sena Istadu de Europa. Unu saludu at a èssere infines batidu dae sos partidos indipendentistas sardos.

Sa Corona de Logu s’augurat una partetzipatzione manna a s’atòbiu e chi, in su benidore, semper prus amministradores locales s’aunant a s’àndala cara a s’emantzipatzione de sos sardos.

Ecco i valori dell’Assemblea Nazionale Sarda

Stiamo concretizzando un’idea potente – scrive sul suo profilo pubblico il sindaco di Villanovaforru Maurizio Onnis – darci e dare agli indipendentisti una casa comune, un rifugio e uno strumento per lavorare assieme all’emancipazione dei sardi. È l’Assemblea Nazionale Sarda.

La scorsa domenica, ieri 24 marzo, si è riunito infatti il gruppo di lavoro dopo l’esordio dello scorso 10 marzo a Iscanu (Scano di Montiferro).

Ieri, a Bauladu – continua Onnis – un gruppo di lavoro di circa 40 persone ha scelto pochi principi valoriali e organizzativi considerati irrinunciabili per l’ANS. L’abbiamo fatto per dare subito all’Assemblea un’identità precisa e soprattutto per consentire a chi vuole di agire immediatamente sul proprio territorio. I principi sono stati votati uno per uno e approvati con maggioranza larghissima o all’unanimità. Eccoli:

  1. L’ANS è aperta a tutti.
  2. L’ANS è apartitica.
  3. L’adesione all’ANS è individuale.
  4. L’ANS lavora per il riconoscimento della nazione sarda.
  5. L’ANS lavora per la crescita della coscienza nazionale sarda, finalizzata all’indipendenza della Sardegna.
  6. L’ANS lavora per la parità linguistica.
  7. L’ANS lavora per la valorizzazione e promozione della cultura sarda.
  8. L’ANS lavora per la valorizzazione e tutela del patrimonio ambientale e storico sardo.
  9. L’ANS lavora per la connessione e costruzione di reti tra cittadini, associazioni, comitati, movimenti, partiti.
  10. L’ANS è contro ogni atteggiamento discriminatorio, violento, sessista, xenofobo, autoritario.
  11. L’ANS si fonda sulla democrazia interna, sulla circolazione delle cariche, e sull’assoluta trasparenza degli atti.
  12. L’ANS si fonda sulla responsabilità individuale degli aderenti.
  13. L’ANS si fonda sull’autofinanziamento su base volontaria.

Questi principi – conclude il sindaco – rappresentano la base per il lavoro del gruppo che si occuperà di stendere statuto e documento organizzativo, in un processo seguito costantemente dall’Assemblea. Non c’è dubbio, dunque, che i punti cardine possano essere riordinati e arricchiti. Ma non sminuiti. Più importante ancora è, ripeto, che essi ci consentono di avvicinare già oggi quanti sono fuori dalla nostra cerchia e invitarli a riconoscersi in ciò in cui noi stessi ci riconosciamo. Chi vuole nuotare, insomma, nuoti. Dimostri che si può. E cominci a fare circolo. A casa, nel quartiere, nel paese, nella città.

«Per unire le lotte organizziamoci». Caminera Noa si riunisce a Bauladu

Nelle immagini alcuni particolari delle mobilitazioni di Caminera Noa
Dopo aver lanciato le battaglie contro il finanziamento pubblico alla sanità privata con le due manifestazioni davanti al Mater Olbia, la campagna per cambiare le regole dei tirocini, la campagna di mutualismo Telèfonu Ruju e l’inchiesta sul lavoro femminile in Sardegna con la diffusione del questionario lanciato in occasione dello sciopero femminista globale dell’8 marzo (vai alla compilazione), la proposta sulla cittadinanza onoraria sarda per iniziare a costruire una nuova e più inclusiva concezione di cittadinanza, il soggetto-progetto politico Caminera Noa si riunisce per fare il punto delle lotte in corso, per avviarne delle nuove e per parlare di come organizzarsi per essere più incisivi ed efficaci.
Ecco il testo inviato alla mailing list a tutti gli attivisti :
Siamo nel secondo anno di attività di Caminera Noa e con le tante iniziative e battaglie cui abbiamo dato vita, abbiamo dimostrato che è possibile (ri)connetterci tra di noi – tra le varie anime anticapitaliste, anticolonialiste, antirazziste, ecologiste, presenti in Sardegna – e l’unico modo per farlo è partire dalle lotte reali, mettendole in piedi o stando dentro ai conflitti già esistenti, sporcandoci le mani, con rispetto reciproco. 
Possiamo immaginare una fase avanzata? Una fase che permetta una migliore saldatura di tutti i conflitti presenti in Sardegna?  
Caminera Noa non è una organizzazione nel senso classico del termine, perché chiunque può partecipare alle sue assemblee plenarie, intervenire, avanzare proposte e votare.
Quindi la metodologia utilizzata è quella della democrazia diretta senza mediazioni, poi tutte le decisioni prese in assemblea plenaria vengono demandate ad un coordinamento organizzativo e ai due portavoce (un uomo e una donna, in Caminera Noa vige la parità di genere) che rappresentano, insieme ai responsabili dei tavoli di lavoro, le lotte e i progetti di Caminera Noa.
La scommessa di questo esperimento politico consiste nell’idea di unire tutte quelle persone che si riconoscono in alcuni principi fondamentali (Autodeterminazione della nazione sarda, antifascismo, antirazzismo, necessità di superare il sistema economico neoliberista, sostenibilità ambientale) utilizzando gli strumenti della partecipazione democratica evitando leaderismi e burocratismi che da sempre affliggono il mondo delle lotte sociali e delle istanze indipendentiste. 
Ecco il programma della giornata

