Tutto quello che c’è da sapere per l’assemblea plenaria di Caminera Noa

Domenica 31 marzo (dopodomani) si svolgerà l’assemblea plenaria di Caminera Noa. Il soggetto progetto politico sardo ha riassunto in un breve testo una serie di FAQ  (Frequently Asked Questions) per facilitare la discussione e la gestione democratica ed orizzontale dei lavori.

Riceviamo e volentieri riproduciamo il documento

Quando e dove?

Il 31 marzo nei locali della biblioteca di Bauladu in piazza Emilio Lussu a partire dalle 10 si svolgerà l’assemblea plenaria di Caminera Noa.

Che cos’è e come funziona il progetto Caminera Noa?

Si tratta di un insieme di realtà e di singole persone che da circa due anni stanno praticando un percorso condiviso basato su cinque punti fondamentali:

– Autodeterminazione della nazione sarda
– Antifascismo, antirazzismo
– Necessità di superare il sistema economico e sociale neoliberista
– Sostenibilità ambientale
– Necessità di un modello di democrazia inclusiva e partecipata

Che avete fatto?

Le nostre principali battaglie sono state finora:

– Organizzazione di scioperi per l’introduzione della lingua sarda a scuola (con i sindacati Cobas e USB)
– Battaglia per la sanità pubblica e organizzazione di due manifestazioni davanti al Mater Olbia per chiedere la cessazione del finanziamento pubblico alla sanità privata e una manifestazione popolare a La Maddalena in difesa dell’ospedale paolo Merlo
– Apertura dello sportello telefonico e social e di sportelli fisici (Sassari, Oristano, Terralba, Cagliari, Olbia) “Telefonu Ruju” di sostegno ai lavoratori precari, stagionali, mal pagati, ai finti tirocinanti e questionario lanciato in occasione dello sciopero femminista dell’8 marzo sul lavoro femminile in Sardegna
– Laboratori linguistici tematici per utilizzare e diffondere la lingua sarda
– Proposta di moratoria energetica per un modello energetico utile ai sardi e non agli speculatori

Che si fa a Bauladu?

Il programma è il seguente:

ore 10.30 – 13 ❙ Discussione su fase politica in Sardegna
ore 13 – 15 ❙ Pausa pranzo
ore 15 – 19 ❙ Nuovi strumenti per: democrazia, partecipazione, pratica; amministrative in Sardegna

Perché?

Siamo nel secondo anno di attività di Caminera Noa e con le tante iniziative e battaglie cui abbiamo dato vita, abbiamo dimostrato che è possibile (ri)connetterci tra di noi – tra le varie anime anticapitaliste, anticolonialiste, antirazziste, ecologiste, presenti in Sardegna – e l’unico modo per farlo è partire dalle lotte reali, mettendole in piedi o stando dentro ai conflitti già esistenti, sporcandoci le mani, con rispetto reciproco.
Possiamo immaginare una fase avanzata? Una fase che permetta una migliore saldatura di tutti i conflitti presenti in Sardegna per cercare insieme soluzioni condivise di lungo termine?

Il 31 marzo discuteremo di questo.

Chi può partecipare, intervenire, decidere?

Chiunque può partecipare, intervenire, avanzare proposte e votare.
Caminera Noa rispetta la parità di genere in tutti i suoi organismi (coordinamento, portavoce, tavoli di presidenza) e collabora con tutte quelle realtà che condividono i punti fondamentali.

«Per unire le lotte organizziamoci». Caminera Noa si riunisce a Bauladu

Nelle immagini alcuni particolari delle mobilitazioni di Caminera Noa
Dopo aver lanciato le battaglie contro il finanziamento pubblico alla sanità privata con le due manifestazioni davanti al Mater Olbia, la campagna per cambiare le regole dei tirocini, la campagna di mutualismo Telèfonu Ruju e l’inchiesta sul lavoro femminile in Sardegna con la diffusione del questionario lanciato in occasione dello sciopero femminista globale dell’8 marzo (vai alla compilazione), la proposta sulla cittadinanza onoraria sarda per iniziare a costruire una nuova e più inclusiva concezione di cittadinanza, il soggetto-progetto politico Caminera Noa si riunisce per fare il punto delle lotte in corso, per avviarne delle nuove e per parlare di come organizzarsi per essere più incisivi ed efficaci.
Ecco il testo inviato alla mailing list a tutti gli attivisti :
Siamo nel secondo anno di attività di Caminera Noa e con le tante iniziative e battaglie cui abbiamo dato vita, abbiamo dimostrato che è possibile (ri)connetterci tra di noi – tra le varie anime anticapitaliste, anticolonialiste, antirazziste, ecologiste, presenti in Sardegna – e l’unico modo per farlo è partire dalle lotte reali, mettendole in piedi o stando dentro ai conflitti già esistenti, sporcandoci le mani, con rispetto reciproco. 
Possiamo immaginare una fase avanzata? Una fase che permetta una migliore saldatura di tutti i conflitti presenti in Sardegna?  
Caminera Noa non è una organizzazione nel senso classico del termine, perché chiunque può partecipare alle sue assemblee plenarie, intervenire, avanzare proposte e votare.
Quindi la metodologia utilizzata è quella della democrazia diretta senza mediazioni, poi tutte le decisioni prese in assemblea plenaria vengono demandate ad un coordinamento organizzativo e ai due portavoce (un uomo e una donna, in Caminera Noa vige la parità di genere) che rappresentano, insieme ai responsabili dei tavoli di lavoro, le lotte e i progetti di Caminera Noa.
La scommessa di questo esperimento politico consiste nell’idea di unire tutte quelle persone che si riconoscono in alcuni principi fondamentali (Autodeterminazione della nazione sarda, antifascismo, antirazzismo, necessità di superare il sistema economico neoliberista, sostenibilità ambientale) utilizzando gli strumenti della partecipazione democratica evitando leaderismi e burocratismi che da sempre affliggono il mondo delle lotte sociali e delle istanze indipendentiste. 
Ecco il programma della giornata

ore 10.30 – 13 ❙ Discussione su fase politica in Sardegna
ore 13 – 15 ❙ Pausa pranzo
ore 15 – 19 ❙ Nuovi strumenti per: democrazia, partecipazione, pratica

Il pranzo sarà un buffet autogestito e tutte le stoviglie utilizzate saranno in materiale riciclabile.

