I sardi non sono ospitali con chi li sfrutta

Agostino Peru interviene durante la manifestazione “A Foras Fest” il 2 giugno 2017 – foto di Giovanni Salis
di Agostino Peru (FIU)

Sardegna, un’isola al centro del Mediterraneo per i più, una regione dell’Italia come ci hanno insegnato a scuola, un’isola del piacere e parco giochi per tanti turisti, spiagge bellissime, paesaggi mozzafiato, alberghi villaggi e residence extralusso, popolata da persone ospitali e gentili poco civilizzate che farebbero di tutto per lasciare un bel ricordo nella memoria del vacanziere di turno, ma dietro questa serie di luoghi comuni c’è molto di più.
Un’isola lacerata, in ottica militare facile da controllare, porto e discarica della Nato e di qualsiasi cosa rappresenti un peso per l’italia, che nel tempo ha ospitato: scorie, rifiuti di vario tipo, ha subito un’industrializzazione intensiva e una deforestazione selvaggia, e come ciliegina sulla torta la trasformazione da parte dell’alleato atlantico in un mega complesso militare che comprende il 67% delle installazioni militari dello stato italiano che dalla Gallura fino ad arrivare alla punta più a sud della nostra terra colleziona una miriade di installazioni militari di qualunque tipo: porto per sommergibili atomici, depositi, poligoni di tiro, aeroporti militari, basi per sperimentazione di razzi e infine il fiore all’occhiello dell’occupazione NATO il poligono sperimentale più grande d’europa situato nel salto di Quirra.


Industrializzazione, disoccupazione, sfruttamento del suolo del mare e dell’aria, discarica, occupazione militare Nato ed esercito italiano, repressione.


Tutto ciò come può continuare a farvi vedere la Sardegna come una regione dello stato italiano? Il risultato di questa operazione non lascia dubbi, siamo palesemente gli abitanti di una colonia.
Isola del piacere, abitanti pochi e ospitali, ci hanno drogato di luoghi comuni per convincerci che eravamo in torto e lasciarli agire indisturbati.
Non si aspettavano dopo tutta la repressione che ha subito la nostra terra che un giorno avrebbero trovato noi, hanno fatto terra bruciata ma si son dimenticati che il fuoco sotto la cenere continua ad ardere e alla fine esplode, e no, non siamo ospitali con chi devasta e sfrutta i nostri territori e la nostra gente, non rispettiamo, non elogiamo e non predichiamo la pace con chi fa la guerra nella nostra terra e no, non abbiamo mai sopportato i dominatori, chi tenta di passare sulla testa del nostro popolo.

Questo non è il giorno in cui festeggiamo la festa della vostra maledetta repubblica, il 2 Giugno è il giorno in cui ci avete condannato, stavolta ricordatevi di questo 2 giugno come il giorno in cui vi abbiamo dichiarato guerra.

Anticolonialismu

A Foras Fest: 2 giugno di lotta

Stamattina la conferenza stampa a Cagliari, in cui gli attivisti hanno presentato il significato politico e il programma della giornata del 2 giugno.

Ecco i passi salienti del comunicato presentato stamane:

A Foras è un’assemblea nata il 2 giugno del 2016 a Bauladu, composta da comitati, collettivi, associazioni, realtà politiche e individui che si oppongono all’occupazione militare della Sardegna.
È una realtà antifascista, anticolonialista, antirazzista, antiomofoba e antisessista. A Foras è un’assemblea orizzontale, aperta e inclusiva che lotta per il blocco delle esercitazioni, la completa dismissione dei poligoni sardi, il risarcimento delle popolazioni da parte di chi ha inquinato e la bonifica dei territori compromessi. Tutti questi obiettivi si possono raggiungere solo attraverso la creazione di un movimento unitario, popolare e di massa, radicato in tutta la Sardegna, e con la solidarietà attiva di tutti gli altri movimenti e comitati locali di lotta, sardi e non, che si battono per l’autodeterminazione dei popoli.

Nell’arco del suo primo anno, l’Assemblea di A Foras ha promosso diverse iniziative, dalle manifestazioni presso i poligoni di Capo Frasca (23 novembre 2016) e Quirra (28 aprile scorso), alle presentazioni del dossier sul Poligono di Quirra, fino alle assemblee informative nelle piazze, nei paesi, nelle città, nelle università e soprattutto nelle scuole.
Per portare avanti questi diversi percorsi, A Foras si è strutturata in sei gruppi di lavoro, nati durante il primo A Foras Camp, svoltosi a Lanusei nel settembre 2016. Oltre al gruppo di lavoro sulla comunicazione, è stato creato un gruppo che studia gli effetti delle basi sull’economia dei diversi
territori, un altro dedicato alla storia del movimento sardo contro l’occupazione militare e al contesto geopolitico internazionale. Altri due gruppi portano avanti il lavoro rispettivamente nelle scuole e nelle università. Infine è attivo un gruppo tematico sulla RWM Italia, la fabbrica di bombe di Domusnovas.

