Lo stato reprime. I pastori chiamano alla mobilitazione!

Dopo le elezioni la repressione! Sembra il titolo di un film ma invece è la cruda realtà. Avvisi orali, ritiro delle licenze di porto d’armi, obbligo di dimora e – a quanto fanno trapelare i giornali in maniera sibillina – c’è da aspettarsi anche di peggio nei prossimi tempi. La macchina della repressione coloniale scalda i suoi motori insieme a quella del fango dell’informazione. Di ieri l’articolo ANSA che definiva i 14 pastori raggiunti dal provvedimento di obbligo di dimora “malviventi” (articolo ANSA).

Ma la realtà dei pastori sardi non è sprovveduta e mantiene alta la guardia. Appena due ore fa si legge il seguente comunicato sul gruppo fb del Movimento Pastori Sardi:

In questi giorni si sta procedendo alla notifica di atti giudiziari da parte della Procura della Repubblica nei confronti di manifestanti rei di aver manifestato il proprio disagio sociale nei confronti di una politica assente, di una burocrazia al limite della legalità e di un sistema produttivo che grazie alla sua forza di posizione, schiaccia i pastori imponendo prezzi stracciati sia per il valore del latte che per il valore degli agnelli.

Nel mese di febbraio i pastori, stanchi di questa insostenibile situazione, in maniera assolutamente spontanea, hanno iniziato a ribellarsi buttando il frutto del loro duro lavoro per terra al grido “meglio ai porci che agli industriali”. L’iniziativa si è allargata a macchia d’olio in tutto il territorio sardo, scavalcando il mare e trovando anche fra i pastori toscani, laziali e siciliani piena solidarietà, versando a loro volta il latte per strada. Innumerevoli i fenomeni di simpatia e solidarietà manifestata anche con uno sciopero generale delle scuole, manifestazioni di piazza e con la chiusura da parte delle attività commerciali e artigianali.

Tantissimi gesti simbolici importanti come le lenzuola bianche sui balconi delle case, per non parlare anche del ruolo mediatico che la protesta ha avuto: non c’è testata giornalistica o televisiva che non abbia dedicato ampio spazio alla vertenza.

In tutta questa situazione la politica ha cavalcato la questione non in maniera scientifica cercando soluzioni al problema ma solo all’interno di una “visione elettorale”.

Oggi, quella politica attraverso la magistratura sta presentando il conto contro persone che la loro unica colpa è quella di essere pastori e di essere, grazie ai loro sacrifici, gli artefici dell’unico segmento industriale che in Sardegna funzione, l’industria Agro-alimentare, per non parlare della vitalità che diamo ai nostri paesi attraverso il nostro ruolo economico, sociale e ambientale .

Oggi i destinatari di quelle notifiche giudiziarie non dovevano essere i pastori ma tutti quelli che in cambio di qualche voto elettorale o di qualche notizia sensazionale hanno determinato ciò.

Da sempre abbiamo pagato ogni presa di coscienza del nostro ruolo sociale e, finché non troveremmo piena sazietà di giustizia sociale ed economica noi saremo sempre pronti a ricominciare. Per questo tutti i comitati del MPS sono mobilitati alla convocazione delle assemblee per lanciare una nuova grande mobilitazione che ricorderà le giuste responsabilità alla politica regionale e nazionale.

Ai Pastori destinatari delle denunce porgiamo la nostra piena e incondizionata solidarietà.

Nel frattempo diversi dirigenti del Movimento Pastori stanno chiamando una nuova assemblea generale a Tramatza sabato 18 maggio alle ore 10:30 per fare il punto della situazione e per organizzare la solidarietà anche insieme agli avvocati che si sono resi disponibili.