ore 10.30 – 13 ❙ Discussione su fase politica in Sardegna
ore 13 – 15 ❙ Pausa pranzo
ore 15 – 19 ❙ Nuovi strumenti per: democrazia, partecipazione, pratica

Il pranzo sarà un buffet autogestito e tutte le stoviglie utilizzate saranno in materiale riciclabile.

#camineranoa #31M #Bauladu

Qui l’evento fb  

Di seguito la locandina dell’evento.
L’appuntamento è fissato per domenica 31 marzo alle ore 10:00 nella biblioteca comunale di Bauladu in piazza Emilio Lussu

La nazione catalana: il libro

 

Proprio nei giorni in cui a Madrid si celebra il processo contro i dirigenti catalani accusati di ribellione e di aver indetto il referendum per il l’indipendenza della Catalunya e le strade della capitale spagnola si sono gonfiate di bandiere catalane per rimarcare che #AutodeterminacióNoÉsDelicte! (l’autodeterminazione non è un delitto, come invece viene trattato dai giudici postfranchisti), ad Alghero si è tenuta la presentazione  del volume La Nazione Catalana. Storia, Lingua, Politica, Costituzione nella Prospettiva Plurinazionale,  a cura di Jorge Cagiao y Conde, Gennaro Ferraiuolo e Patrizio Rigobon. Si tratta di un’opera di estrema attualità che offre al lettore interessato le informazioni fondamentali per comprendere la situazione politica e sociale della Catalogna del XX secolo.

Il libro è stato presentato per la prima volta lo scorso dicembre a Siena, in occasione del XII Congresso Internazionale dell’Associazione Italiana di Studi Catalani, e ora, l’Òmnium Cultural de l’Alguer e la Libreria Il Labirinto, con la collaborazione dell’Ufficio di Alghero della Delegazione in Italia del Governo della Catalogna, offrono al pubblico algherese la presentazione di questo libro, importante sia per la qualità dei singoli articoli di diversi autori, sia per l’analisi esaustiva che risulta dal suo carattere interdisciplinare: storia, storia letteraria e culturale, antropologia, teoria politica e diritto dialogano in questa pubblicazione per dar forma a una analisi completa e rigorosa.

La presentazione ha avuto luogo venerdì 15 marzo, alle 18.00, nella Sala Mosaico del Museo Archeologico della Città con la presenza di Patrizio Rigobon, uno dei curatori del volume, docente presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, di Stefano Campus, presidente dell’Òmnium Cultural de l’Alguer, Vittorio Nonis della Libreria Il Labirinto e Gustau Navarro Barba, responsabile dell’Ufficio di Alghero della Generalitat de Catalunya.

 

 

Dopo il disastro elettorale ricostruire la sinistra per l’autodeterminazione

di Roberto Loddo

Articolo pubblicato in prima istanza sul Manifesto Sardo con il titolo “Ripensare la sinistra in Sardegna”

Dopo il testa a testa ipotizzato dagli exit poll tra Massimo Zedda e Cristian Solinas i risultati ufficiali del voto sardo hanno invece delineato un’ampia vittoria per il candidato del centrodestra e della Lega. Un centrodestra diverso da quelli precedenti caratterizzato dalla migrazione di settori della destra nel PSd’Az e da una Lega telecomandata dal ministro dell’Interno che diventa il primo partito della coalizione. Con queste premesse è molto difficile immaginare una giunta regionale non contaminata dalle mani nere dello spettro di Visegrád e dell’internazionale dell’intolleranza.

