Siamo legali e felicemente sovversivi: pensieri sulla Corona de Logu

di Maurizio Onnis

Sabato sera, mentre firmavo lo statuto della Corona de Logu, ho pensato: “Ecco qua. Sto compiendo un atto politico eversivo”. Perché di ciò si tratta. Abbiamo siglato un documento che ci impegna tutti a lavorare per dare vita alla Repubblica di Sardegna. Ovvero, per la sostituzione dell’ordine statuale vigente con uno nuovo.

Non stiamo violando alcuna legge e nessuno dei doveri assegnatici dal Testo Unico sugli Enti Locali. Non stiamo spendendo soldi pubblici per ottenere il nostro scopo e non abbiamo spinto a deliberare in proposito i nostri consigli comunali. Legalmente siamo a posto.

Ma ciò che non è rilevante per la legge rimane rilevante per la politica. Almeno, quando si prende la politica sul serio. Altrimenti si arriva al paradosso: avere al governo della Regione un partito che si propone «di affermare la sovranità del popolo sardo sul proprio territorio e di condurre la Nazione Sarda all’indipendenza», senza che nessuno a Roma o altrove faccia una piega. Accade perché la parola “indipendenza” è stata svuotata di tutto il suo potenziale eversivo.

Se invece chi dice “indipendenza” pratica indipendenza, quel potenziale rimane. Giulia Lai, parlando sabato a nome degli avvocati incardinati nel Consiglio legale della Corona, ha detto che s’impegna a difendere qualsiasi amministratore venga ostacolato nel suo diritto a lottare per l’autodeterminazione dei sardi. Amministratori, cioè, che non facciano di quella parola, “indipendenza”, un suono vuoto.

Quanto valore e quanto futuro abbia la Corona de Logu lo verificheremo proprio su tale punto. Vedremo se è solo una sigla abborracciata e velleitaria o qualcosa di realmente nuovo ed efficace per l’emancipazione dei sardi. Tutto starà nella nostra intenzione di riportare la parola “indipendenza” al suo significato pieno. E comportarci politicamente di conseguenza.

Cittadinanza Sarda, Bilinguismo, Odonomastica: ecco l’agenda della Corona de Logu

La presentazione ufficiale della rete degli amministratori della Nazione Sarda “Corona de Logu” all’Open Campus Tiscali di Cagliari si apre con il saluto del Presidente dell’Associazione Municipi per l’Indipendenza e Sindaco del comune catalano di Port de la Selva, Josep Maria Cervera Pinart:

Buongiorno dalla Catalogna. Come presidente dell’Associazione dei Municipi per l’Indipendenza vi voglio inviare tutto il nostro appoggio all’iniziativa di voler creare sotto il nome storico di Corona de Logu questa entità per difendere e promuovere il diritto dei sardi all’autodeterminazione. Sapete che questa è una lotta condivisa nell’Europa del XXI secolo. Quindi vi auguriamo buon lavoro, buona fortuna e molti successi.

L’aria che si respira è quella delle grandi occasioni storiche ed in effetti un progetto così articolato di rete tra gli amministratori indipendentisti non era mai stato realizzato in Sardegna.

Il logo della Corona de Logu viene presentato dal grafico Frantziscu Pala, volto storico dell’indipendentismo di IRS, il quale ne spiega per filo e per segno tutti i dettagli. Maurizio Onnis, sindaco di Villanovaforru e vicepresidente della Corona De Logu, prende la parola per chiarire la linea che non lascia adito ad ambiguità: “noi siamo qui per l’indipendenza della Sardegna. Non dobbiamo avere paura di dire questa parola”.

Decine i comuni dell’isola rappresentati da sindaci, assessori o consiglieri comunali indipendentisti, di cui moltissimi presenti in sala.

Il programma invece viene presentato dal presidente Davide Corriga, sindaco di Bauladu. Ecco alcuni dei punti:

Odonomastica nazionale sarda
-Inserimento del concetto di nazione sarda negli Statuti Comunali
– attività di Sa die de sa Sardigna
– Promozione del bilinguismo

Fra i punti in agenda anche quello proposto da Caminera Noa, pienamente abbracciato dalla Corona De Logu, di istituire un registro di cittadinanza sarda per estendere i diritti di cittadinanza a chi già ne usufruisce, rinsaldare i legami con la Sardegna dell’emigrazione sarda e garantire alcuni fondamentali diritti ai nuovi sardi che però, a causa delle restrittive leggi italiane, non godono oggi di alcun diritto (leggi proposta completa).

Davide corriga presenta il punto F, quello sulla Cittadinanza Sarda, elaborato dal soggetto-progetto politico Caminera Noa