No INVALSI e Regionalizzazione dei ricchi. La scuola sarda in sciopero.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato dei COBAS Scuola che oggi e domani sono impegnati in uno sciopero contro le prove INVALSI e contro la Regionalizzazione dei ricchi:

I COBAS Scuola SARDEGNA

lunedì 6 maggio 2019
martedì 7 maggio 2019

indicono due giorni di
SCIOPERO della Scuola
in SARDEGNA dell’intera giornata per tutto il personale Docente e ATA di ogni ordine e grado degli Istituti Scolastici Statali della Sardegna.

lunedì 6 maggio 2019
a CAGLIARI dalle ore 10.00
MANIFESTAZIONE
in p.zza Galileo Galilei
(fronte USR Sardegna)

NO ai Quiz INVAlSI per valutare studenti, docenti e scuole e NO alla standardizzazione della didattica che modifica negativamente le modalità di insegnamento e ne annulla la libertà;

CONTRO le ipotesi di REGIONALIZZAZIONE antisolidaristica della Istruzione Pubblica che dividerà ulteriormente i territori “ricchi” dalle aree più disagiate e povere;

PER un contratto che preveda veri aumenti ed almeno un pieno recupero salariale di quanto perso negli ultimi anni da Docenti e Ata;

PER l’utilizzo dei fondi del “BONUS” docenti e del “FIS” nel salario base di Docenti e ATA;

PER l’abrogazione del residuo obbligo diAlternanza scuola-lavoro, che sottrae ore alle attività didattiche e PER la libera ed eventuale programmazione da parte dei singoli Istituti;

NO al nuovo Esame di Stato;

PER il rientro in Sardegna dei “dispersi” in tutta Italia dall’algoritmo MIUR;

AFFINCHÉ le diplomate/i magistrali rimangano nelle GaE con il punteggio acquisito, e chi già in ruolo mantenga il posto ePER la riapertura delle GaE per tutti gli ordini di scuola per chi ha l’abilitazione e PER l’immissione in ruolo di tutti/e i precari/e con 3 anni di servizio;

PER il potenziamento degli organici ATA, l’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti ed il ripristino delle sostituzioni con supplenze temporanee;

NO al taglio degli Organici di Docenti ed Ata delle scuole della Sardegna e PER una riduzione del numero di alunne/i per classe,

NO al continuo deferente (verso Governo e MIUR),dimensionamento (taglio di Istituti Scolastici) delle autonomie scolastiche deciso irresponsabilmente dalla Regione Sarda e PERCHE’ tutti i fondi RAS disponibili non vengano spesi in ridicoli, inutili e costosi progetti, privi di alcuna reale ricaduta didattica, e vengano, invece, assegnati alle scuole (magari per la lingua e cultura Sarda);

PER una vera democrazia sindacale e la libertà di assemblea in orario di servizio per tutti i lavoratori/trici e le loro organizzazioni negata da oltre vent’anni ai COBAS Scuola Sardegna che nelle scuole Sarde sono una delle Organizzazioni più rappresentative (come dimostra anche l’ultimo risultato alle ultime elezioni RSU 2018), ma ai quali è negato ogni diritto sindacale.

per i COBAS Scuola Sardegna
Nicola Giua

Altri riferimenti al seguente link

2000 occupanti stanno per invadere la Sardegna

 

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il documento di A Foras sulla nuova invasione militare che la Sardegna sta per subire:

PRIMAVERA DI FUOCO, A MAGGIO 2 000 MILITARI INVADERANNO LA SARDEGNA

Il Ministero della Difesa pubblica con orgoglio le anticipazioni sull’esercitazione Joint Stars 2019 e la Sardegna ovviamente sarà il centro delle operazioni. A maggio si svolgerà la prima parte della Joint Stars 2019, quella che viene definita LIVEX, ossia le esercitazioni sul campo.

INFORMAZIONI FRAMMENTARIE

Da qualche anno a questa parte, come non ci stanchiamo di ripetere, non c’è più alcuna informazione organica su tempi e modi di svolgimento delle esercitazioni militari in Sardegna. Colpa di una politica regionale completamente asservita agli interessi del Ministero della Difesa e della Nato. Per quanto riguarda la Joint Stars 2019, le prime informazioni utili risalgono al 5 febbraio, quando in un suo comunicato la Difesa informa che la prima parte dell’esericitazione, quella LIVE, si svolgerà sul campo in Sardegna. In un altro documento scopriamo l’entità delle forze coinvolte e i numeri sono impressionanti: più di 2 000 uomini, non solo dell’esercito italiano. Ci saranno infatti anche alcuni marines americani e personale dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dell’ENAV, l’ente che gestisce il traffico aereo civile in Italia.

