Oristano: attenti ai finti indipendentisti!

di Davide Pinna (Furia Rossa)

Le elezioni comunali di Oristano purtroppo non vedono la partecipazione di alcuno schieramento indipendentista, e ci sarebbe qui da aprire tutto un discorso sulla necessità di unirsi e di passare dalle amministrazioni comunali per costruire spazi di governo indipendentista e iniziare a mostrare che l’indipendentismo può governare e può farlo meglio dei partiti italiani. Tuttavia una formazione che si definisce indipendentista concorre: in queste poche righe punto a dimostrare non solo come tale formazione non sia indipendentista, ma sia addirittura in continuità con le logiche di governo coloniale che hanno affossato piccole città come Oristano negli ultimi sessant’anni; parlo del Partito dei Sardi.

Se volessimo provare a tratteggiare la cronistoria della presenza PdS a Oristano, incontreremmo molte difficoltà. In effetti questa formazione non ha mai partecipato alla vita politica della città di Eleonora, non ha mai preso parola sulle questioni che in questi anni hanno animato il dibattito pubblico locale, come il futuro dell’aeroporto di Fenosu, l’uscita da Abbanoa, il progetto del golf nella pineta di Torregrande o la centrale termodinamica di San Quirico. Per verificare questa affermazione basta fare una ricerca nell’archivio della testata online Linkoristano, abbastanza costante nella pubblicazione di interventi e comunicati politici: la stringa di ricerca “Partito dei Sardi” non produce alcun risultato degno di nota.

Tuttavia, il PdS, pur non avendo preso parte alla vita pubblica di Oristano, è presente da molto in città e più precisamente è presente negli uffici di Via Carducci, quelli dove ha sede la Asl n. 5. Che la nomina dei dirigenti delle Asl avvenga per quote e lottizzazioni non è fatto nuovo, né ha una rilevanza giuridica, dato che lo spoil system non costituisce reato; certamente si potrebbe discutere sull’opportunità morale di questo sistema, ma meglio rinviare ad altra sede la discussione. Se ci si attiene ai fatti, gli ultimi due direttori generali della ASL n. 5 sono Mariano Meloni e Maria Giovanna Porcu, entrambi di Macomer, proprio come Paolo Maninchedda. Macomer è una città di 10 mila abitanti (distretto della Asl di Nuoro) e non necessariamente i suoi abitanti si conoscono tutti, però basta una rapida ricerca sul web per capire che Maninchedda, Meloni e Porcu si conoscono e che le nomine di primo piano della Asl oristanese sono in quota proprio all’assessore ai Lavori Pubblici. Le polemiche fra l’altro non sono mancate, come quando la minoranza del consiglio comunale di Macomer (il sindaco Antonio Succo è del Partito dei Sardi) denunciò pubblicamente il fatto che su 100 lavoratori interinali impiegati nella Asl di Oristano, 30 erano di Macomer, chiedendo all’assessorato alla Sanità, ai manager delle Asl e agli esponenti del PdS di chiarire in base a quali criteri di priorità e professionalità venissero fatte le assunzioni (https://www.bentos.it/la-asl-di-oristano-il-partito-dei-sardi-gli-ex-tessili-e-i-veleni-della-politica-macomerese/). Ribadisco che non ci sono aspetti giuridici che voglio mettere in evidenza, la questione è puramente politica: il Partito dei Sardi è entrato a Oristano non dalla porta principale, ma dalla finestra sul retro. Ha costruito il proprio consenso sulla base di vecchie logiche, che guarda caso sono proprio le stesse che hanno affossato piccole città come Oristano dal dopoguerra. Per chi vorrebbe presentarsi con il biglietto da visita dell’indipendentismo moderno e del partito dell’amore, non sono cose di poco conto.

Ma poi questo indipendentismo esiste? Il PdS si presenta in coalizione con l’UDC e con la lista civica del consigliere comunale Salvatore Ledda. Non risulta ad oggi che i vertici locali dell’UDC o Ledda abbiano mai professato il loro indipendentismo; non può neanche valere il discorso del non-dipendentismo perché l’UDC è un partito italiano e il discorso credo si possa interrompere qui senza bisogno di altre argomentazioni. Questa non è peraltro l’unica incompatibilità fra Maninchedda e i suoi alleati: Ledda e Giuliano Uras (il candidato sindaco UDC della scorsa tornata elettorale) sono stati tra i principali fautori del referendum consultivo per l’uscita da Abbanoa che si è svolto a Oristano qualche mese fa. Questo referendum era poco più che una recita propagandistica, ma tuttavia come possono Ledda e Uras dopo tante parole contro il gestore unico dell’acqua accordarsi con l’assessore che ha la delega per Abbanoa e che tante volte la ha difesa?

Fino a poche settimane fa il PdS era in trattativa con il centrosinistra., ma la fine la scelta è ricaduta sulla coalizione di centro che evidentemente offriva condizioni politiche migliori e che mette insieme due candidati sindaco della scorsa tornata elettorale i cui voti, sommati, rappresentano il 46% delle preferenze. Se indipendentismo significa occupare i posti di potere, scendendo a compromessi con qualsiasi forza politica a seconda delle esigenze e della geografia elettorale, allora il PdS è indipendentista, ma credo che la parola del vocabolario più adatta a definire questi comportamenti sia opportunismo.

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