#camineranoa #31M #Bauladu

Qui l’evento fb  

Di seguito la locandina dell’evento.
L’appuntamento è fissato per domenica 31 marzo alle ore 10:00 nella biblioteca comunale di Bauladu in piazza Emilio Lussu

Camiera Noa: «Galu un’annu de lutas»

Articolo pubblicato sul blog Zinzula

Galu un’annu de lutas” è la prima Assemblea Plenaria del 2019 per il soggetto-progetto Caminera Noa: lavori assembleari in programma per sabato 5 Gennaio, ospitati dalla Casa del Popolo di Bosa (Via Cugia 14) a partire dalle 10:30. Nel corso della giornata si discuterà riguardo le lotte portate avanti su più fronti da Caminera Noa nel corso di un intenso 2018: dalla Sanità pubblica – che ha visto CN prendere una netta posizione nei confronti dell’operazione Qatar-Mater Olbia – a precariato e sfruttamento del lavoro (iniziativa Telèfonu Ruju). Dal tardo pomeriggio spazio al secondo appuntamento per la rassegna “Gramsci Days” dopo il primo incontro di dicembre interamente dedicato a Gramsci con numerosi relatori e la presentazione del libro “Fiabe dei fratelli Grimm” (Catartica Edizioni).

L’ODG dell’Assemblea di Caminera Noa:

– Organizzazione
– Posizione sulle imminenti elezioni regionali
– Programmazione lotte e proposte 
– Sinergie con altri soggetti resistenti
– Varie ed eventuali

Programma lavori assembleari

Ore 10:30-18:30 – Assemblea plenaria

Ore 14:00-15:00 – Pausa pranzo

Gramsci Days

Ore 18:30 – Luana Farina legge la poesia “Non è la nostra aria…” di Alberto Masala

Ore 19:00 – Proiezione “Gramsci 44”, film documentario (2016) di Emiliano Barbucci

*L’assemblea è aperta a tutti e tutte con pieno diritto di parola, proposta e voto

*Per prenotazioni pranzo (anche vegan) contattare la pagina fb della Casa del Popolo di Bosa

La Maddalena in piazza per difendere la sanità pubblica

Dopo aver scoperchiato il vaso di pandora del Mater Olbia con la mobilitazione dello scorso giugno, il nuovo soggetto-progetto politico Caminera Noa ritorna in piazza – questa volta affiancato dal Comitato Cittadino in difesa del Paolo Merlo di La Maddalena – per rilanciare la lotta generale in nome della sanità pubblica, contro ogni strategia di privatizzazione e per denunciare gli accordi militari tra Difesa italiana e la petro-monarchia del Qatar previsti proprio a La Maddalena. Caminera Noa lo scorso giugno attirò su di sé una serie di attacchi a mezzo stampa da parte di diverse forze politiche, dal PD al Forza Italia al Psdaz alla segreteria provinciale della CGIL ma tenne botta e scomodò perfino l’assessore Arru in una polemica pubblica.

Oggi la lotta viene rilanciata ripartendo da uno dei territori più sacrificati dalla demolizione della sanità pubblica e assume i contorni di una mobilitazione ben più ampia della base di attivisti del soggetto politico, vista la partecipazione nell’organizzazione del Comitato cittadino e l’adesione di molti cittadini di La Maddalena impegnati nell’associazionismo e persino del sindaco Luca Carlo Montella che dalla sua pagina fb annuncia la sua presenza: “Non c’è manifestazione pacifica in difesa del nostro Ospedale alla quale saremo assenti. Il 22 settembre alle 11 al Paolo Merlo NOI CI SAREMO!”. Le adesioni social sono davvero tante e gli attivisti del comitato hanno diffuso sia in rete, sia materialmente, il volantino congiunto con Caminera Noa rendendo nota anche la collaborazione della tipografia Rossi che si è resa così disponibile a sostenere questa battaglia in difesa della comunità.

Inoltre da una recente nota diramata dal Comitato cittadino si apprende che parteciperà all’evento anche l’ex consigliera regionale Claudia Zuncheddu il cui impegno in difesa della sanità pubblica è notorio e riconosciuto da tutti:

La Manifestazione a cui parteciperanno tutti i comitati aderenti alla Rete Sarda per la Sanità, con i loro portavoce, tra cui Claudia Zuncheddu, da sempre in prima linea contro lo sfascio causato da questa riforma intende unire non solo simbolicamente la nostra Sardegna, da Nord a Sud, nello spirito che dovrebbe contraddistinguere il nostro popolo, e cioè l’unione e la partecipazione democratica alla vita sociale e collettiva.

La mobilitazione incassa anche il sostegno della tavola sarda contro l’occupazione militare A Foras che, dal campeggio di Tertenia, lancia una convinta adesione alla mobilitazione:

A FORAS IN DIFESA DELLA SANITA’ PUBBLICA

Adesione alla manifestazione in difesa del Paolo Merlo 
Sabato 22 settembre 2018 ore 11 La Maddalena

A Foras – Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna è un’assemblea aperta e inclusiva che lotta per il blocco delle esercitazioni, la completa dismissione dei poligoni, il risarcimento delle popolazioni da parte di chi ha inquinato e la bonifica dei territori compromessi.

A Foras coerentemente con i principi su cui basa le sue lotte legate anche alla tutela della salute pubblica e dei territori in cui la stessa viene minata direttamente o indirettamente con politiche scellerate di impoverimento delle strutture sanitarie – proprio nei territori dove sono più evidenti anche i danni fisici sulle popolazioni che hanno ospitato e/o ospitano ancora dal 1956 strutture militari italiane e Nato, in cui si svolgono esercitazioni e formazione di militari finalizzate alla Guerra e all’occupazione militare – aderisce alla manifestazione del 22 Settembre a La Maddalena chiamata da Caminera Noa e il Comitato Cittadino in difesa dell’Ospedale “Paolo Merlo”.