DOVE E QUANDO

Cosa accadrà di preciso, in che giorni e in quali poligoni purtroppo non è dato saperlo in maniera ufficiale. I sardi infatti non sanno cosa accade in quelle migliaia di ettari che sono state sottratte alla loro vita quotidiana. Ciò che è certo è che la Joint Stars 2019 verrà svolta durante tutto il mese di maggio, per il luogo c’è solo l’imbarazzo della scelta: tutti i poligoni sardi sono attivi e pronti ad ospitare l’invasione militare per tutto il mese.

#aforas

Corona de Logu. Iniziative per Sa Die de sa Sardigna, Giornata del Popolo Sardo

 

Una mozione congiunta nei consigli comunali di Aglientu, Bauladu, Girasole, Macomer, Mamoiada, Mogoro, Olmedo, Pabillonis, Ruinas, Samugheo, Sant’Antioco, Santa Teresa di Gallura, Scano di Montiferro, Serramanna, Serrenti, Simala, Terralba, Tertenia, Ussaramanna e Villanovaforru, in occasione de Sa Die de sa Sardigna. La mozione è promossa dalla Corona de Logu, l’assemblea degli amministratori comunali indipendentisti della Sardegna.

Testo bilingue della mozione della Corona de Logu in occasione di Sa Die de sa Sardigna (in coda scaricabile il pdf)

  [IT]

Il 28 aprile celebriamo “Sa Die de sa Sardigna”, giornata del popolo sardo che ricorda la cacciata dei piemontesi dalla città di Cagliari e dal resto della Sardegna, avvenuta il 28 aprile 1794 e momento cruciale del ciclo di eventi passati alla storia come “triennio rivoluzionario sardo”.

La ricorrenza è festa istituzionale, introdotta dal Consiglio Regionale della Sardegna con Legge Regionale n. 44 del 14 settembre 1993. Ed è insieme festa popolare, a commemorazione del momento in cui i sardi tutti si unirono per il raggiungimento dell’obiettivo comune: conservare le antiche prerogative di autogoverno dell’isola. Sta dunque particolarmente a cuore della Corona de Logu, assemblea degli amministratori locali indipendentisti di Sardegna. 

La Corona infatti ravvisa come, pur in un quadro storico e politico profondamente cambiato rispetto a quello in cui maturò la cacciata dei piemontesi, il bisogno e il desiderio di affermare il potere di autogoverno dei sardi siano ancora particolarmente vivi. Questo potere fu solo in parte concesso dallo Stato italiano e acquisito dall’isola con lo “Statuto speciale per la Sardegna” del 26 febbraio 1948, ma sempre nuovi ostacoli si frappongono sia al pieno compimento dello stesso “Statuto” sia al passaggio a più forti e complete forme di autogoverno dei sardi. 

In tale occasione la Corona de Logu propone ai suoi membri di impegnare con una mozione i rispettivi Consigli Comunali a:

1) discutere nella prima seduta utile degli eventi storici del “triennio rivoluzionario sardo” e delle motivazioni per le quali, in accordo con la Legge Regionale n. 44 del 14 settembre 1993, ha oggi pieno senso celebrare “Sa Die de sa Sardigna”;

2) celebrare “Sa Die de sa Sardigna”, promuovendo “Sa Die in Tundu”, ovvero l’incontro dei cittadini che, tenendosi per mano e attraverso la formazione di un semplice cerchio, facciano memoria degli eventi rivoluzionari degli anni 1794-96.

La mozione è già stata presentata nei Consigli Comunali di Aglientu, Bauladu, Girasole, Macomer, Mamoiada, Mogoro, Olmedo, Pabillonis, Ruinas, Samugheo, Sant’Antioco, Santa Teresa di Gallura, Scano di Montiferro, Serramanna, Serrenti, Simala, Terralba, Tertenia, Ussaramanna e Villanovaforru. 

La Corona de Logu si augura che in futuro sempre più Comuni sardi s’impegnino nella partecipazione attiva a “Sa Die de Sa Sardigna” e nella diffusione della conoscenza degli eventi ad esso legati, contribuendo così alla crescita di una coscienza nazionale sarda diffusa nella popolazione e nelle istituzioni dell’isola.

[SRD]

Fainas pro Sa Die de sa SardignaDie de su Pòpulu Sardu 

Su 28 abrile festamos “Sa Die de sa Sardigna”, die de su pòpulu sardu chi ammentat sa dispedida de sos piemontesos dae sa tzitade de Casteddu e dae sa Sardigna, acontèssida su 28 abrile 1794, momentu de importu mannu pro s’istòria sarda connotu comente “triennio rivolutzionàriu sardu”.

