Zibechi incontra la Sardegna che resiste

Ràul Zibechi

di Alessia Etzi

Lo scrittore, ricercatore e giornalista uruguayano, redattore del settimanale “Brecha” e doctor honoris causa presso l’Universidad Mayor de San Andrès (La Paz, Bolivia), Ràul Zibechi sarà in Sardegna dal 13 al 19 giugno, ospite del Coordinamento dei Comitati Sardi.

La Sardegna movimentista e Raul Zibechi si incontrano per la prima volta a Roma nel giugno del 2018. Allora Zibechi conosce la realtà sarda rappresentata dai movimenti e dalle associazioni che lottano per l’autodeterminazione, per l’ambiente, contro l’accaparramento di terra e territorio, contro le politiche speculative energetiche e ambientali, contro le servitù militari e a favore della sanità pubblica. A seguito di quel primo incontro, è nata l’idea di approfondire la reciproca conoscenza.

Zibechi, profondo conoscitore del Sud America e delle lotte ed esperienze di resistenza in Brasile, Venezuela, Colombia, Cile, ecc. così come in Messico, vuole offrire la sua esperienza, come elemento di confronto e di crescita collettiva.

Nei suoi scritti, parla di violenza militare e repressione quali forme usate dal potere contro le comunità, distinguendo tra “mondo dell’essere” dove i diritti civili sono rispettati e la violenza è una cosa eccezionale e il mondo del “non essere” dove vive il 50% delle persone che non conosce diritti. In quel mondo le comunità si “auto-organizzano” per dar vita a “mondi altri”.

Piccole realtà solide possono cambiare le cose e avviare una trasformazione, lenta ma efficace nei vari territori. Zibechi parla di Estrattivismo come forma di accumulazione del capitale, guidata dalla finanza, per accaparrarsi le risorse naturali e trasformarle in materie prime. In questo contesto “le popolazioni sono di ostacolo per il capitale e vanno per questo eliminate”. L’estrattivismo è la quarta guerra mondiale, e a pagarne le conseguenze sono l’ambiente, le risorse naturali e le persone.

Parlando della Sardegna, dice Zibechi, “ci sono esperienze molto interessanti, decine di gruppi che resistono”.

E così, la presenza di Raul Zibechi in Sardegna vuole essere l’occasione affinché i diversi, numerosi e attivi gruppi e movimenti che vi operano, si ritrovino insieme e affrontino i temi a loro cari. E’ un’occasione per intessere trame e ricucire tessuti della lotta comune e delle comunità, per raccontare esperienze e al contempo analizzare insieme limiti e pregi di percorsi condivisi e condivisibili.

Grazie alla presenza di Raul, vorremmo analizzare insieme la storia/le storie della Sardegna che resiste e crea alternative e sentire da lui esperienze traslate dalla storia dei movimenti in Sud America e rifletterne in maniera condivisa.

Antimilitarismo, indipendentismo, resistenza, beni comuni, lotta a favore dell’ambiente, sovranità alimentare, sono i temi affrontati nelle varie tappe del viaggio in Sardegna che abbiamo chiamato “Il saccheggio estrattivista e i territori resistenti, le comunità sarde incontrano Raul Zibechi”, che vuole essere un percorso della storia collettiva dei movimenti e uno strumento per rafforzare e rinsaldare legami e relazioni.

Il primo incontro intitolato “Semi di resistenza per conservare la vita” si svolgerà ad Iglesias, nel Sulcis, i movimenti locali che si oppongono alle politiche neoestrattiviste in un territorio devastato e nel contempo cercano di creare un’alternativa valida, efficace e pulita si racconteranno.

Il 14 giugno sarà a Cagliari per un incontro con il mondo della città e le sue forme di resistenza. “Sopravvivere alla città”: il tema al centro dell’iniziativa, nella suggestiva e centrale Piazza S. Domenico. Il 15 a Villacidro, nel contesto campestre degli olivastri millenari di San Sisinnio, dove si incontreranno movimenti, gruppi, collettivi, organizzazioni per parlare di temi cari alla Sardegna, “Indipendentismo, occupazione militare e repressione”. Il 16 sarà a Sassari all’incontro incentrato sul tema della sovranità alimentare. Il 17 ad Olzai per il tema “Oltre lo sfruttamento un futuro è ancora possibile” per chiudere a Siniscola il 19, per affrontare il tema di “Libere comunità resistenti”.