La vecchia formula del centrosinistra si è rivelata una medicina sbagliata per la coalizione civica e progressista. La stessa formula aveva fallito nelle elezioni regionali in Abruzzo del 10 febbraio. Massimo Zedda ha perso anche perché la Sardegna non è immune al declino inarrestabile delle sinistre riformiste europee. Salvini e Solinas non sono il frutto del destino cinico e baro ma sono il prodotto di scelte politiche dei governi europei e italiani che con trent’anni di politiche antisociali hanno disintegrato la società, alimentato le diseguaglianze e la rabbia delle persone.

Queste elezioni regionali sono la fotografia di una società stanca dell’esistente che in assenza di alternative al neoliberismo si è lasciata dominare da pulsioni di rancore e dall’idea che i penultimi devono salvarsi anche a costo di sacrificare gli ultimi. Le politiche dell’austerità sono state praticate dagli stessi soggetti politici che oggi chiedono un mandato agli elettori per costruire comitati di liberazione nazionale contro il governo dei giallo verdi. Riproporre agli elettori lo stesso piatto ma con un nome diverso potrebbe rivelarsi la risposta meno credibile alla sofferenza generata.

La sanità sarda è l’esempio più drammatico di un’isola delle disuguaglianze che riconosce i suoi carnefici e decide di punirli. Da quando si è insediata la giunta Pigliaru le politiche riduzioniste in materia sanitaria hanno creato una grande opposizione sociale in tutta la Sardegna. Alle lotte dei territori per la difesa degli ospedali e del sistema sanitario pubblico la giunta Pigliaru ha risposto con parole arroganti e poco accoglienti. Le persone che hanno vissuto sulla propria pelle la destrutturazione del diritto alla salute non hanno creduto alla promessa della cancellazione della riforma della ASL unica fatta da Massimo Zedda nelle stesse ore in cui chiudevano importanti servizi per la salute.

Il centrosinistra sardo non ha saputo porre la questione della democrazia come questione centrale nel dibattito politico. Il 4 dicembre 2016 i sardi hanno deciso di bocciare il disegno oligarchico della nuova Costituzione renziana ma nessuno dei soggetti politici che hanno interpretato questa voglia di democrazia, compresi i cinquestelle, ha deciso di lottare contro l’attuale legge elettorale sarda. Una legge antidemocratica voluta dal Pd e dalle destre che garantisce alla coalizione vincente una maggioranza del 55% dei consiglieri regionali e una soglia di sbarramento del 10% a danno delle formazioni non alleate con le due coalizioni più votate.

La destra di Salvini e Solinas ha idee molto chiare sul futuro modello di sviluppo della Sardegna: nessuna riconversione e mantenimento dell’industria petrolchimica e di tutte le iniziative che hanno favorito attività estranee alle caratteristiche dei nostri territori, comprese le basi militari e la fabbrica di bombe Rwm. La coalizione civica e progressista non ha avuto il coraggio di proporre un’alternativa all’attuale modello di sviluppo fallimentare che sta danneggiando, in modo irreversibile, il nostro paesaggio e l’ambiente.

Il risultato fallimentare delle tre liste dell’autodeterminazione in Sardegna ci parla di tre piccoli castelli identitari. Fortezze esclusive che non sono riuscite a coltivare nessuna ipotesi di relazione con la società che circondava i propri candidati presidenti. Fino all’ultimo giorno utile alla presentazione delle liste nessuno ha colto l’opportunità di far uscire dalla gabbia della piccola politica un’alleanza innovativa tra i soggetti di AutodetermiNatzione, quelli di Sinistra Sarda, Sardigna Libera e l’area ribelle di sinistra italiana. Aver rinunciato a questa possibilità è stato un errore politico importante.

Rifondazione Comunista è membro del Party of European Left insieme a Sinistra Italiana e il Pci ne è osservatore. Costruire una connessione con il mondo dell’autodeterminazione e la sinistra significa anche lanciare le basi per le elezioni europee del 26 maggio uno spazio nuovo della sinistra sarda e degli indipendentisti federata con il Partito della Sinistra Europea. Oggi la sinistra europea accoglie anche i partiti dell’autodeterminazione come accade con il partito irlandese Sinn Féin e la coalizione basca Euskal Herria Bildu componenti dell’European United Left e Nordic Green Left nel Parlamento Europeo. Mi auguro che questa sconfitta faccia riflettere i gruppi dirigenti di questi partiti e si possa ricostruire a breve una nuova ipotesi di dialogo.