Sa Die est festa istitutzionale, introduida dae su Cussìgiu Regionale cun Lege n. 44 de su 14 cabudanne 1993. Est fintzas festa populare, a commemoratzione de su momentu chi sos sardos totus si sunt unidos pro unu obietivu comunu: cunservare sas modas antigas de autoguvernu de s’ìsula. Duncas, sa Die est una festa de importu mannu pro sa Corona de Logu, assemblea de sos amministradores locales indipendentistas de Sardigna.

Sa Corona difatis reconnoschet comente, in dd’unu cuadru istòricu e polìticu cambiadu a fundu, su bisòngiu e su disìgiu de afirmare su podèriu de autoguvernu de sos sardos siat galu biu. Custu podèriu est istadu cuntzèdidu solu in parte dae s’Istadu italianu e at produidu su “Istatutu ispetziale pro sa Sardigna” de su 26 freàrgiu 1948. De onni manera, su prenu cumprimentu de s’Istatutu est atesu meda e su matessi Istatutu non cunsìderat una cumpleta idea de autoguvernu de sos sardos.  

Pro sa Die de sa Sardigna sa Corona de Logu proponet a sos amministradores suos de impinnare sos Cussìgios Comunales a:

1) dibàtere de sos eventos istòricos de su “triennio rivolutzionàriu sardu” e de sas motivatziones chi, in acòrdiu cun sa Lege n. 44 de su 14 cabudanne 1993, cunsideramus galu bias in sas dies de oe; 

2) festare “Sa Die de sa Sardigna” promovende “Sa Die in Tundu”: unu atòbiu de tzitadinos chi, tenende·si pro manu e pro mèdiu de sa formatzione de unu tundu, fatzant memòria de sos eventos rivolutzionàrios de sos annos 1794-96.

Sa motzione est giai istada presentada in sos Cussìgios Comunales de Biddanoa de Forru, Bauladu, Gelisuli, Iscanu, Lungoni, Macumere, Mamujada, Mòguru, Pabillonis, Ruinas, S’Ulumedu, Samugheo, Santu Antiogu, Santu Franciscu di l’Aglièntu, Serramanna, Serrenti, Simaba, Terraba, Tertenia e Soramanna.

Sa Corona de Logu s’augùrat chi in su benidore semper prus Comunus sardos s’impinnent in sa partetzipatzione ativa a “Sa Die de sa Sardigna” pro sa connoschèntzia de sos eventos de su “triennio rivolutzionàriu sardu”, contribuinde gai a sa crèschida de una cussèntzia natzionale sarda in sa populatzione e in sas istitutziones de s’ìsula.

________

pdf scaricabile: 

2019-04-28 – Sa Die de sa Sardigna – Bilingue

coronadelogu.eu

info@coronadelogu.eu 

facebook.com/coronadelogu 

instagram.com/coronadelogu 

+39 349 36 04 398

Sono indipendentista ma.. Michela Murgia e le elezioni europee

di Carlo Sanna

Nell’immagine la propaganda elettorale di sostegno alla candidatura della scrittrice Michela Murgia alle elezioni regionali del 2014 con una coalizione indipendentista e civica

