Luana Farina: «Attenzione agli ambientalisti colonialisti!»

di Luana Farina (portavoce di Caminera Noa)

Spesso abbiamo condiviso coi movimenti ambientalisti sardi tante battaglie a difesa e a tutela del paesaggio e della stessa terra di Sardegna. Abbiamo collaborato inoltre con gli ambientalisti per le battaglie contro le speculazioni energetiche e contro i siti inquinanti e per le bonifiche delle aree interessate dall’attività passata o presente di siti industriali altamente inquinanti. Questo è accaduto anche con il Gruppo di Intervento Giuridico che ha fatto tante battaglie giuste e condivisibili in difesa della Sardegna da mere opere di speculazione.
Ma ambientalismo non sempre è sinonimo di libertà e autodeterminazione, come nel caso del recente comunicato Niente “pieni poteri” sul paesaggio e il territorio della Sardegna!
Pur capendo l’allarme lanciato per mettere all’erta dalle intenzioni di speculazioni edilizia che la destra sarda ha sempre sbandierato come un cavallo di battaglia spacciandola per sviluppo, riteniamo avventata e assolutamente non condivisibile la seguente dichiarazione:
“Hanno anche detto chiaramente che intendono acquisire la competenza piena in materia di tutela del paesaggio e regionalizzare le Soprintendenze per archeologia, belle arti e paesaggio sarde mediante una norma di attuazione dello statuto speciale per la Sardegna che innovi l’art. 57 del D.P.R. n. 348/1979, che assegna – al pari delle altre regioni (con esclusione della Sicilia) – la delega (non il trasferimento) delle competenze in tema di tutela del paesaggio.
Vogliono – evidentemente sulla scorta del nume tutelare leghista Salvini e delle proposte di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna sulla c.d. autonomia differenziata – i pieni poteri sul paesaggio e il territorio sardo.
Ma anche no.”
Caminera Noa, al contrario, sostiene la battaglia per le competenze proprio in materia dei beni archeologici e delle belle arti. Infatti ad oggi il patrimonio archeologico e artistico sardo – è completamente lasciato in abbandono e la responsabilità è soprattutto delle Soprintendenze dello stato centralista italiano che evidentemente considera il nostro patrimonio culturale alla stregua di una montagna di mondezza.
Solo per fare alcuni esempi in Sardegna circa otto mila torri nuragiche sono abbandonate a se stesse e non solo alla furia predatrice dei tombaroli, ma anche alla distruzione dei nuraghi situati nelle zone militarizzate, dovesi svolgono le esercitazioni. Non è un caso che centinaia di reperti archeologici sardi siano venduti sui diversi siti di acquisto online senza che nessuno faccia nulla.
Un caso parimenti eclatante è l’insieme della statuaria di Mont’e Prama che detiene un primato davvero rilevante essendo le statue più antiche del mar Mediterraneo occidentale. Questo sito versa in stato di completo abbandono.

Caminera Noa si rivolge agli amici del Gruppo d’Intervento Giuridico perché proseguano la loro preziosa attività di studio e denuncia contraria alla speculazione edilizia, ma abbandonino il fanatismo centralista e avverso ad ogni pratica di autodeterminazione del Popolo Sardo, perché questo centralismo è antistorico, inopportuno e soprattutto complice dei crimini compiuti dallo Stato italiano verso i beni materiali e immateriali della civiltà dei sardi.
Caminera Noa allo stesso tempo chiede alla Regione Sardegna di esercitare pienamente i sui poteri autonomistici, cosa che appunto non ha mai fatto e continua a non fare. La RAS infatti, pur avendo competenza primaria in materia di Beni Paesaggistici e Beni Culturali, compresa la Lingua Sarda, per la quale dal 2018 non è stata però rifinanziata la L.R. 7 agosto 2009 n. 3, art. 9, comma 10, lett. b), Sperimentazione, nelle scuole di ogni ordine e grado, dell’insegnamento e dell’utilizzo veicolare della lingua sarda in orario curricolare, non ha saputo o voluto esercitare a pieno questa sua competenza!

 

Mama Sardigna: Artistas pro sa terra

MAMA SARDIGNA – Artistas pro sa terra nasce dal desiderio di tutte le associazioni ambientaliste dell’isola di creare una occasione di incontro, confronto e festa, capace di portare all’attenzione di tutti i cittadini i temi della salvaguardia della nostra terra, resa vulnerabile da progetti spesso distanti dalla natura del territorio e dalla cultura dei sardi.
Al progetto, ideato coordinato dalla Associazione Sardos, hanno aderito le seguenti associazioni ambientaliste: ISDE – Medici per l’Ambiente Sardegna, WWF, Italia Nostra, Gruppo d’Intervento Giuridico, Consulta Ambiente e Territorio della Sardegna, Consulta ATE (Ambiente Territorio ed Energia), Comitato per la Riconversione della RWM di Domusnovas, Non Solo Ippocrate, FederParchi, MedSea.

L’evento si svolgerà all’Arena grandi eventi di Cagliari il 15 settembre e vedrà la partecipazione di diversi artisti sardi e si svilupperà dal tardo pomeriggio per dare alle associazioni la possibilità di affrontare sul palco alcuni dei temi più attuali in relazione alla tutela dell’ambiente. Inoltre, all’interno dell’arena saranno allestiti punti informativi dedicati.

Scopo del concerto, oltre alla attività di comunicazione, sarà una raccolta fondi finalizzata al rimboschimento di alcune aree simboliche della Sardegna, uno nella periferia urbana di Cagliari, dove sarà realizzato un vero e proprio intervento di recupero di un’area degradata e altri nei paesi in via di spopolamento, dove saranno recuperate zone abbandonate o distrutte dagli incendi.