Scendiamo in strada dunque in difesa delle strutture della Sanità Pubblica di tutta la Sardegna, chiuse o impoverite non solo nei finanziamenti, ma anche nei servizi ai cittadini, da una riforma sanitaria regionale volute dalla Giunta Regionale, che non solo a tale proposito ha fatto “tagli”enormi: investe nella sanità privata come il Mater Olbia del Qatar e sigla l’accordo tra Qatar, Ministero della Difesa e Regione Sardegna – che prevede che soldati del Qatar si formeranno e si eserciteranno nella scuola sottufficiali «Domenico Bastianini» di La Maddalena da gennaio 2019.
Non solo, è di questi giorni la notizia che per la fine di settembre dovrebbero arrivare un centinaio di militari provenienti dalla Libia. Per loro è stata appositamente ristrutturata una capiente palazzina. Con lo Stato nordafricano c’è un accordo formativo-militare relativo a corsi concernenti l’attività di guardia costiera.
Per la fine dell’anno o gli inizi del 2019 dovrebbero giungere anche, sempre per frequentare i corsi di Mariscuola, militari del Kuwait.
Insomma siamo di fronte all’ennesima palesazione della continua militarizzazione dell’Isola col tacito e meschino appoggio della Regione Sardegna.

L’appuntamento è per sabato 22 settembre  alle  ore 11:00, sopra il parcheggio “Opera Pia” davanti al Paolo Melo. Non di secondaria importanza è che il volantino è interamente in maddalenino.

Di seguito il comunicato congiunto di lancio della manifestazione e il link dell’evento social che lo sponsorizza:

La sanità pubblica è un bene comune che va tutelato anche impedendo progetti di speculazione privata che la danneggino. Nonostante si faccia di tutto per evitare di associare la realizzazione del Mater Olbia al ridimensionamento della rete ospedaliera pubblica di La Maddalena, tutta la Gallura e di tutta la Sardegna, la verità è facilmente dimostrabile e tutta contenuta nelle diverse disposizioni di legge dal 2014. L’accordo imposto da Renzi a Pigliaru per agevolare “gli investimenti privati nelle strutture ospedaliere” è chiaramente riportato nella legge di stabilità 164 del 2014. Il “punto di riferimento per la Gallura”, come è definito il Mater, costerà caro all’isola: mentre la parola d’ordine per gli ospedali pubblici è “riduzione della spesa”, per il Mater, gli euro messi a bilancio ammontano a 55,6 milioni l’anno (Deliberazione di Giunta Regionale n.24/1 del 26/06/2014).
Non è un caso che in questi ultimi due anni siano nati già sedici Comitati in difesa degli ospedali e dei propri territori, molti dei quali convergono nella Rete Sarda in difesa della Sanità Pubblica.

LE NOSTRE RICHIESTE: Caminera Noa e il Comitato Cittadino in difesa del “Paolo Merlo” di La Maddalena chiedono non solo il miglioramento dei servizi ospedalieri pubblici di grandi dimensioni che invece sono impoveriti in tutta la Sardegna, ma soprattutto la tutela dei piccoli e quelli delle “zone disagiate”, che sono a rischio chiusura o che sono declassati e trasformati in pronto soccorso o strutture di lunga degenza. L’efficienza della sanità pubblica non può essere intesa come un mero taglio delle spese, bensì come una reale riorganizzazione che garantisca uguali servizi di qualità per tutti, a prescindere dalla densità abitativa delle aree di interesse.

Quello dell’Ospedale “Paolo Merlo” di La Maddalena è sicuramente uno dei casi più emblematici. Un esempio dei tanti danni subiti è quello del punto nascita: a tal proposito chiediamo che non sia chiuso solo perché non risponde a parametri, europei e italiani, stabiliti sulla base di concetti economici di austerity completamente decontestualizzati dalle realtà cui sono applicati. Chiediamo perciò che si applichi la deroga così com’è stato per altri ospedali definiti di “zone disagiate”, per esempio in Sicilia: Bronte, Licata, Nicosia, Corleone, Pantelleria e Cefalù; in Trentino: Cles e Cavalese; in Emilia Romagna:Scandiano (Re) e i due situati nel cratere sismico: Mirandola (Mo) e Cento (Fe).
Ripristino e/o potenziamento dei servizi soppressi o ridimensionati a La Maddalena:

Oncologia: aperta ufficialmente, in realtà non eroga terapie, solo il prelievo propedeutico alla terapia; 
Dialisi: chiude alle 14, dopodiché non c’è la reperibilità; 
Ginecologia: soppressa a causa della soppressione del percorso nascite previsto in riforma; 
Pediatria: aperto solo due volte la settimana; 
Iperbarica: solo ossigenoterapia, non funziona per emergenze;
Chirurgia: chiusa, neanche ambulatoriale; 
Farmacia ospedaliera:i farmaci arrivano da Olbia e, se non ci sono ambulanze disponibili, non possono essere somministrati ai pazienti;
Elisoccorso: per quanto efficiente, nel caso di doppia emergenza o in condizioni meteorologiche sfavorevoli, non potrà mai sostituire l’assistenza diretta in loco.

FERMIAMO LA COLONIZZAZIONE DA PARTE DEL QATAR

La Qatar Investment Authority, il fondo sovrano del Paese più ricco del mondo, ha acquistato nel 2012, la Smeralda Holding dal finanziere americano-libanese Tom Barrack, entrando in possesso di un patrimonio immobiliare consistente in 4 alberghi, la marina di Porto Cervo, il Pevero Golf Club e soprattutto nei 2.300 ettari di terreni vergini su cui oggi incombe la minaccia di una immensa lottizzazione. Inoltre La Maddalena, dal gennaio 2019, ospiterà, a seguito di un accordo tra Qatar, Ministero della Difesa, col beneplacito della Regione Sardegna, i soldati del Qatar che si formeranno e si eserciteranno nella scuola sottufficiali «Domenico Bastianini» di La Maddalena. In “cambio” l’emiro Al Thani ha annunciato l’acquisto di quattro corvette per la difesa aerea, prodotte da Fincantieri, perciò il Qatar è in grado, con il flusso di investimenti milionari spalmati in più settori strategici, dai trasporti alla sanità, di influenzare decisioni politiche importanti.

Ha ragione Claudia Zuncheddu a definire l’intera vicenda del Mater Olbia come una «operazione coloniale senza precedenti» avallata dalla quasi totalità delle forze politiche isolane (comprese alcune sedicenti sardiste o sovraniste). Il miraggio di investimenti qatariani nel Mater Olbia, lasciano intravvedere il preludio per l’abbattimento di vincoli e impedimenti all’aumento di cubature e alla realizzazione di nuove faraoniche costruzioni. In poche parole più cubature, cemento e deroghe in cambio di petroldollari. In questa direzione pare essere orientato il governo Pigliaru e i suoi alleati sovranisti che intendono modificare il PPR del 2006.