La “questione Michela Murgia”, è una faccenda che riguarda e riguarderà sempre più i movimenti per l’autodeterminazione e fra questi i movimenti indipendentisti.
Le recenti elezioni in Sardegna ci hanno dato una preview di quanto il fenomeno autodeterminazione/sardità/indipendentismo sia destinato alla ribalta nei prossimi anni e credo si stia facendo grande confusione.
La bolla sarda di FB si divide fra chi è infastidito dalle dichiarazioni di voto della Murgia, fra chi ne difende il diritto all’elettorato attivo e fra chi è proprio infastidito dalla Murgia che ha evidentemente un’innata capacità di rendersi antipatica ai più.
Io per esempio trovo insopportabili le sue posizioni da suprematista bianca femminista…ma questa è un’altra questione.
Qual’è invece il punto che mi interessa?
La Murgià è indipendentista, o si dice indipendentista?
Ho una mia idea che è improntata sulla secolare dicotomia “fenomeno e noumeno”.
Da grande estimatore di Sartre e Fanon, non posso che riconoscere come risibile l’affermazione “Sono indipendentista ma…“, che riecheggia fastidiosamente il “Non sono razzista ma…” e quindi mi preme fare una distinzione doverosa che credo possa servire a dirimere la questione provando (inutilmente) a offendere nessuno.
La questione è in realtà molto più semplice di quanto si possa pensare :
Non tutti quelli che riconoscono il diritto all’autodeterminazione sono automaticamente indipendentisti.”
Provo a spiegarmi meglio.
Rispetto ai Catalani, per esempio, non posso dirmi “indipendentista catalano”, ne riconosco però il diritto ad autodeterminarsi, con tutto ciò che ne consegue rispetto ai prigionieri politici, alla questione linguistica e separatista in generale, in un concetto che posso riassumere:
– se i Catalani si organizzano democraticamente e vogliono votare, io sono dalla loro parte –
Questa sarebbe in sintesi una posizione generica, rispettosa del principio di autodeterminazione dei popoli.
Rispetto ai catalani mi reputo un Chicco Mentana qualsiasi, la questione catalana è sicuramente da inserire in una questione democratica di emancipazione Europea e di respiro mondiale e bla bla bla bla…
La questione cambia però se parliamo di indipendentismo sardo.
In questo caso mi sento direttamente coinvolto, ed il mero rispetto del principio di autodeterminazione mi va un po’ stretto e credo sia necessario fare dei distinguo che vivo sulla mia pelle ogni giorno.

Rispetto alla questione indipendentista sarda, mi sento diverso dai Sardi che, nonostante riconoscano il diritto dei loro conterranei ad autodeterminarsi, vivono serenamente in una Sardegna italiana.
Questi sono persone emancipate intellettualmente, rispettose dei diritti dei popoli, non escludono a priori la possibilità di votare anche indipendentista, accettano pacificamente la possibilità che la Sardegna si autodetermini….ma non sono indipendentiste, come me.

Mia madre è una di queste persone, al sentire “noi italiani” non ha nessun rigurgito, è tollerante rispetto alla subordinazione italiana della Sardegna e prende in considerazione l’idea di votare per partiti italiani, oltre che per quelli sardi.
Mia madre è sinceramente a favore dell’autodeterminazione dei popoli, catalani e sardi, ma di sicuro non è coinvolta nella lotta di liberazione della sua gente, nonostante sia sarda, come Michela Murgia del resto.

Per me è diverso, io sono per l’autodeterminazione dei popoli e inoltre sono un indipendentista sardo.
Mi sento un patriota, sono politicamente attivo, se mi definiscono italiano mi furrianta is butinus e la prendo sul personale, mostrare una carta d’identità italiana, sentire l’inno o vedere un tricolore sventolare è motivo di fastidio fisico e psicologico, provo a studiare temi cari alle questioni post coloniali (autorazzismo. Conformismo, distanza periferia centri di potere…) e ad utilizzare la mia lingua (cosa che faccio ancora malissimo) per riappropriarmi di qualcosa di cui mi sento defraudato dal processo di colonizzazione italiano; un militare o un politico italiano (ancor più se si spacciano per sardi) mi fanno star male, in quanto simbolo delle forze di occupazione italiane sul territorio sardo. Non voterò mai più per un partito italiano, per il semplice fatto che è impensabile, dal punto di vista indipendentista, rafforzare il gradimento di una forza politica italiana, non prenderei mai un riconoscimento della repubblica italiana; qualsiasi ambiente è, mio malgrado, un’opportunità per divulgare indipendentismo e ragioni della liberazione della Sardegna, partecipo come attivista e mi sveglio ogni giorno della mia misera vita col fastidio di essere burocraticamente italiano, praticare indipendentismo è un piacere ma soprattutto sento il dovere, verso la mia terra e la gente che la abita.
Fortunatamente per me e per la Sardegna siamo in tantissimi con questo “problema” e me la vivo discretamente bene.
Torniamo a noi, anzi a lei.
È quindi una questione di patenti indipendentiste?
Sì.
Michela Murgia si può definire come vuole ma non è un’indipendentista e non è riconosciuta tale da “quelli come me” perché non si comporta da indipendentista, magari un giorno lo diventerà ma per ora non lo è di certo.
Gli indipendentisti sono altro e si comportano in altro modo e sarebbe bene per tutti non fare troppa confusione, senza offendersi e fuori da ridicola presunzione.
Michela Murgia è come mia madre, un’italiana nata in Sardegna che riconosce il diritto dei popoli all’autodeterminazione, anche quello dei sardi (diversamente da molti italiani); non è però coinvolta nella lotta di liberazione della sua gente, per lei non è una questione prioritaria, non è un dovere e non sta combattendo per l’indipendenza della Sardegna e questo è evidente, la sua vita e soprattutto la visibilità data dalla sua professione, non sono mai strumento per la divulgazione delle ragioni indipendentiste, mai.
Michela Murgia vota italiano perché si sente italiana di sinistra e ne ha tutto il diritto, questo malgrado riconosca il diritto dei sardi ad autodeterminarsi…..e aggiungo: “ce ne fossero di più persone con questa sensibilità politica, anche se non indipendentisti”.
Gli indipendentisti non vogliono il pensiero unico, vogliono l’indipendenza e per questa basta la maggioranza.
Mia madre e Michela Murgia sono persone coscienziose ma non sono indipendentisti sardi, non lo sono per me, per la stragrande maggioranza della comunità indipendentista, per Fanon e nemmeno per Sartre.
Tutto qui.
Buone europee Miki

