Sale in zucca contro betoniere

di Danilo Lampis

Il governo regionale vuole cementificare le coste sarde. Negli ultimi mesi sono state presentate tre proposte di legge che puntano a incrementi volumetrici nella fascia costiera, compresa quella di massima tutela dei 300 metri dalla battigia marina, e, in sostanza, alla liberalizzazione delle edificazioni residenziali in area agricola.

L’unico interesse che hanno è quello di finanziare le betoniere dei loro amici costruttori a discapito della tutela dell’ambiente. Sì, perché la verità è che la Sardegna non ha bisogno di altri posti letto, anzi ne ha in eccesso. L’indice di utilizzazione lorda delle strutture, che misura la percentuale di utilizzo dei posti letto nel corso di un anno rispetto all’effettivo potenziale, nel 2017 si è fermato al 25,9% per le strutture alberghiere e al 10,4% per quelle extralberghiere. Ad agosto sale al 58%, nei mesi di gennaio e dicembre scende all’1%. Il motivo è che l’82% delle presenze si concentra nei mesi tra giugno e settembre, proprio nelle coste.

Eppure, il settore è in crescita: nel 2017 le presenze sono cresciute a un tasso superiore rispetto alla media italiana (+5,5% contro +4,4%), con una crescita forte delle presenze straniere (+10,4%), che contribuiscono a destagionalizzare il turismo, concentrandosi anche nei mesi di spalla, ovvero aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre. Va considerato infine che molti turisti, soprattutto quelli che soggiornano per periodi lunghi, preferiscono alloggiare in abitazioni private, da amici o attraverso AirBnB. Si tratta del cosiddetto turismo sommerso, che non compare nelle statistiche. (fonte dati)

L’isola non ha bisogno di cementificare le coste, danneggiando ulteriormente il patrimonio ambientale e paesaggistico che costituisce la nostra vera ricchezza. Semmai servono politiche sui trasporti esterni e interni, sulla formazione, sull’integrazione virtuosa tra ambiente, artigianato, agroalimentare e turismo e su tanto altro. Ma tanto è inutile proporre soluzioni a questi qui: sono abituati ad ascoltare i consigli di Briatore, non le esigenze del popolo sardo.

Firmiamo la petizione per difendere le coste