Caminera Noa e il Comitato Cittadino in difesa del “Paolo Merlo” di La Maddalena invitano tutti i cittadini di La Maddalena, Gallura e Sardegna e tutte le associazioni e i movimenti politici sensibili a tali tematiche, a partecipare domenica 22 settembre alle ore 11:00, nel parcheggio degli ospedalieri Piazzale Opera Pia davanti all’ospedale, alla manifestazione a sostegno del “Paolo Merlo”contro la privatizzazione della sanità sarda a sostegno della Sanità Pubblica, sempre più impoverita sia di risorse sia di servizi.
Il microfono sarà aperto a tutte le opinioni con la sola discriminante dell’educazione e del rispetto reciproco.

Caminera Noa a Tramatza per proseguire il cammino

Domenica 29 luglio il soggetto-progetto Caminera Noa terrà la sua assemblea plenaria a Tramatza, presso il centro congressi “L’Anfora”.

L’assemblea plenaria – si legge in una nota del nuovo soggetto politico sardo – è l’unico spazio politico deputato a pianificare i progetti da realizzare in futuro. È in questo modo che ha sempre funzionato Caminera Noa ed è in questo modo che abbiamo scelto le vertenze e i progetti che hanno caratterizzato Caminera Noa nel suo primo entusiasmante anno di vita.

Infatti l’idea di un soggetto-progetto dei conflitti e delle resistenze sarde nasce con una assemblea plenaria un anno fa, il 23 luglio del 2017 a S. Cristina di Paulilatino. Nel corso di un anno Caminera Noa ha fatto molta strada, sempre all’insegna della democrazia, della trasparenza e della partecipazione diretta.

Come tutte le assemblee decisionali di Caminera Noa anche la plenaria di domenica prossima sarà aperta a tutti e tutte e tutti i partecipanti avranno voce in capitolo e potere decisionale.

La prossima plenaria sarà decisiva per il futuro del nostro soggetto-progetto politico perché dovremo prendere decisioni molto importanti su linea politica e progetti da realizzare.

Di seguito pubblichiamo il programma dell’intera giornata. Qui trovate l’evento fb. Tutte le sessioni sono aperte alla partecipazione di tutti.

Programma della giornata:

mattina, dalle ore 10:00 alle 13:30 RIUNIONE GRUPPI DI LAVORO.

 1. Beni comune e ambiente
2. Economia – predazioni
3. Lavoro – fisco
4. Diritti-cittadinanza
5. Lingua-storia-Istruzione-opinione pubblica
6. Salute-tutele sociali
7. Migrazioni-marginalità sociali
8. Spopolamento-abbandono aree rurali

Ore 13:30 PAUSA PRANZO

Al ristorante “L’Anfora”. Menù completo 12 euro. Necessaria prenotazione entro il 25 luglio con un msg normale, Whatsapp o Telegram al 3382154200

Dalle 16:30 alle 20:30 ASSEMBLEA PLENARIA “SEMUS IN CAMINU”

– Riepilogo di un anno di dibattito, processi partecipativi e lotte di liberazione
– Brevi comunicazioni tavoli di lavoro
Libero confronto su prospettive e sviluppo del soggetto-progetto politico Caminera Noa

DURANTE LA PLENARIA

I partecipanti potranno

– ritirare gli adesivi della campagna “Telèfonu Ruju” contro lo sfruttamento del lavoro precario, i finti tirocini e l’alternanza scuola-lavoro a cura di Caminera Noa e USB

– lasciare una sottoscrizione al banchetto di Zero Waste Sardegna per sostenere le spese legali del ricorso alla corte del Lussemburgo per l’impugnazione del decreto attuativo dell’art. 35 dello “Sblocca Italia” che impone alla Sardegna un nuovo inceneritore e il potenziamento di quelli vecchi.

La maglietta rossa (di vergogna) di Pigliaru

 

Il governatore della Regione Autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru, con una maglietta rossa al Gay Pride di Cagliari

All’appello dell’associazione antimafia Libera “Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità” hanno risposto in tanti e fra i tanti anche il governatore della Sardegna Francesco Pigliaru. L’iniziativa, promossa da Don Ciotti, consisteva in un appello alla solidarietà indossando un indumento rosso per ricordare le tante vittime dei tanti naufragi di migranti, ovviamente in riferimento polemico alle politiche del ministro dell’interno Matteo Salvini che – in continuità con il suo omologo del governo precedente – ha scelto la linea dura contro i migranti.

Pigliaru però è stato criticato da più parti e soprattutto da chi è sempre stato solidale con migranti e dannati della terra.

Una dura critica arriva dalla pagina fb del noto ecologista e pacifista Angelo Cremone, poi ripresa da Cagliari Pad, dove il Governatore viene accusato di ipocrisia a proposito della copertura politica di cui gode la fabbrica di bombe RWM a Domusnovas.

Cremone ci va giù duro pesante e chiama in causa direttamente Pigliaru:

«Tu uomo, purtroppo rappresentante dei Sardi, con il tuo spregevole silenzio, tanto apprezzato da quei manager venditori di bombe distruttrici di Esseri Umani, ci fai vergognare di essere Sardi, con l’etichetta internazionale “Sardegna l’Isola delle Bombe”. Ma tale richiamo, visto che parliamo di Diritti da difendere, ricordo che, i Diritti non hanno confine e non possono essere confinati. Tante magliette sporche di rosso sangue, dovrebbero essere presenti con noi, davanti quella fabbrica di morte, o venerdi 13 luglio ore 10.00, in piazza del Carmine, davanti al Palazzo della Rappresentanza del Governo, non per ballare e sorridere, ma per piangere davanti alla carneficina che la ” nostra ” produzione sarda di bombe, crea in Yemen».

Un altro affondo, questa volta proprio sul tema dei migranti, arriva da un altro volto noto dell’attivismo sardo, Antonio Muscas (Assemblea Permanente di Villacidro, comitati sardi contro le speculazioni, Caminera Noa).

Muscas non attacca il Governatore frontalmente, ma si limita a riportare le sue stesse dichiarazioni in merito ai migranti in tempi diversi e sotto governi di segno politico diverso:

1. “Ritengo necessario moltiplicare gli sforzi affinché il passaggio di migranti dall’Algeria cessi al più presto. A questo fine chiedo quali azioni concrete ed urgenti il Governo intende mettere in campo per frenare con la necessaria urgenza gli sbarchi, garantire l’immediato rimpatrio e, al contempo, rinforzare la presenza delle forze di polizia nelle aree di approdo.