Siamo legali e felicemente sovversivi: pensieri sulla Corona de Logu

di Maurizio Onnis

Sabato sera, mentre firmavo lo statuto della Corona de Logu, ho pensato: “Ecco qua. Sto compiendo un atto politico eversivo”. Perché di ciò si tratta. Abbiamo siglato un documento che ci impegna tutti a lavorare per dare vita alla Repubblica di Sardegna. Ovvero, per la sostituzione dell’ordine statuale vigente con uno nuovo.

Non stiamo violando alcuna legge e nessuno dei doveri assegnatici dal Testo Unico sugli Enti Locali. Non stiamo spendendo soldi pubblici per ottenere il nostro scopo e non abbiamo spinto a deliberare in proposito i nostri consigli comunali. Legalmente siamo a posto.

Ma ciò che non è rilevante per la legge rimane rilevante per la politica. Almeno, quando si prende la politica sul serio. Altrimenti si arriva al paradosso: avere al governo della Regione un partito che si propone «di affermare la sovranità del popolo sardo sul proprio territorio e di condurre la Nazione Sarda all’indipendenza», senza che nessuno a Roma o altrove faccia una piega. Accade perché la parola “indipendenza” è stata svuotata di tutto il suo potenziale eversivo.

Se invece chi dice “indipendenza” pratica indipendenza, quel potenziale rimane. Giulia Lai, parlando sabato a nome degli avvocati incardinati nel Consiglio legale della Corona, ha detto che s’impegna a difendere qualsiasi amministratore venga ostacolato nel suo diritto a lottare per l’autodeterminazione dei sardi. Amministratori, cioè, che non facciano di quella parola, “indipendenza”, un suono vuoto.

Quanto valore e quanto futuro abbia la Corona de Logu lo verificheremo proprio su tale punto. Vedremo se è solo una sigla abborracciata e velleitaria o qualcosa di realmente nuovo ed efficace per l’emancipazione dei sardi. Tutto starà nella nostra intenzione di riportare la parola “indipendenza” al suo significato pieno. E comportarci politicamente di conseguenza.

Cittadinanza Sarda, Bilinguismo, Odonomastica: ecco l’agenda della Corona de Logu

La presentazione ufficiale della rete degli amministratori della Nazione Sarda “Corona de Logu” all’Open Campus Tiscali di Cagliari si apre con il saluto del Presidente dell’Associazione Municipi per l’Indipendenza e Sindaco del comune catalano di Port de la Selva, Josep Maria Cervera Pinart:

Buongiorno dalla Catalogna. Come presidente dell’Associazione dei Municipi per l’Indipendenza vi voglio inviare tutto il nostro appoggio all’iniziativa di voler creare sotto il nome storico di Corona de Logu questa entità per difendere e promuovere il diritto dei sardi all’autodeterminazione. Sapete che questa è una lotta condivisa nell’Europa del XXI secolo. Quindi vi auguriamo buon lavoro, buona fortuna e molti successi.