Per il mondo della sinistra italiana in Sardegna è sempre stato un tabù parlare dell’autogoverno e del patto costituzionale che lega la Regione Autonoma Sardegna allo Stato italiano. Per rompere questo tabù la Sinistra Europea deve aprire un confronto orizzontale con quei movimenti che da anni si battono per l’autodeterminazione e l’autogoverno della Sardegna. In Sardegna i partiti indipendentisti possono essere alleati preziosi della costruzione di una coalizione europea dell’uguaglianza e della democrazia. L’autodeterminazione priva di una visione di classe, disconnessa alla lotta per l’uguaglianza, è solo una mera riproposizione in un formato più piccolo delle forme nazionaliste, autoritarie e violente dello Stato. Non si sente proprio il bisogno di piccoli Orban in salsa sarda.

E allora che fare? Ha ragione Alfonso Gianni quando scrive che “La posta in gioco nelle prossime elezioni europee è quella di fare emergere una posizione alternativa tanto al pensiero europeista dominante, quello delle attuali leadership, quello del rinnovato asse franco-tedesco, quanto ai nazionalismi sovranisti di ogni tipo”. Per questa ragione è necessario mettere in discussione tutta la nostra storia per dare risposte a chi ci domanda di trasformare la realtà.

La sinistra in Sardegna può riprendersi dal coma solo se costruisce un soggetto politico dei conflitti sociali. Per fare questo bisogna abbandonare la vuota retorica dell’unità a tutti i costi e con chiunque. Non possiamo essere uniti al PD sperando in una segreteria migliore dalle primarie e contemporaneamente batterci contro le politiche neoliberiste. Non possiamo farci accompagnare dai socialisti e i liberali europei e stare anche con i movimenti che combattono l’occupazione militare della Sardegna. Abbiamo bisogno come l’ossigeno di un soggetto politico nuovo, ecologista, femminista e antiliberista. Un luogo accogliente e riconoscibile per chiunque voglia agire l’uguaglianza, la democrazia e l’autodeterminazione della Sardegna.

Rifondare l’indipendentismo. La chiamata di Scano Montiferru

A seguito del disastroso risultato elettorale (e politico) delle tre liste indipendentiste alle scorse elezioni autonomistiche c’è fermento nella base di militanti e attivisti. Se le dirigenze si sono arroccate  per lo più (salvo alcune rare ma importanti eccezioni come nel caso del duro grido di dolore e di assunzione di responsabilità di Pili) in una riproposizione pura e semplice delle proprie ragioni scaricando le responsabilità della cocente sconfitta su cause esterne, sui meccanismi della legge elettorale, sul’astensionismo, sull’immaturità del popolo sardo e addirittura sulle voci critiche accusate talvolta rabbiosamente di essere la vera causa delle divisioni fra indipendentisti, si moltiplicano gli appelli a reagire, a ricominciare dal basso, da un confronto libero e non condizionato dalla pesante tutela di leadership fallimentari. 

Il primo appuntamento è previsto il 10 marzo a Scanu Montiferru, dove governa da tempo una amministrazione indipendentista.

Pubbichiamo di seguito il testo bilingue dell’appello:

 

«Difatis, pro mei s’ASN (Assemblea Natzionale Sarda) est unu logu ue cada unu balet unu votu. E difatis, comente calicunu at nadu, est unu logu ue si fàghet atividade polìtica punnende a isparghinare e a sustènnere s’idea de s’emancipatzione de is sard*s. Non unu partidu, e chentza mirare a is eletziones. Chentza iscadèntzias, intzandus chentza làcanas e chentza
preclusiones. Pro fàghere cosas piticas meda – si a s’inghitzu semus sceti capatzes de fàghere cosas piticas – ma cuncretas e de importu.»

Aici, su 27 de freàrgiu, Mauritziu Onnis (Sìndigu de Biddanoa de Forru e membru de sa Corona de Logu) nos imbitaiat a (auto) cunvocare s’Assemblea Natzionale Sarda, sighende su modellu de s’assòtziu catalanu prus mannu chi, cun is 80.000 membros suos at pòtzidu revendicare su deretu a s’autodeterminatzione, fàghere crèschere sa cuscièntzia natzionale de is citadinos, tènnere istruturas democràticas e colletivas pro nde bogare a pìgiu unu movimentu de massa raighinadu in cale si siat rincone de sa Catalugna.