Francesco Pigliaru, 26 settembre 2017
Governo PD, ministro dell’interno Marco Minniti

2. “I diritti sono sacrosanti e vanno riaffermati con maggiore forza soprattutto quando un ministro della Repubblica li mette in discussione. Oggi più che mai rivendichiamo diritti basilari, e indossiamo in tanti una maglietta rossa perché qualunque sia l’opinione sui flussi migratori, la vita umana viene prima di tutto”.

Francesco Pigliaru, 7 luglio 2018
Governo Lega-5 Stelle, ministro dell’interno Matteo Salvini


Muscas alla fine chiosa con una semplice domanda rivolta a Francesco Pigliaru:

«I “diritti sacrosanti” da lei rivendicati, governatore Pigliaru, dipendono esclusivamente dal Governo in carica e si difendono solo quando a violarli sono gli avversari? Così, giusto per capire»

Pochi minuti fa invece  Caminera Noa ha lanciato una campagna destinata a far discutere.  Gli attivisti del nuovo soggetto-progetto politico sardo avevano già battuto il tema con un video messaggio rivolto proprio a Pigliaru, registrato lo scorso 11 giugno sotto il palazzo del Consiglio Regionale e ripreso da Cagliari Pad. Il video aveva ricevuto una marea di ingiurie e invettive da parte di razzisti nostrani infuriati per la richiesta di apertura dei porti della Sardegna, in disobbedienza proprio al ministro degli interni Matteo Salvini e alla sua politica anti migranti.

La grafica della campagna Bene Benidos Disterrados di Caminera Noa

La campagna vuole smontare tutti i luoghi comuni sull’emigrazione e naturalmente rintuzzare il governatore Pigliaru che – al di là delle vuote parole – non ha colto la possibilità di procurare uno strappo diplomatico con il governo centrale attuando una politica autonoma in tema di accoglienza.

Di seguito riportiamo il testo della campagna di Caminera Noa che potete trovare anche sulla sua pagina fb.

APRIAMO I PORTI SARDI
BENE BENNIDOS DISTERRADOS

(Campagna a cura del soggetto-progetto politico Caminera Noa)

Fra i paesi europei (African Economic Outlook Ocse) lo stato italiano è il primo per investimenti in Africa con 11,6 miliardi nel 2016 (di cui 8,1 del solo Eni). L”Ente nazionale idrocarburi italiano investe in Africa, con una presenza in 15 stati, più di 8 miliardi all’anno.
“Oggi l’Africa fornisce oltre la metà della produzione totale di greggio e gas naturale di Eni, che si conferma primo produttore internazionale nel continente” (Sito ufficiale Eni, pagina “La nostra Africa”).
Lo stato italiano è dunque in prima fila nello sfruttare le risorse naturali dell’Africa, ma è l’ultimo nell’accoglienza dei rifugiati.
Secondo i dati forniti dall’Unhcr la Svezia è il primo stato europeo per l’accoglienza di rifugiati (23,4 ogni mille abitanti), mentre lo stato italiano è in coda alla classifica (2,4 rifugiati ogni mille)
In Sardegna la popolazione straniera residente ammonta a 50.346 persone, neanche l’1% della popolazione residente straniera nello stato italiano.
Secondo gli ultimi dati disponibili, i richiedenti di asilo in Sardegna sono 5.470, il 3,1% dei richiedenti asilo presenti nello stato italiano.
Nei primi sei mesi del 2018 sono arrivate nello stato italiano, via mare, 14.441 persone, mentre nello stesso periodo dell’anno precedente ne erano arrivate 64.033. (Dati del Ministero dell’Interno citati da Internazionale).
Dal 1993 a oggi sono quasi 35mila le persone morte, spesso annegate o sparate, nel tragitto per arrivare in Europa, per mare o per terra.
In un mondo in cui otto persone detengono la stessa ricchezza della metà dell’umanità (dati Oxfam), le destre xenofobe e razziste sono esperte nella costruzione di falsi nemici e false emergenze per occultare i danni prodotti dal capitalismo e dal colonialismo, nel passato come nel presente. Come esseri umani e come comunità che da sempre subisce politiche di predazione colonialista e il razzismo, il nostro dovere non è solo aprire i porti, ma aprire le menti e organizzare l’accoglienza di chi rischia la vita per scappare dalla propria terra.
Nonostante le vaghe dichiarazioni umanitarie a riguardo, il presidente della Regione Pigliaru non ha disobbedito al ministro dell’Interno. Non ha aperto i porti sardi all’accoglienza di profughi e persone bisognose di cure, come Caminera Noa aveva chiesto con un video messaggio registrato proprio sotto il palazzo del Consiglio regionale. Quando la legge e il potere coincidono con la barbarie l’unica dignità è la disobbedienza. Il governatore della Sardegna non ha avuto questa dignità.

#BeneBenidosDisterrados 

#Apriamoiportisardi #Apriamolefrontiere #Apriamolementi

Un telefono rosso soccorrerà i lavoratori sfruttati

Da sinistra: Isabella Russu (responsabile tavolo “traballu” di Caminera Noa), Enrico Rubiu (USB), Alessia Etzi (portavoce di Caminera Noa)

Si è appena conclusa la conferenza stampa di lancio della campagna Telèfonoruju contro lo sfruttamento del lavoro stagionale e precario e di sostegno mutualistico a tutti i lavoratori e le lavoratrici vittime di sfruttamento.

Sono intervenuti:
Isabella Russu (coordinatrice tavolo di lavoro Traballu” di Caminera Noa)
Alessia Etzi (portavoce di Caminera Noa)
Enrico Rubiu (Unione Sindacale di Base)

Ecco la pagina fb dedicata dove sarà possibile rivolgersi per ricevere sostegno (qui).

Di seguito un breve resoconto che riassume i punti salienti della campagna diffusa dal soggetto-progetto Caminera Noa.

Perché questa campagna?
Come ogni anno, con l’arrivo della stagione estiva, sempre più lavoratori e lavoratrici vengono “assunti” nelle strutture ricettive della Sardegna per soddisfare la richiesta turistica.

È noto che una grande percentuale di lavoratori stagionali non siano assunti regolarmente, e quando lo sono difficilmente il CCNL viene rispettato: 12 ore di lavoro, nessun giorno libero, straordinari non pagati e condizioni disumane sono le caratteristiche di questi lavori.

