8 marzo in Sardegna: tra sciopero, manifestazioni e questionario sul lavoro femminile

Il seguente articolo è stato pubblicato stamattina sul blog Zinzula

L’8 marzoGiornata internazionale della donna, è in programma a Cagliari uno sciopero promosso dalla rete Non Una di Meno – Manc’Una de Mancu, riguardo la violenza e lo sfruttamento di genere. Discriminazioni che risalgono alla notte dei tempi e che oggi si rigenerano in vecchi e nuovi attacchi al genere femminile. Dalla violenza fisica, domestica e sul lavoro, ai sempre più forti venti antiabortisti, dal salary gap sul mercato, passando per il lavoro non di mercato, quasi completamente a carico delle figure femminili nei contesti familiari.

Numerose le realtà aderenti all’iniziativa. Qui il link Facebook dell’evento e l’elenco completo https://www.facebook.com/events/1133343803496286/

Oltre alla partecipazione di studentesse e studenti universitari e non solo, tra le tante adesioni figura il Laboratorio Politico Sa Domu, il quale nei giorni scorsi ha organizzato un evento di raccolta fondi, RUAS – Rete Unitaria Antifascista Sulcis-Iglesiente e l’ASCE, storica associazione sarda che da oltre 30 anni si batte contro ogni fenomeno di discriminazione ed emarginazione sociale.

La grafica che accompagna il questionario sul lavoro femminile lanciata ieri sui social da Caminera Noa

“Oltre al lavoro produttivo, ad esse è stato poi affidato, storicamente e socialmente, il lavoro riproduttivo, che comprende tutte le attività che sono connesse con la riproduzione della vita e con la sua cura: lavoro domestico di gestione della casa, cura ed educazione dei figli, assistenza ai familiari. Questo lavoro, oltre a non essere riconosciuto e a venire spesso dato per scontato, è indispensabile per il funzionamento dell’intero sistema economico” – scrive Caminera Noa in una nota di adesione alla giornata.

Appuntamento, dunque, a partire dalle ore 9:00 ai Giardini pubblici. Il corteo attraverserà viale Regina Elena, Piazza Costituzione, viale Regina Margherita, Piazza Darsena, via Roma e Largo Carlo Felice per concludersi, infine, in Piazza Yenne.

Intanto Caminera Noa ha lanciato sulla sua pagina fb il Questionario sulle condizioni di lavoro produttivo e riproduttivo delle donne in Sardegna (potete andare alla compilazione cliccando il link).

Nei prossimi giorni uscirà un’analisi completa della nuova campagna di Caminera Noa, intanto pubblichiamo il post di accompagnamento pubblicato stamattina dal soggetto-progetto politico sardo:

COMPILA IL QUESTIONARIO SULLE CONDIZIONI DI LAVORO PRODUTTIVO E RIPRODUTTIVO DELLE DONNE IN SARDEGNA

Perché un questionario sul lavoro femminile?

Caminera Noa vuole creare un argine allo sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori.
Per questo abbiamo ideato il sistema di sportelli mutualistici e la campagna #TelèfonoRuju.

Le donne, in quanto tali, subiscono una duplice forma di sfruttamento.

Da un lato svolgono infatti il lavoro produttivo (salariato o autonomo) e le difficoltà che una donna incontra mentre svolge (o prova a svolgere) il suo lavoro, sono numerose. Differenziali salariali, sessismo diffuso all´interno del luogo di lavoro che impedisce di fare carriera o di essere prese sul serio, discriminazioni legate alla maternità che impediscono di avere un contratto stabile o di poter conciliare famiglia e lavoro. Per citarne alcune.

Oltre al lavoro produttivo, ad esse è stato poi affidato, storicamente e socialmente, il lavoro riproduttivo, che comprende tutte le attività che sono connesse con la riproduzione della vita e con la sua cura: lavoro domestico di gestione della casa, cura ed educazione dei figli, assistenza ai familiari. Questo lavoro, oltre a non essere riconosciuto e a venire spesso dato per scontato, è indispensabile per il funzionamento dell´intero sistema economico.

Il fatto che il lavoro domestico e di cura salariato sia sempre più diffuso ci mostra quanto questo sia appunto indispensabile per mandare avanti il sistema economico tutto, dall´altro evidenzia come lo sfruttamento del lavoro riproduttivo sia una questione non solo di genere, ma anche di classe e di provenienza. Laddove ci sono le condizioni economiche sufficienti questo viene, infatti, spesso delegato a donne con minori possibilità economiche, nella maggior parte dei casi emigrate. I due sistemi di sfruttamento, dunque, si intersecano e sono funzionali l´uno all´altro per il mantenimento dello status quo.

Abbiamo voluto lanciare il questionario in concomitanza con lo sciopero (https://www.facebook.com/events/1133343803496286/) delle donne dell´8 marzo lanciato dalla rete internazionale Non Una di Meno Cagliari/Manc’Una de Mancu, che è sciopero dal lavoro produttivo e riproduttivo. Uno sciopero che supera i confini e che porta le donne, insieme, nello spazio pubblico, a rivendicare il fatto che se si fermano le donne si ferma l´intero sistema.

Vogliamo dare voce alle donne, vogliamo sentire da loro in prima persona quali sono i cambiamenti che sono maggiormente necessari e i servizi di cui hanno bisogno, non solo per raccogliere dati a fini statistici ma anche e soprattutto per prendere coscienza della nostra condizione e porre le basi per un cambiamento che parta dalle necessità reali di tutte noi.