S’ùnica manera chi podimus fàghere nàschere unu movimentu tzivile democràticu est gràtzias a su traballu colletivu, chentza distintziones de etichetas polìticas, chentza distintziones de apartenèntzias a partidos o siglas, cale si siant. Aici, autocunvocamus su primu atòbiu costitutivu de s’Assemblea Natzionale Sarda (ANS).

Custu atòbiu at a essere s’ocasione pro nos agatare totimparis e pro deliniare is obietivos e su funtzionamentu de s’Assemblea Natzionale Sarda. Cada persone balet unu votu e cada unu est
lìberu de espressare su pensamentu cosa sua. Cada unu at a tènnere a disponimentu 3 minutos pro intervènnere e propònnere ideas.

Totus is règulas chi pertocant a s’atividade e a su funtzionamentu de s’Assemblea ant a èssere detzìdidas/seberadas durante custu primu atòbiu. S’Assemblea non reconnòschet partidos o siglas ma intames cheret essere un organismu a profetu de totus is citadin*s chentza peruna
distintzione polìtica.

S’Assemblea no at a èssere unu partidu polìticu e no at a punnare a presentare candidad*s a is eletziones. Totus sunt cunvocad*s a partetzipare a sa costitutzione de s’Assemblea, a cunditzione chi reconnòscant sa Sardigna comente Natzione e si reconnòscant in is valores de s’indipendentismu istòricu.

Gràtzias e s’impinnu e a sa disponibilidade de Antoni Flore Motzo, b’at giai unu logu a disponimentu pro su primu atòbiu de s’ANS. Intzandus sa sessione costitutiva est cunvocada
pro su 10 de martzu 2019, a is 10.30, in su Teatru Comunale Nonnu Mannu de Iscanu Montiferru.

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«Sì, per me l’ASN (Assemblea Nazionale Sarda) è un posto in cui ogni testa vale un voto. E sì, come ha ben detto qualcun altro, è un posto in cui si fa associazionismo politico volto a diffondere e sostenere l’idea dell’emancipazione dei sardi. Non un partito, e senza lo sguardo volto alle elezioni. Senza scadenze, dunque, ed anche senza steccati, senza preclusioni. Per fare cose molto concrete: piccole, se all’inizio siamo capaci di fare solo cose piccole, ma concrete e importanti.»

Così, il 27 febbraio, Maurizio Onnis (Sindaco di Villanovaforru e membro del Consiglio Permanente della Corona de Logu) ci invitava ad (auto) convocare quella che potrebbe diventare l’Assemblea Natzionale Sarda, sul modello della più grande associazione catalana, che forte dei suoi 80.000
membri ha potuto rivendicare il diritto all’autodeterminazione, far crescere la coscienza nazionale dei cittadini, dotarsi di strutture democratiche e collettive per far emergere un movimento di massa radicato in ogni angolo della Catalogna.

L’unico modo di far nascere un movimento civile democratico è attraverso il collettivo, senza distinzione di etichette politiche,
senza distinzione di appartenenza a partiti o sigle. Così, auto-convochiamo la prima riunione costitutiva dell’Assemblea Natzionale Sarda (ANS).

Questa riunione dovrà essere l’occasione di ritrovarci e di delineare gli obiettivi e il funzionamento dell’Assemblea Natzionale Sarda. Ogni persona vale un voto ed è libera di esprimere il suo pensiero. Ogni persona avrà a disposizione 3 minuti senza interruzione per esporre proposizioni.

Tutte le regole inerenti all’attività e al funzionamento dell’Assemblea saranno stabiliti durante questo primo incontro. L’Assemblea non riconosce partiti o sigle ma vuole essere un organismo a disposizione di tutti i cittadini senza alcuna distinzioni politiche.

L’Assemblea non sarà un partito politico e non avrà come obiettivo quello di presentare candidati alle elezioni. Tutti sono invitati a partecipare alla costituzione dell’Assemblea alla condizione diriconoscere la Sardegna come Nazione e di riconoscersi nei valori dell’indipendentismo storico.

Grazie alla disponibilità di Antoni Flore Motzo, è già stata scelta una data e un luogo perla prima riunione prevista per il 10 marzo 2019, alle10.30 presso il Teatro Comunale Nonnu Mannu di Scano Montiferru.