Da quest’anno è ormai conclamata l’anomalia dei tirocinanti: il sito dell’ASPAL è invaso da annunci che richiedono tirocinanti bagnini, camerieri, aiuto cuochi, lavapiatti, bagnini e tutte quelle professioni tipiche della stagione estiva.

Caminera Noa insieme all’Unione Sindacale di Base (USB), in prima linea contro lo sfruttamento dei lavoratori e in particolare dei non garantiti, ha deciso di sostenere la loro lotta e di dare supporto e assistenza sindacale a tutti coloro che vivono una condizione di sfruttamento e hanno deciso di opporvisi.

Il modello turistico di massa, il classico “mordi e fuggi” tipico di ben note zone italiane e ben conosciuto anche in terra di Sardegna, crea le condizioni affinché i lavoratori e le lavoratrici siano sempre meno formati e coscienti dei loro diritti, a fronte di un crescente sfruttamento. Noi iniziamo da qui: chiediamo più controllo da parte degli organi competenti e daremo ascolto e assistenza a chi decide di non voler più sottostare a queste nuove forme di schiavismo.
Come sarà articolata la campagna “Telèfono Ruju”?
La nostra idea è quella di raccogliere più segnalazioni possibili attraverso i nostri contatti: mail, pagina Facebook dedicata e un telefono che verrà presto trasformato in un cellulare a cui scrivere su Whatsapp e Telegram.

Per questo motivo abbiamo creato un adesivo che avrà la funzione di diffondere i mezzi con cui entrare in comunicazione con i nostri operatori.

Dopo una prima fase di raccolta delle segnalazioni, la USB fornirà consulenza per la fase vertenziale e, nel caso fosse necessario, anche assistenza legale.

Chi potrà partecipare?
Caminera Noa e la USB Sardegna (con le sue sedi a Nuoro, Terralba e Cagliari) sono i promotori, ma siamo aperti a tutte le forme di collaborazione con associazioni, organizzazioni e singoli che vedono nel lavoro stagionale e nei tirocini male utilizzati l’ultima frontiera dello sfruttamento legalizzato.

Già il circolo Me-Ti di Cagliari ha dato la sua disponibilità, abbiamo bisogno di forze e teste per crescere e creare un Osservatorio Permanente dello sfruttamento.

Cosa chiediamo alle istituzioni competenti?
Le nostre richieste sono quelle di far rispettare le (poche) norme relative al lavoro stagionale: più controlli negli esercizi e nelle strutture ricettive da parte dell’Ispettorato del lavoro; controllo e rimozione degli annunci non conformi sul sito dell’ASPAL perché è assurdo che proprio sulla bacheca di Sardegna Lavoro siano presenti offerte che riguardano tirocinanti per ricoprire il ruolo di lavapiatti.

Il tirocinio NON è un lavoro!
Traballu! No tzerachia!

La sfida fra Arru e Caminera Noa sul Mater

Il mondo dei social rivela sempre molte sorprese. Dopo la (riuscita) manifestazione di Caminera Noa contro il finanziamento pubblico al mater Olbia e alla sanità privata, uno dei promotori del soggetto-progetto (ex consigliere comunale Enrico Lobina), ha twettato il link ANSA attinente alla manifestazione e poco dopo è giunta la risposta dell’assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale Luigi Arru.

Lobina ha risposto entro i 280 caratteri consentiti dal noto social annunciando che il soggetto-progetto politico Caminera Noa è pronto al confronto pubblico e Arru ha raccolto il guanto.

Pochi minuti fa, Caminera Noa ha postato sulla sua pagina fb una risposta ad Arru, dichiarando che entro breve verrà resa nota la proposta per l’incontro pubblico:

Dopo la manifestazione di ieri l’assessore regionale alla sanità Arru ha commentato con il seguente tweet:

“Continuiamo a fare polemica su informazioni non corrette; la spesa per ospedali e sanità privata della Sardegna è la più bassa d’Italia; si daranno sodi solo se faranno prestazioni ad alta complessità per ridurre mobilità fuori Sardegna”

Assessore siccome la matematica non è un’opinione e scripta manent le ricordiamo quali sono i dati che si trovano nelle delibere regionali che lei ha proposto e fatto approvare.

Ci chiediamo se Arru conosca le sue delibere o se piuttosto non gliele scriva qualcun altro.

Deliberazione n. 21/12 del 24.4.2018
Il budget per il Mater Olbia è pari a € 55,6 milioni annui.
Il budget per le prestazioni ospedaliere private è invece di € 98.986.877. A questa somma si aggiungono per il 2018 € 1.800.000 esclusivamente dedicati all’acquisto di prestazioni di alta complessità. Il totale è di € 100.786.877. Di questi, altri € 1.500.000 andranno al Mater per un totale di € 58.100.000 annui.

Le prestazioni di alta complessità erogate dalle strutture private accreditate sono pari a € 22.128.274,30, che sommate a € 1800.000 giungono a € 23.928.274,30, corrispondenti a meno del 24% del totale del budget, cioè meno di un quarto! (Arru afferma che i soldi ai privati vanno solo per prestazioni ad alta complessità)

Il tetto di 1.800.000 è virtuale, ovvero si può sforare senza limiti. Infatti, come riporta la delibera:

“In sede di stipulazione dei contratti con le singole strutture l’ATS deve determinare un tetto netto e un tetto lordo e pertanto vengono applicate le disposizioni contrattuali concernenti la decurtazione tariffaria del 20% prevista per le prestazioni erogate oltre il tetto netto.

Per quanto attiene il periodo successivo al 2018, l’Assessore ritiene che sia necessario prevedere con successivo provvedimento la definizione delle risorse per l’acquisto di prestazioni di assistenza prevalentemente ospedaliera per gli erogatori privati ed in particolare per l’ospedale privato della Gallura come di seguito specificatamente indicato:

– per le prestazioni di alta complessità, sulla base delle risorse disponibili […]; inoltre, per il nuovo ospedale della Gallura sulla base di una valutazione favorevole dei dati di mobilità sanitaria e del percorso intrapreso dallo stesso quale centro di alta specializzazione ed eccellenza clinica, con obiettivi di affermazione a livello nazionale ed internazionale per la diagnosi, la cura, la riabilitazione e la ricerca scientifica correlata all’assistenza socio-sanitaria;

– per le altre prestazioni (notare bene “altre prestazioni”, ovvero non esclusivamente quelle di alta complessità! ndr) necessarie per portare a regime l’ospedale Mater Olbia […] previa definizione nei rapporti con lo Stato della normativa applicabile alla Regione in materia sanitaria, ivi inclusa la possibilità di procedere all’adozione di idonee norme di attuazione, attraverso un incremento del tetto storico regionale […].”