L’aria che si respira è quella delle grandi occasioni storiche ed in effetti un progetto così articolato di rete tra gli amministratori indipendentisti non era mai stato realizzato in Sardegna.

Il logo della Corona de Logu viene presentato dal grafico Frantziscu Pala, volto storico dell’indipendentismo di IRS, il quale ne spiega per filo e per segno tutti i dettagli. Maurizio Onnis, sindaco di Villanovaforru e vicepresidente della Corona De Logu, prende la parola per chiarire la linea che non lascia adito ad ambiguità: “noi siamo qui per l’indipendenza della Sardegna. Non dobbiamo avere paura di dire questa parola”.

Decine i comuni dell’isola rappresentati da sindaci, assessori o consiglieri comunali indipendentisti, di cui moltissimi presenti in sala.

Il programma invece viene presentato dal presidente Davide Corriga, sindaco di Bauladu. Ecco alcuni dei punti:

Odonomastica nazionale sarda
-Inserimento del concetto di nazione sarda negli Statuti Comunali
– attività di Sa die de sa Sardigna
– Promozione del bilinguismo

Fra i punti in agenda anche quello proposto da Caminera Noa, pienamente abbracciato dalla Corona De Logu, di istituire un registro di cittadinanza sarda per estendere i diritti di cittadinanza a chi già ne usufruisce, rinsaldare i legami con la Sardegna dell’emigrazione sarda e garantire alcuni fondamentali diritti ai nuovi sardi che però, a causa delle restrittive leggi italiane, non godono oggi di alcun diritto (leggi proposta completa).

Davide corriga presenta il punto F, quello sulla Cittadinanza Sarda, elaborato dal soggetto-progetto politico Caminera Noa

Appuntamenti (pro Sardigna) da non perdere

Immagine rappresentativa tratta da Cronache nuoresi

In questi giorni ci saranno una serie di appuntamenti importanti per il movimento di liberazione nazionale sardo:

Oggi a Bauladu ci sarà la presentazione della neonata associazione Libertade; associazione nata grazie ad alcuni militanti e avvocati in difesa degli attivisti sardi perseguitati dallo stato italiano per motivi politici ☛ Assòciati a Libertade!

Domani sempre a Bauladu ci sarà la plenaria di Caminera Noa, progetto politico attivo da quasi due anni che ha l’obiettivo di rinsaldare i conflitti sociali presenti in Sardegna ☛ Assemblea Plenaria-Fraigamus Paris S’organizatzione de sas lutas

Domani a Torino ci sarà la seconda assemblea degli emigrati sardi in Italia; assemblea autoconvocatasi che vuole ridiscutere con un nuovo sguardo l’organizzazione dell’emigrazione sarda in Italia e porre al centro il “diritto al ritorno” nella nostra isola ☛ Assemblea delle emigrate e degli emigrati Sardi in Italia Torino

A Oristano il 5 Aprile ricominciano i corsi di lingua sarda, questa volta di II livello; un corso autorganizzato dal movimento linguistico oristanese Bilinguismu in Aristanis ☛ Cursu de Sardu – II livellu

Il 6 Aprile a Cagliari ci sarà la presentazione de sa Corona de Logu, l’Assemblea Natzionale degli amministratori indipendentisti sardi ☛ Corona de Logu – Presentada

Candu si pesat su ‘entu est pretzisu bentulare!

Tutto quello che c’è da sapere per l’assemblea plenaria di Caminera Noa

Domenica 31 marzo (dopodomani) si svolgerà l’assemblea plenaria di Caminera Noa. Il soggetto progetto politico sardo ha riassunto in un breve testo una serie di FAQ  (Frequently Asked Questions) per facilitare la discussione e la gestione democratica ed orizzontale dei lavori.

Riceviamo e volentieri riproduciamo il documento

Quando e dove?

Il 31 marzo nei locali della biblioteca di Bauladu in piazza Emilio Lussu a partire dalle 10 si svolgerà l’assemblea plenaria di Caminera Noa.

Che cos’è e come funziona il progetto Caminera Noa?

Si tratta di un insieme di realtà e di singole persone che da circa due anni stanno praticando un percorso condiviso basato su cinque punti fondamentali:

– Autodeterminazione della nazione sarda
– Antifascismo, antirazzismo
– Necessità di superare il sistema economico e sociale neoliberista
– Sostenibilità ambientale
– Necessità di un modello di democrazia inclusiva e partecipata

Che avete fatto?