L’ultima manifestazione promossa da A Foras per il 28 aprile, Sa Die de sa Sardigna contra a s’ocupatzione militare, che prevedeva un corteo nei pressi del Poligono di Quirra, è stata ostacolata con qualsiasi mezzo possibile dalla Questura di Cagliari (forte anche del recente Decreto Minniti), con minacce, intimidazioni e infine col divieto di manifestare e il blocco di tutti i presenti entro due cordoni di celerini.
È necessario rispondere con la solidarietà a questo e a tutti gli attacchi repressivi che negli ultimi anni ha subito il movimento contro l’occupazione militare della Sardegna, rilanciando e sostenendo tutte le iniziative utili al raggiungimento degli obiettivi.
In questo momento è più che mai necessaria una risposta unitaria e popolare, che rilanci il tema cruciale della dismissione delle basi militari con una grande mobilitazione di massa. Per questo A Foras si rivolge a tutte e tutti i sardi, oltre che ai solidali al di fuori della nostra isola, a singoli e organizzazioni, movimenti, comitati e associazioni che condividono l’obiettivo della liberazione della Sardegna dall’occupazione militare e in generale dalla filiera bellica.

Venerdì 2 giugno, a un anno esatto dalla nascita di A Foras, si vuole capovolgere la festa della repubblica italiana e farne una giornata nella quale il popolo sardo lancia un grido contro quello stesso Stato che ha imposto unilateralmente il 66% di servitù militari dell’intero territorio italiano sulla Sardegna. Un grido contro lo Stato italiano, la NATO, gli altri eserciti stranieri e le multinazionali che operano ogni giorno nella nostra terra per trarre profitto dall’industria bellica.
La giornata del 2 giugno si svolgerà all’indomani dell’ennesima mega esercitazione imposta dall’alto e che questa volta riguarda le acque del sud Sardegna: “Mare aperto 2017”. Il pericolosissimo precedente creato da questa esercitazione sta nell’appropriarsi di ulteriori specchi d’acqua, non soggetti a servitù durante l’anno. Non solo ogni anno la Sardegna subisce lo scippo di oltre 35 mila ettari di terra di proprietà del demanio militare, ma con l’operazione “Mare aperto”, nell’assoluto silenzio del governo regionale, si è verificata un’ulteriore usurpazione della nostra isola, che è a disposizione per i giochi di guerra di eserciti di tutto il mondo.

Programma della manifestazione

Per questa giornata simbolica, A Foras sceglie Cagliari, dove intende tenere annualmente questo appuntamento come giornata di tutti coloro che si riconoscono in questi obiettivi. Sarà una giornata di informazione e di festa, articolata in due momenti fondamentali, il corteo e il concerto. Nella mattina il corteo sfilerà colorato da centinaia di bandiere sarde per le principali strade di Cagliari: partenza da Marina Piccola alle 10.30 e movimento sul lungomare, viale Diaz, viale Colombo, via Roma e piazza Matteotti.
Nel pomeriggio, a partire dalle 15:00, l’appuntamento è al Colle di S. Michele per un grande concerto di autofinanziamento, dove si alterneranno oltre 10 gruppi musicali, con l’intervento di diversi altri artisti che sostengono A Foras e che hanno condiviso l’appello. Anche attraverso la musica si vuole rappresentare la varietà e molteplicità delle componenti di A Foras: saranno presenti diversi generi musicali (progressive, jazz, rap, hip hop, folk e canzone d’autore) e diverse generazioni di artisti, non solo sardi. Tra i nomi che si alterneranno sul palco: Patrizio Fariselli, Enzo Favata, i Menhir, Futta, Claudia Crabuzza, Nicola di Banari, il coro Tenore Luisu Ozzanu, Slim Fit, Dr. Drer & Crc Posse.
Durante il concerto saranno proiettati diversi contributi video e si ascolteranno testimonianze e contributi dai diversi territori e realtà che costituiscono A Foras.
Sarà inoltre allestita una mostra dell’artigianato e delle autoproduzioni locali, che rappresentano un piccolo esempio di economie etiche e sostenibili.

Diversi sono stati gli interventi alla conferenza di stamane da parte delle componenti politiche indipendentiste e del movimento antagonista che costituiscono A Foras.

Enrico Puddu: “Il 2 giugno Aforas chiama una giornata intera di lotta e festa contro l occupazione militare. La giornata sarà divisa in due momenti: un corteo la mattina con partenza da Marina Piccola alle 10.30 che si muoverà per il lungomare, viale Diaz, viale Colombo, via Roma e piazza Matteotti. Mentre il pomeriggio il tutto si sposterà al Colle San Michele con apertura alle 15 con un concertone con oltre 10 gruppi, interventi culturali e politici, video e tanta musica. La giornata vuole essere di festa, di massa e popolare per tutte e tutti i sardi che s’impegnano quotidianamente contro un problema che non può più essere rimandato.”
Bustianu Cumpostu: “Con questa manifestazione del 2 giugno si rendono evidenti delle novità, primo il collegamento generazionale tra chi si è sempre impegnato storicamente nella lotta contro l’occupazione militare e di giovani che si sono organizzati in questi ultimi anni, la seconda è il salto di qualità evidente nella lotta che non è solo una lotta contro le basi militari che recano un danno alla salute, ambiente e economia ma in quanto sono evidenza di un occupazione militare del territorio nazionale dei sardi, ormai intollerabile e non più compatibile con il popolo sardo”.
Luigi Piga interviene: “Rilanciamo con forza la lotta con il 2 giugno per rendere la nostra attività politica quanto più popolare possibile, condizione imprescindibile per la trasformazione sociale della nazione sarda. La data del 2 giugno vuole essere simbolica per tutte le componenti di Aforas poichè la festa della Repubblica si è trasformata in una festa sciovinista delle forze armate e per la componente indipendentista l’occupazione militare rappresenta uno dei tanti modi di sfruttare la nostra terra”.