Mater Olbia: posti letto convenzionati 242, struttura ancora chiusa ma ridimensionamento rete ospedaliera sarda già in atto con relativa chiusura di numerosi reparti e strutture.

Signor Assessore, a breve proporremo data e luogo dell’incontro pubblico.

Cordiali saluti.

I portavoce di Caminera Noa

Mai più un centesimo a Mater e sanità privata

di Daniela Piras

Grande partecipazione ieri mattina (domenica 17 giugno, n.d.R.) alla manifestazione in difesa della sanità pubblica indetta da Caminera Noa. Esponenti del sindacato USB, unione dei sindacati di base, di Potere al popoloPartito comunista PCLA Foras, rappresentanti di vari comitati di cittadini uniti nelle lotte a tutela dei diritti per un servizio sanitario in grado di soddisfare tutti i cittadini. Ciò che colpisce immediatamente è il nome scritto nell’insegna: “Mater Olbia – Hospital”. Appare già chiaro che ci sia qualcosa che non quadra; il territorio dove è situata la struttura è a pochi chilometri dal centro della città di Olbia, quindi siamo in Gallura, in Sardegna. Il nome in inglese appare un tantino insolito, e pare rappresentare bene ciò che i portavoce del soggetto-progetto Caminera Noa denunciano come “La più colossale operazione coloniale degli ultimi trent’anni, a cui nessuno in Sardegna ha avuto sinora il coraggio di contrapporsi”.

Un pezzo di territorio sardo, una futura struttura ospedaliera dal sapore straniero che rischia di diventare l’emblema di una speculazione ad opera dei magnati dell’edilizia del Qatar. Giovanni Fara, uno dei due portavoce di Caminera Noa, afferma che «Questa non è una battaglia di campanile, è una battaglia che attraversa la Sardegna e che si unisce alle mobilitazioni di coloro che nelle ultime settimane sono scesi in piazza in difesa dei presidi ospedalieri de La Maddalena, Isili, Sorgono, Muravera e Iglesias. Vogliamo portare l’attenzione sulla contropartita del Qatar che è legata agli interessi sull’isola: il rischio è che la Giunta Pigliaru metta mano alla PPR del 2006, togliendo i vincoli che finora hanno permesso di preservare migliaia di ettari di terreno dall’aggressione del cemento. Da questo potrebbe scaturire un mega investimento immobiliare da parte del Qatar.»
«L’ospedale è il simbolo di un immenso spreco di denaro pubblico – spiega Luana Farina, responsabile del tavolo sanitario di Caminera Noa e portavoce del comitato “Donne libere in lotta per il diritto alla salute” – oggi vogliamo far valere tutte le istanze relative alle criticità della sanità. Le risorse pubbliche devono finanziare le strutture pubbliche, questo non è avvenuto e ciò sta portando alla depauperazione del servizio. Questa scelta di voler finanziare con soldi pubblici, quindi soldi nostri, ben 60 milioni di euro, una struttura privata come il Mater Olbia, non è che la punta dell’iceberg; dietro ci sono accordi economici e finanziari.»

Alla manifestazione sono presenti diversi esponenti politici, comitati, USB – unione dei sindacati di base, associazioni culturali. Aldo Pireddu, di “Potere al popolo” afferma che «occorre garantire una sanità pubblica per tutti, implementando i servizi offerti, noi non siamo contro la sanità privata, a patto e a condizione che sia complementare e non sostitutiva di quella pubblica.»
Enrico Rubio, dell’USB spiega che il sindacato ha sostenuto sin da subito questa battaglia: «La sanità pubblica in Italia e soprattutto in Sardegna sta andando a ramengo da tempo e, in previsione dell’apertura del Mater la situazione sta peggiorando ancora, stiamo andando incontro alla distruzione della sanità, specie dei piccoli ospedali, si crea così un alibi perfetto per arrivare ad aver bisogno di strutture come il Mater Olbia.»
Sono tanti gli interventi in difesa della sanità pubblica, le denunce di sfacelo degli condizioni degli ospedali “in alcuni mancano persino le garze”, i dati catastrofici relativi alle 70 mila persone che, in Sardegna, hanno rinunciato a curarsi nel 2017, le lista d’attesa interminabili alle quali si va incontro prenotando visite di controllo tramite il CUP “Per effettuare una mammografia occorre aspettare a novembre del 2019!”. Tutto ciò stride con il continuo invito a “lavorare con la prevenzione” che i cittadini sardi si sentono rivolgere dagli operatori sanitari.

Una delle testimonianze più toccanti è stata quello di Emanuela Cauli, del comitato “Cittadini in difesa del Paolo Merlo de La Maddalena”; parole che sembrano arrivare da un mondo a parte, dove l’isolamento è davvero preoccupante, e dove si assiste ad un abbandono che fa quasi paura. «Il nostro era un ospedale perfetto, voluto dai nostri nonni e dai nostri padri cinquant’anni fa; ora è diventato un poliambulatorio senza neanche le strumentazioni di base. A La Maddalena non si può nascere, si può solo morire. Siamo stati silenziati, io sono stata perfino bannata dalla pagina facebook della RAS per aver espresso il mio disappunto. Noi siamo in balia delle condizioni meteo, siamo terrorizzati. Siamo l’isola del vento, del Maestrale; l’elicottero o il traghetto, in condizioni sfavorevoli potrebbero non partire e, a quel punto, non potremmo fare niente. Se ti senti male, a La Maddalena, ci rimani».
Una manifestazione che ha avuto la capacità di portare all’attenzione di tutti i cittadini sardi le criticità legate al diritto alla salute, alla pericolosità di determinate scelte politiche che potrebbero portare ad un concreto peggioramento del servizio in sé, con tutte le conseguenze che inevitabilmente ne seguirebbero.

Il fronte contro il Mater si allarga

Per giorni le principali testate giornalistiche sarde hanno ospitato attacchi trasversali alla mobilitazione contro il finanziamento pubblico al Mater Olbia (di proprietà della Qatar Foundation), senza nemmeno ospitare il diritto di replica del nuovo soggetto-progetto politico (con la sola eccezione di Olbia.it).