Le nostre principali battaglie sono state finora:

– Organizzazione di scioperi per l’introduzione della lingua sarda a scuola (con i sindacati Cobas e USB)
– Battaglia per la sanità pubblica e organizzazione di due manifestazioni davanti al Mater Olbia per chiedere la cessazione del finanziamento pubblico alla sanità privata e una manifestazione popolare a La Maddalena in difesa dell’ospedale paolo Merlo
– Apertura dello sportello telefonico e social e di sportelli fisici (Sassari, Oristano, Terralba, Cagliari, Olbia) “Telefonu Ruju” di sostegno ai lavoratori precari, stagionali, mal pagati, ai finti tirocinanti e questionario lanciato in occasione dello sciopero femminista dell’8 marzo sul lavoro femminile in Sardegna
– Laboratori linguistici tematici per utilizzare e diffondere la lingua sarda
– Proposta di moratoria energetica per un modello energetico utile ai sardi e non agli speculatori

Che si fa a Bauladu?

Il programma è il seguente:

ore 10.30 – 13 ❙ Discussione su fase politica in Sardegna
ore 13 – 15 ❙ Pausa pranzo
ore 15 – 19 ❙ Nuovi strumenti per: democrazia, partecipazione, pratica; amministrative in Sardegna

Perché?

Siamo nel secondo anno di attività di Caminera Noa e con le tante iniziative e battaglie cui abbiamo dato vita, abbiamo dimostrato che è possibile (ri)connetterci tra di noi – tra le varie anime anticapitaliste, anticolonialiste, antirazziste, ecologiste, presenti in Sardegna – e l’unico modo per farlo è partire dalle lotte reali, mettendole in piedi o stando dentro ai conflitti già esistenti, sporcandoci le mani, con rispetto reciproco.
Possiamo immaginare una fase avanzata? Una fase che permetta una migliore saldatura di tutti i conflitti presenti in Sardegna per cercare insieme soluzioni condivise di lungo termine?

Il 31 marzo discuteremo di questo.

Chi può partecipare, intervenire, decidere?

Chiunque può partecipare, intervenire, avanzare proposte e votare.
Caminera Noa rispetta la parità di genere in tutti i suoi organismi (coordinamento, portavoce, tavoli di presidenza) e collabora con tutte quelle realtà che condividono i punti fondamentali.

Sa Corona De Logu s’at a presentare su 6 de abrile in Casteddu

Sa Corona de Logu, assemblea natzionale de sos amministradores indipendentistas, s’at a presentare sàbadu su 6 de abrile, a sas 5 de merie, in s’Auditòrium de Open Campus Tiscali, in localidade Sa Illetta, in Casteddu.

S’atòbiu, abertu a totus, tenet s’obietivu de ammustrare a su mundu polìticu e a sa sotziedade s’àndala chi at batidu a sa nàschida de sa Corona de Logu, s’organizatzione e sos obietivos suos. Importu at a bènnere dadu a su sìmbulu istitutzionale de s’assemblea e a su programma de atzione polìtica pro su 2019. Programma giai inghitzau cun sas initziativas pro su bilinguismu ordingiadas su 21 de freàrgiu, in ocasione de sa die internatzionale de sa limba mama.

Coro de s’atòbiu at a èssere sa firma de sa Carta Istitutiva de sa Corona de Logu, a incuru de sas deghinas de amministradores locales indipendentistas chi, acudinde dae totu su territòriu natzionale de sa Sardigna, ant dadu animu a s’assemblea. Su fine issoro est, pro mèdiu de sa testimonia personale e su bonu traballu in sas comunidades, ammaniare s’andala a sa nàschida de sa Repùblica de Sardigna.

Su 6 de abrile ant a èssere lèzidos is messàgios lòmpidos dae sos movimentos de sas diferentes natziones sena Istadu de Europa. Unu saludu at a èssere infines batidu dae sos partidos indipendentistas sardos.

Sa Corona de Logu s’augurat una partetzipatzione manna a s’atòbiu e chi, in su benidore, semper prus amministradores locales s’aunant a s’àndala cara a s’emantzipatzione de sos sardos.