Uno dei rilievi di PD, FI e associazioni vicine a questi partiti, è stato l’isolamento di Caminera Noa.

Eppure Caminera Noa non è affatto isolata. I primi ad annunciare la presenza di una delegazione alla mobilitazione di domenica sono stati gli attivisti della tavola sarda contro l’occupazione militare “A Foras” con la nota dell’8 giugno “più ospedali meno militari” pubblicata sulla pagina fb del movimento.

In secondo luogo è arrivata la formazione della sinistra italiana Potere al Popolo (qui), che già pochi giorni prima dell’annuncio della mobilitazione di Caminera Noa, era intervenuta a mezzo stampa contro l’operazione Mater.

Poche ore fa invece il lungo e articolato comunicato dell’Unione sindacale di base (USB) che da manforte alla mobilitazione di domenica.

In silenzio invece gli attivissimi attivisti grillini di Olbia i quali evidentemente stanno attendendo di capire se i loro vertici italiani la pensano come Beppe Grillo (che ha ospitato un endorsment al Mater), oppure no, e nell’attesa tacciono.

Di seguito il comunicato della USB. Buona lettura:

MATER OLBIA: così preparano la fine della Sanità Pubblica Gallurese

 

Qualcuno s’era illuso che la dipartita del prete manager avesse potuto scongiurare l’insano progetto.  Illusione rivelatasi fallace visto che esso può essere usato come cavallo di Troia per una nuova avventura coloniale con conseguente calata di milioni di metri cubi di cemento sulle coste sarde. Il progetto che era di Don Verzè è stato prontamente ripreso dagli sceicchi qatarioti che, forti dei loro petrodollari hanno deciso di continuarlo per farne un “centro di eccellenza” Il Mater Olbia. Per realizzare il loro progetto (con fondi regionali) cioè con soldi pagati da noi tutti hanno avuto bisogno di sostegno prima di tutto logistico e questo è stato fornito loro dal ceto manageriale e politico che ha retto la sanità in tutti questi anni

Sono gli stessi che hanno fatto “carne di porco” della sanità pubblica che hanno favorito “i generosi investitori stranieri.

Hanno fatto sì che le strutture ospedaliere pubbliche funzionassero al minimo per creare il “bisogno” di una sanità alternativa privata-convenzionata (nel senso che il pubblico mette i soldi e i profitti diventano privati),

 

E allora chiediamoci, insieme ai cittadini galluresi,  perché essi debbano fare file interminabili presso ospedali lontani per una banale visita oculistica o per un intervento alla cataratta mentre l’apparecchio laser è stato restituito senza mai essere stato utilizzato.  Si volevano creare i presupposti per l’apertura di una divisione di oculistica presso il privato?

– Perché si deve ricorrere ad un privato o agli ospedali di Nuoro o di Sassari per un semplice intervento di rimozione di un neo?, visto che  mancando un servizio di Dermatologia efficiente, per non aspettare tre mesi per una visita, si è costretti a ricorrere ad un privato;

– Perché la Chirurgia del Giovanni Paolo II non garantisce la visita dì un endocrinologo dopo un intervento alla tiroide?;

– Perché ad Olbia si deve, mediamente, attendere 4 mesi per una banale visita cardiologica?;

-Perché si costringono i pazienti colpiti da ictus ad andare a Nuoro, Sassari o Cagliari dato che in Gallura manca la stroke Unit in grado di intervenire in due o tre ore?;

– Perché si continua ad assistere al trasferimento di neonati con problemi?;

-Perché è necessario recarsi a Tempio per un semplice tamponamento nasale visto che ad Olbia manca il pronto soccorso di Otorinolaringoiatria?;

– Perché i privati devono avere il monopolio della riabilitazione?;

-Perché non esiste un servizio di  Radioterapia per i pazienti oncologici costringendoli al calvario dei viaggi della speranza verso Nuoro o Cagliari con tutta la loro sofferenza e i disagi del viaggio sopportati da loro stessi e spesso dai loro  loro familiari?;

 

Queste sopra elencate, sono solo alcune delle problematiche, non le elenchiamo tutte perché altrimenti riempiremmo pagine su pagine.

Può ipotizzare qualcuno  che la soluzione per tutti i mali sia un ospedale privato? Siamo sicuri che cambierà qualcosa per i pazienti galluresi col Mater?

NOI CREDIAMO CHE NON SIA COSÌ.

Questa struttura costerà alla Sanità Pubblica sarda circa 60 milioni di euro annue per 10 anni; le deroghe concesse dal governo sul taglio ai posti letto e sulla riduzione della spesa per i convenzionati sono una trappola perché questo ha un costo, e, sarà finanziato interamente dal bilancio della Regione sarda. Il Mater farà concorrenza al pubblico e gli Olbiesi abbandoneranno felici il pubblico per fare la prestazione al Mater?

 

Noi riteniamo che il miglioramento sanitario in Sardegna ed in Gallura debba passare da una gigantesca opera di moralizzazione che permetterebbe, con le risorse già stanziate, di avere una sanità pubblica di eccellenza, senza dover ricorrere a mirabolanti proposte, che possono allettare un territorio divorato dalla crisi come la Gallura, ma che sarebbero solo un terreno di pascolo per gli affaristi che nella sanità pubblica hanno fatto le loro proprie fortune.

È indispensabile il potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale e che vengano messe in primo piano la cronicità e la disabilità, aspetti con cui dovremo sempre più confrontarci in futuro, settori, questi, che al Mater non interessano perché non profittevoli, perché, sia chiaro a tutti, al Mater non interessa il benessere sanitario dei galluresi, al Mater interessano i profitti.

 

Chi ora promette un futuro radioso è chi ha collaborato a non far crescere la sanità pubblica e che non ha fatto nulla per impedirne lo sfascio. Perché dovremmo ancora fidarci di loro?

Il problema non è quello di aprire nuovi ospedali, ma fare piazza pulita di chi ha sistematicamente prosciugato le risorse di tutti i Sardi. Il problema si risolve potenziando la Sanità Pubblica e non indebolendola in tutto il territorio della Sardegna.

 

PER QUESTI MOTIVI LA USB ADERISCE E FA PROPRIA LA MANIFESTAZIONE A DIFESA DELLA SANITÀ PUBBLICA INDETTA DA CAMINERA NOA